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A Livorno la più alta cassaintegrazione in Italia. Ma il Tirreno apre con un banale incidente

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sosUn primo motivo valido per pensare, immaginare, porre le condizioni strutturali per la chiusura del Tirreno lo si trova nel semplice sfogliare le pagine di quella che, citando l'antropologo Marc Augè, abbiamo chiamato la "Chernobyl culturale" di Viale Alfieri.
Sfogliando l'edizione della domenica vediamo che l'importanza del numero più letto della settimana, oltre al dovuto spazio al Livorno, è tutta dedicata al ferimento di un ragazzo ad un cancello. Titolo di prima nazionale, almeno nell'edizione a nostra disposizione, e prima pagina.
Una autentica scenografia del banale che mette grottescamente in secondo piano il vero ferimento e di massa avvenuto nelle nostre zone: il record di cassaintegrazione nazionale che pone il nostro territorio nelle zone depresse dell'economia europea (eh già,quei livelli di cassaintegrazione fanno scalare classifiche continentali, altro che nazionali).
E qui si tratta di dati crudi e ufficiali, altro che le classifiche di fine anno che somigliano ai test da fare sotto l'ombrellone (dove il numero delle palestre in un territorio è un indicatore di "benessere" che colma il punteggio negativo sulla disoccupazione).
Non sia mai quindi che l'edizione della domenica sia disturbata dalla realtà dei drammi che sta vivendo questo territorio. L'onesto articolo di Zucchelli sulla cassaintegrazione, che rivela una situazione sociale pesante, viene quindi fatto scivolare nella cronaca cittadina con un rilievo minore di qualsiasi notizia che riguardi le baracchine, la terrazza, la viabilità e il gossip.
Sappiamo benissimo che il Tirreno e l'amministrazione comunale puntano tutto sul governo del banale come strumento essenziale per la loro sopravvivenza. Il Tirreno, anche perchè blindato dal punto di vista del dibattito politico, rincorre un tipo di lettore che si fidelizza tanto più si abitua a notizie stupide e senza senso. Questo genere di lettore assume il valore del petrolio per la stampa locale in periodi di crisi: paga perchè si nutre di un sensazionalismo minuto e perverso e non costa molto. Il mondo del precariato giornalistico fornirà, a pochi euro il pezzo, la forza lavoro necessaria per alimentare questo genere di lettore: scrivere un articolo su un bambino ferito ad un cancello può costare meno di 5 euro alla Chernobyl di viale Alfieri. Una Chernobyl tossica e stracciona, possiamo dire.
Per quanto riguarda l'amministrazione comunale, che ha il suo supervisore ai rapporti con il Tirreno nell'assessore alla cultura, le notizie stupide e senza senso sono la precondizione per un'egemonia di governo. Come potrebbe permettersi Cosimi di aprire un dibattito cittadino reale, serio, approfondito su questa notizia?
Ce la farebbe a raccontare ad un territorio che l'unica vera politica che sa praticare è attendere quando Livorno, dopo quasi un decennnio, forse potrà tornare ai livelli di PIL del 2007?
E nel frattempo quali misure sociali, politiche, di regolazione economica potrebbe proporre?
Nessuna, ovviamente. Quindi sia benedetto il ragazzo che si ferisce il cancello. Lo sta facendo per legittimare la stabilità politica e dei poteri di questa città. Quando si dice che il banale non è affatto banale.
Ora è chiarissimo che Livorno potrà sopravvivere solo senza questi soggetti: Tirreno e PD. La politica locale è in ritardo cronico verso questa consapevolezza e forse da questo cancello è meglio non entrare subito.
Invece dal punto di vista della comunicazione la crisi della carta stampata e l'evoluzione delle tecnologie della comunicazione rendono la situazione interessante. Ponendo il Tirreno come il classico anello debole del sistema di potere che sta soffocando Livorno.

E qui pezzi grossi del Tirreno, l'avete già capito: la vendetta nei vostri confronti è un piatto che si mangia freddo. E servito abbondante. Nei vostri confronti ogni boccone sarà estasi.
Quindi scrivete, preparate numeri magari sui passeggini che perdono le ruote mentre chiudono fabbriche intere e i livornesi fanno la fila alla Caritas. Ma così facendo il giorno che salterete, e assieme a voi con effetto domino tutto il sistema, sarà ancora più divertente.
In cuor vostro sapete già che la storia è dei visionari. Mentre voi avete solo le allucinazioni.

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