Mario e Renzo Bueno si meriterebbero dal Tirreno almeno un rimborso spese, visto che non c’è argomento su cui non dicano la loro: dalla sanità al porto, dalla sicurezza al traffico, dall’immigrazione al commercio, dalle questioni sindacali alla politica internazionale.
C’è un sondaggio via sms? Rispondono Mario e Renzo Bueno. La pagina dei lettori? Puntuale come la morte c’è la lettera di Mario Bueno. Se due macchine si scontrano in Via Donnini Renzo è lì, e ci dice dove va messo il nuovo semaforo per evitare che la prossima volta ci scappi il morto. Una fila biblica al Pronto Soccorso? Tra i pazienti in attesa c’è la mamma di Renzo Bueno. Lasciano una valigetta sospetta di fronte a un negozio? Renzo Bueno chiede l’intervento degli artificieri. L’Arma dei carabinieri trova un criceto abbandonato e lo salva: indovinate chi gliel’ha segnalato? Renzo Bueno naturalmente.
Non c’è episodio della loro vita familiare su cui Il Tirreno non ci tenga aggiornati: ad esempio la nascita del figlio di Renzo, oppure su come il nostro amico risolve il problema della mobilità: “Per anni e anni ho usato un vecchio motorino Piaggio, sa di quelli che funzionavano a miscela? Per anni, quotidianamente, mi ha servito fedelmente. Poi l’ho cambiato, con il pianto nel cuore perché sempre funzionante al primo colpo, per una Vespa, omologata e catalizzata”.
Ma il tuttologo della famiglia è senz’altro Mario, che spazia in tutti i campi dello scibile umano ed è un inflessibile alfiere della legalità: ce l’ha con i comunisti, con i sindacati, con gli immigrati, un po’ con tutti quelli che a vario titolo minacciano l’ordine costituito.
La compagnia israeliana ZIM lascia il porto di Livorno e Mario diventa cianotico: “Qualcuno sarà sicuramente contento, parlo degli organizzatori delle manifestazioni fatte a Livorno che periodicamente invitavano al boicottaggio sia di Israele sia la ZIM”.
Ma c’è una soluzione, bisogna fare come in Polonia: “Sappiano i tifosi del Livorno, casomai dovessero un giorno fare una trasferta in Polonia, che magliette del Che o bandiere rosse, ostentate in Polonia, paese che il comunismo lo ha vissuto davvero per 49 anni, e sulla propria pelle, possono costare in quel Paese sino a due anni di galera”.
Gli studenti occupano una scuola e Mario non ci vede più dalla rabbia: “Ci siamo, puntuale come un orologio svizzero anche quest’anno è giunto il periodo delle così dette occupazioni dei licei. Da chissà chi, improvvisamente, viene deciso di interrompere un pubblico servizio, di impedire il normale svolgimento dei programmi, per giorni e giorni. Il tutto senza che i genitori degli alunni minorenni siano avvertiti, né che qualcuno prenda provvedimenti. Tutti gli anni si ripete il rito di questa brucia collettiva”. E bacchetta perfino il giornale che lo ospita: “Trovo molto grave che un reato come l’interruzione di pubblico servizio, che comporta rischi a minorenni, trovi nella stampa cittadina ospitalità e, a quanto pare, una certa simpatia, oltre che rimanere impunito”.
Il fustigatore dei costumi è implacabile: “Basti vedere quanti genitori portino i bimbi piccoli in scooter, quanti guidino senza cinture o se ne freghino di divieti e regole. Livorno é così,da sempre, e l’ignoranza della gente é sempre uguale...”. Se la prende perfino con il popolare Pio di Corea, reo di aver protestato per la mancata apertura del centro civico, invocando per lui severe punizioni: “Il fatto di essere buoni, bravi e con la barba bianca, non concede salvacondotti o autorizzazioni a compiere reati”. E che cavolo!
C’è uno sciopero della CGIL? Non sia mai: “Lo sciopero dovrebbe essere usato come estrema ratio (...) Io invece faccio parte della maggioranza silenziosa che ha lavorato”. scrive orgogliosamente. Il lavoro però gli lascia parecchio tempo libero, dato che è il primo a mandare un sms al Tirreno indovinando gli autori delle 4 reti dell’Italia alla Germania nella famosa semifinale del 1970.
La vera crociata di cui Mario Bueno si sente protagonista però è quella contro gli ambulanti senegalesi che lavorano in zona mercato, dove il fratello ha una merceria: “La realtà del Mercato Centrale e zone limitrofe, senza tanti giri di parole, è di illegalità diffusa, ben radicata da anni (...), bisognerebbe ricordare a chiunque voglia intraprendere un’attività che per fare il commerciante bisogna rispettare regole e leggi”. Di chi la colpa? “Dei “tromboni buonisti dell’accoglienza ad ogni costo”.
In ogni episodio di tensione tra vigili e senegalesi è presente Renzo, che testimonia a favore dei vigili, poi il giorno dopo parte la lettera al Tirreno di Mario che invoca la legalità.
I due Bueno -ahiloro- hanno però un rapporto estremamente tormentato con le forze dell’ordine. Infatti ne chiedono continuamente l’intervento per contrastare la piaga dell’illegalità, ma ogni volta che queste intervengono trovano un’irregolarità al negozio di Renzo e gli fanno la multa, com’è capitato tempo fa per un’infrazione sullo spazio occupato.
In questi casi l’immancabile lettera al Tirreno cambia radicalmente di tono: “Di pomeriggio passa puntualmente la finanza per i suoi controlli, le multe vengono fatte con insistenza. Sto pensando seriamente di trasferirmi” si lamenta Renzo.
E proprio in questi giorni, il feeling tra le forze dell’ordine e i due superciaccioni cittadini sembra aver subito un colpo irrimediabile: Renzo (udite, udite) non faceva gli scontrini e la Finanza gli ha chiuso la merceria per tre giorni.
Renzo si dispera: «Era estate, sono venute due persone in bermuda, mai avrei pensato che si trattasse di addetti alle verifiche fiscali. Io stavo servendo una persona quando è venuto un altro cliente a comprare una cosa al volo da 80 centesimi. Questo genere di scontrini non emessi sono una distrazione: io capisco che i finanzieri devono fare il loro lavoro, però appostarsi e aspettare che ci sia confusione per prenderti in fallo non è neanche giusto».
Strano, nell’articolo si diceva che la sanzione scatta al quarto scontrino non emesso...
Il giorno dopo arriva la difesa dell’avvocato d’ufficio, il fratello Mario, con un’accorata lettera: “Sto notando che si va sempre più verso uno stato di polizia” denuncia “La legge va rispettata è vero, ma esiste anche una coscienza che può togliere qualche paraocchi e soprattutto, prima di sentenziare, chi non ha mai peccato, scagli la prima pietra”.
Noi di pietre non ne scagliamo, per carità, né godiamo per le sventure altrui. Né ci piace la crociata anti-evasione del governo che se la prende contro i pesci piccoli per gettare un po’ di fumo negli occhi e ruba ai poveri per dare ai ricchi. Però per una volta ve la facciamo noi la morale, cari alfieri della legalità solo per gli altri: ora forse capirete cosa provano gli ambulanti senegalesi quando i vigili chiamati da voi gli sequestrano un borsone di roba che hanno già pagato e con cui pensavano di mandare qualche soldo alla famiglia. Chissà, magari in quel caso anche voi prendereste per il collo qualcuno.
red. 4 aprile 2012
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