La lettera che ci hai inviato offre l’opportunità di aprire una discussione interessante, e per questo ti ringraziamo, anche se avremmo preferito essere definiti “compagni” anziché “amici”, termine che sa tanto di Democrazia Cristiana.
Al contrario di quanto scrivi, da parte nostra non c’è mai stata alcuna preconcetta ostilità nei confronti della Federazione della Sinistra e crediamo che chi ci legge possa darcene atto.
La prova di questa ostilità sarebbe secondo te l’insistenza di Senzasoste su un possibile ingresso in maggioranza della Federazione della Sinistra, che ci saremmo inventati di sana pianta.
Ce li siamo sognati, allora, quegli esponenti della FdS che proprio in questi giorni sulle televisioni locali offrivano la propria disponibilità per un allargamento della maggioranza? Ce lo siamo sognato il dibattito alla Festa di Stagno, dove con Sel e altri si ipotizzavano le primarie per una sorta di operazione Pisapia?
Del resto la Federazione della Sinistra è in maggioranza in Regione, ed è lì, più ancora che in Comune, che oggi vengono prese le decisioni più importanti per il nostro territorio: sulla sanità, sui trasporti, sui rifiuti ecc... Come fa la FdS a stare all’opposizione a Livorno e condividere le stesse scelte di fondo a Firenze? Semplice, a Livorno la FdS fa opposizione per modo di dire: timidi, anzi timidissimi sul nuovo ospedale, non pervenuti sul Limoncino, collaborativi (con il PD) sulla privatizzazione dell’ATL, e via così. E su questo, più che manifestare un’ostilità ossessiva, come la chiami, ci siamo morsi più volte la lingua evitando ogni polemica e sperando di vedervi impegnati nella costruzione di un’alternativa al PD in città insieme alle altre forze della sinistra.
Per questo siamo rimasti profondamente delusi quando abbiamo letto che la Federazione della Sinistra ha criticato aspramente la contestazione al sindaco di Livorno durante la manifestazione del 6 settembre, definendola preoccupante e pericolosa. La conferenza dei capigruppo del consiglio comunale ha poi all’unanimità stigmatizzato i fischi parlando di mancanza di rispetto verso le istituzioni: in poche parole un partito che si dice comunista, nel momento in cui i lavoratori contestano l’incapacità dell’amministrazione locale dare risposte concrete alle loro esigenze, si schiera dalla parte dell’amministrazione e contro i lavoratori. Volevate che vi facessimo gli applausi?
Ci domandiamo: qual è il sindacato che volete in piazza? Un sindacato cinghia di trasmissione dei partiti, super-allineato e dominato dai burocrati, o un sindacato che rappresenta coerentemente i lavoratori? Perché nelle vostre prese di posizione emerge in modo chiaro che il vostro punto di riferimento è la maggioranza della CGIL, quella della Camusso e del PD. Il sindacalismo di base per voi non esiste, né esistono le componenti di sinistra della CGIL.
Ci dici che è facile criticare, ma è più difficile proporre soluzioni. Verissimo. Ma quali sarebbero per voi queste soluzioni? Proponete l’unità per battere le destre come se ci fossero ancora la CGIL di Di Vittorio o il PCI di Longo e Secchia. È in questo senso che parlavamo -in modo un po’ provocatorio- di una mentalità da anni ’50. Non vi siete accorti che a Livorno le destre ci sono già, che la città la governano le banche, la confindustria e qualche altra lobby, e il berlusconismo qui è pane quotidiano.
Il problema è che le soluzioni non possono essere trovate nell’ambito di accordi tra le varie forze organizzate del centro-sinistra tradizionale. Alla vostra festa avete invitato Sel, l’IdV, Città Diversa, avete parlato di primarie, di operazioni stile Pisapia, e non capite che una vera alternativa può nascere solo da un nuovo radicamento nei quartieri, da nuovi strumenti di partecipazione, da un modo di fare politica che risolva davvero i problemi concreti e che sopratutto sia passione e non interesse. Dopo forse si potrà parlare anche di un’alternativa elettorale. Per ora comunque voi, come altri, avete anche la responsabilità di non aver tentato neanche a questo livello di costruire un’alternativa credibile e unitaria. Basta leggere quello che scrivi dell’altra lista di opposizione presente in consiglio per capire che siamo fermi ai battibecchi da pollaio.
A Livorno tutto sommato c’è una sinistra viva: è la sinistra dei sindacati di base, dei comitati per la difesa dell’ambiente e della salute, dei centri sociali, dei media indipendenti, della sperimentazione di nuove forme di partecipazione, del volontariato e della cultura.
Voi non ve ne accorgete perché guardate solo al funzionariato politico. Basta vedere il programma della vostra ultima festa. Avete invitato sindaci e assessori ma a parte noi (vi ringraziamo sinceramente per l’invito) non c’era nessun’altra realtà di movimento. Avete scansato come la peste qualsiasi argomento di dibattito che potesse suonare scomodo per chi governa la città: le discariche, il rigassificatore, l’autostrada, i lavori pubblici mai finiti...
Questa sinistra diffusa vi ha cercato e invitato spesso, ma avete sempre qualche altro impegno: una manifestazione nazionale a Roma, un congresso, un attivo, un consiglio comunale. Oppure c’è qualcosa che non vi sfagiola. Sul nuovo ospedale c’era Lamberti, sul Limoncino ci sono gli annessi abusivi... Tutto giusto, tutto legittimo, ma alla fine della fiera la morale è sempre quella: voi il manovratore non lo disturbate mai. E ora che la contestazione al sindaco mette a nudo la netta rottura tra il ceto politico e la città “reale” vi schierate -coerentemente, per certi versi- dalla parte del ceto politico.
La strada che abbiamo scelto noi è forse più lunga e difficile, i toni che usiamo possono essere a volte fuori luogo, non abbiamo soluzioni predefinite, ma siamo disponibili a discuterne con tutti e nessuno di noi con la politica ci guadagna. Per questo sappiamo che con tutti i nostri limiti saremo sempre più credibili di quei consiglieri regionali che dopo qualche anno di mandato prenderanno la pensione. E che poi sono quelli che nei partiti decidono veramente.
red 9 settembre 2011
Link: Polemica Senza Soste-Rifondazione: la lettera di Alessandro Trotta
Link: Rifondazione, non aprire quella porta. Il comunicato dell'orrore della Fds livornese
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