Don Medori ce l’ha fatta, anche se nell'occasione si è dimenticato di sventolare la bandiera della “legalità” come fa abitualmente contro gli immigrati e i poveri. In un colpo solo è riuscito a richiamare nella sua chiesa di Sant’Andrea un bel mucchio di pecorelle smarrite. Che dico smarrite, scomunicate! Chi sa se i padri della chiesa cattolica approveranno questa iniziativa che sa tanto di revisionismo storico-culturale o se taceranno. Sta di fatto che per celebrare una messa in memoria di Bettino Craxi si sono mossi i massoni livornesi, potenti antagonisti laici della chiesa stessa. E’ indubbio che vi sia un po’ di confusione tra appartenenza politica, credo laico e credo religioso, in questa iniziativa abbracciata dal parroco di Sant’Andrea. Se pensiamo che la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (a quei tempi presieduta dall’attuale Papa) con la sua dichiarazione del 26.11.83 sostiene che “la Iscrizione alle associazioni massoniche «rimane proibita dalla Chiesa» e i fedeli che vi si iscrivono «sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione» allora mi domando che ci facevano in prima fila tutti quei massoni in chiesa? L’altra domanda che mi pongo è perché una Chiesa e non una qualsiasi sala laica dove ricordare la figura di Bettino Craxi? E poi perché tutta questa attenzione e questo fervore revisionistico nei confronti di un capo del governo italiano fuggito all’estero per non dover scontare le condanne e nelle nostre galere.
Si sente dire in giro che nei suoi confronti vi sia stata una sorta di accanimento da parte della magistratura (mi sembra una cosa che si sente dire in giro anche in questi anni), che abbia finito per pagare solo lui, mentre a rubare erano in molti. Anzi si invoca la sua coerenza e il suo alto senso della verità per il fatto che ammise le sue colpe davanti al parlamento. Ora, tutto questo, che vadano a spiegarlo ai cittadini che, lui come altri, derubavano, vadano a spiegarlo a mia madre che vive con una pensione di reversibilità del marito, che non arriva a 700 euro al mese, dopo una vita di lavoro in fabbrica. Vadano a spiegare ai disoccupati che se tutti rubano è legittimo rubare. Se ricordare gli uomini della prima repubblica è importante, lo è per non doverci ricascare, anche se mi sembra che la memoria in questo paese sia sempre più corta e che i cattivi esempi siano i soli ad essere raccolti dalla nostra classe dirigente. Per quanto mi riguarda preferisco ricordare Bettino Craxi, Don Medori permettendo, con il resoconto delle condanne subite con sentenza passata in giudicato a:
5 anni e 6 mesi per corruzione nel processo Eni-Sai il 12 novembre 1996;
4 anni e 6 mesi per finanziamento illecito per le mazzette della metropolitana milanese il 20 aprile 1999. Per tutti gli altri processi in cui era imputato (alcuni dei quali in secondo o in terzo grado di giudizio), è stata pronunciata sentenza di estinzione del reato a causa del decesso dell'imputato.
Fino a quel momento Craxi era stato condannato a:
4 anni e una multa di 20 miliardi di lire in primo grado per il caso All Iberian il 13 luglio 1998, pena poi prescritta in appello il 26 ottobre 1999.
5 anni e 5 mesi in primo grado per tangenti Enel il 22 gennaio 1999;
20 gennaio 2010
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