Recentemente il Tirreno ha dato la notizia dell'installazione degli hot spot per Internet senza fili all'interno di palazzo civico. E' inutile sottolineare come questo avvenga male e in ritardo, rispetto alla diffusione del wireless in altri comuni, ma è importante rimarcare come non sia all'orizzonte la diffusione di Internet senza fili nei parchi pubblici e sul lungomare. Sull'utilità di questo servizio basta ricordare che la capitale della patria di Danilevicius, la Lituania, è quasi completamente coperta dal wireless e si tratta di un'area geografica la cui vita all'aperto d'inverno è praticamente impossibile. Solo che dalle parti di Danilevicius hanno capito che il wireless pubblico attrae turismo di qualità (è un particolare che non sfugge a chi viaggia ed è pieno di relazioni da coltivare), sviluppa il know-how delle aziende locali e rende più ricchi i rapporti tra residenti che appena possono escono di casa per relazionarsi con gli altri e con il mondo dall'esterno. Certo il modello livornese potrebbe essere perfezionato, con cooperative al posto di aziende per implementare il wireless, e per favorire una cultura della rete (con enormi vantaggi economici e relazionali) si potrebbe sfruttare il fatto che il lungomare è agibile molti mesi l'anno. Ma in questo il sindaco la pensa come Berlusconi: youtube e internet sono un problema altro che risorsa.
Ora la creatività è un processo sociale e non un qualcosa da racchiudere entro un'impresa (e qui è impossibile farlo capire a una generazione di "amministratori" addestrata alla mistica neoliberista)e questa si deve dispiegare su tutto un territorio per produrre ricchezza e benessere. Per Florida i territori che prosperano nella crisi attuale sono quindi quelli in grado di attrarre e produrre creatività che, a sua volta, produce significative quote di benessere. Il resto è destinato al declino industriale e sociale. Richard Florida è stato ovviamente preso sul serio visto che è, ed è stato, consulente per le politiche territoriali delle aree metropolitane in tutti e cinque i continenti. Secondo Florida le condizioni perchè un territorio attragga e produca creatività, e quindi benessere economico e relazionale, sono comprensibili attraverso tre indici. Quelli che sono chiamati le tre T. Si tratta degli indici di presenza di tecnologia, tolleranza, talento su un territorio che fanno comprendere se e come la creatività si sviluppa lungo l'asse urbano producendo ricchezza economica e di relazioni. Certo, è un pò dura farlo capire a Livorno dove alla parola "urbano" si lega compulsivamente quella di "indice di edificabilità" e, dietro quest'ultima, si celano amici, parenti e clienti da sistemare fino al saccheggio finale del territorio. Ma la storia si è già mossa in un senso che rende impossibile vecchi metodi di governo.Facciamoci però l'idea di come siano applicate le tre T sul nostro territorio. Tecnologia: inutile rilasciare dichiarazioni cerimoniali sul Tirreno sul polo della robotica o su qualche impresa (forma sociale superata dalle esigenze dell'economia creativa) più intelligente di altre. Livorno manca di politiche che promuovano un tessuto tecnologico diffuso che è precondizione di creazione di ricchezza. La vicenda del wireless è indice di questa mentalità. Non esiste alcuna politica territoriale di raccordo tra educazione primaria, secondaria e universitaria che promuova la cultura tecnologica come strategica. Eppure le risorse ci sarebbero. Solo che, dettaglio da niente, salterebbero tutti i poteri di controllo che il potere locale ha sulla società livornese. Meglio che marcisca Livorno, insomma. Tolleranza: Florida parla apertamente di "gay index". Più un territorio è aperto e tollerante verso i gay maggiore è l'indice di creatività e quindi di ricchezza. Beh, su questo basti ricordare che il consiglio comunale ha rinviato "per approfondimenti" la discussione sulle unioni civili che si era impegnato a fare nel 1996 (!). E si pensi che un sindaco di destra come Chiamparino a Torino ha sposato due donne: nel capoluogo piemontese, che punta sulla creatività come uscita dal dopo Fiat, si comprende come la promozione della tolleranza verso i gay sia un bene economicamente strategico. Talenti: Livorno è un caso, in questo senso, da depressione economica del profondo sud. Esporta talenti in tutto il mondo, anche in settori importanti oltreoceano, ma non ne attrae nessuno. Una diaspora di una generazione necessaria per far posto, nelle leve di comando, a persone che hanno problemi evidenti con l'italiano (un nome? L'assessore all'urbanistica) ma che sono garanti di pietrificati assetti di potere. E qui basta capirsi: non si fanno notare certe cose per arroganza ma per intendersi sul fatto che, la presenza di saperi poveri al comando, non è questione di mancato bon ton ma di distruzione di valore economico sul territorio.
Altrove Senza Soste sarebbe corteggiata da offerte di finanziamento, consulenza, ricerca. Perchè connette da anni migliaia di livornesi e rappresenta sul territorio, secondo i canoni dell'economia contemporanea, un valore relazionale , politico, creativo e quindi economico. A Livorno invece è persino proibito parlarne: tanto che il sindaco si è infuriato quando "scoperto" pubblicamente a leggere Senza Soste. Un atteggiamento, quello di non poter parlare di Senza Soste in pubblico da parte delle classi dirigenti e del maggiore quotidiano locale, da frequentatori delle canoniche del '700 in presenza dei primi libri licenziosi. Il che mostra i caratteri culturalmente regressivi di questa classe dirigente ma anche, come accadde nel '700, che l'uso di certa letteratura prima diventa irresistibile poi egemone nella costruzione di linguaggi e nella liberazione di comportamenti.
per Senza Soste, nique la police
mercoledì 3 marzo 2010
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















