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Andrea Romano: quando la Lega era di sinistra

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Transformers-Dark-of-the-Moon“È felice, Andrea Romano, per l’arrivo dell’eurodeputato Mario Borghezio. Aprirà la campagna elettorale in Toscana, «terra di incontro», dice. «Borghezio è il nostro uomo del dialogo e un profondo conoscitore della realtà islamica». Romano ha 29 anni, è del·’76. Giovane dunque, e secessionista convinto”.

Così nel febbraio 2006 Il Tirreno presentava l’imminente comizio di Borghezio organizzato dalla Lega Nord di Livorno, di cui Andrea Romano era allora il segretario provinciale. “Capelli neri, i suoi genitori sono del sud” aggiungeva malignamente il giornale, che peraltro non era assolutamente maldisposto verso il giovane rampollo padano di cui pubblicava almeno una lettera alla settimana e alle cui iniziative dedicava sempre ampio spazio.

Com'è noto oggi Andrea Romano è il capogruppo dell'IdV in consiglio comunale. Pochi giorni fa ha spiegato alla stampa locale che non è stato lui a fare il salto della quaglia, bensì la Lega che ha cambiato linea politica: “eravamo a pieno titolo nel centrosinistra... quando [la Lega Nord] ha virato a destra sono passato a Idv”.

Certo: aveva ragione D'Alema, uno dei più acuti e profondi poltici italiani, quando definiva la Lega una costola della sinistra. E In effetti già ai tempi di Borghezio si vedeva il DNA di sinistra di Andrea Romano, come ad esempio nelle grandi battaglie per la difesa della nostra identità e dei nostri valori minacciati dall'Islam e dalla decadenza morale della sinistra: “coppie gay e poligamia, porte spalancate agli extra-comunitari, rinuncia totale alle tradizioni culturali della nostra terra”, denunciava indignato.

Eletto consigliere comunale a Bibbona, Romano prometteva un’intransigente battaglia «per dare una svolta alla politica troppo permissivista dei sindaci di Bibbona, Cecina e Castagneto». Promessa mantenuta: nel 2006 votava contro l’istituzione del registro delle unioni civili, riuscendo «a sventare l’attacco della maggioranza alla famiglia tradizionale».

In Val di Cornia la priorità era fermare la costruzione di una moschea: “Diffidiamo il Comune di Piombino da farsi prendere dall’entusiasmo filo-islamico” scriveva; mentre nel capoluogo criticava la “fiducia illimitata che la sinistra accredita a chiunque appartenga a popoli diversi dal nostro” e bacchettava “i diessini livornesi che si aggrappano alla curva nord e agli immigrati islamici”.

Il suo fervente impegno come polemista non lo sottraeva però ad una presenza militante sul territorio. Era lui l’instancabile promotore delle ronde su tutta costa toscana, da Marina di Massa, nel 2000, a Marina di Bibbona (località tristemente nota per la dilagante criminalità), a Livorno, dove però l’idea non raccoglieva i meritati consensi: “Ci sono piombati addosso una decina di giovani dicendo ve n’andate da soli o vi si deve picchià?”

Ma il suo impegno era diretto soprattutto a fronteggiare “l’assalto a livello europeo ed internazionale da parte delle sinistre alla famiglia tradizionale [che] si può inserire nel più ampio progetto per rivoluzionare l’ordine sociale occidentale, residuo ideologico di quell’avversione al modello “capitalista” che sfociò nel tentativo di disgregare la famiglia per mezzo anche delle “comuni” degli anni sessanta-settanta. Fallito in parte il primo assalto, adesso viene giocata la carta delle unioni civili, delle coppie gay e dei pacs, ma è sempre la solita minestra relativista”.

La continuità tra il Romano leghista e quello dipietrista nel segno di una militanza tutta orientata a sinistra si rintraccia comunque di continuo nella sua ampia produzione giornalistica. Ad esempio ieri Andrea Romano interveniva sul problema delle tensioni tra vigili e senegalesi: “gli agenti vengono mandati allo sbaraglio a contrastare gente pronta a tutto per racimolare spiccioli”, scrive. La verve è quella di una volta, di quando tuonava contro l’invasione degli extracomunitari e organizzava le ronde in Via Terrazzini.

E anche il suo recente impegno ambientalista, che qualche osservatore poco attento ha visto in· contraddizione con la difesa dei valori occidentali, si inserisce invece a pieno titolo in questo filone. Sei anni fa Romano spiegava infatti che "dall’Arabia Saudita partono direttive e finanziamenti per la creazione, attraverso l’immigrazione clandestina, di una rete terroristica in Europa, [per cui] c’è davvero da chiedersi perchè molti governi occidentali preferiscono ancora il petrolio saudita alle fonti di energia alternative!" Visto? È sempre stato un ecologista convinto! (red.).

5 agosto 2011


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