Non c’è più rispetto per nessuno. Un povero segretario generale, che guadagna qualche centinaio di migliaia di euro ogni anno, si ritrova sulle cronache mondane solo perché si è fatto pagare 81 mila euro di ferie non godute. A dire il vero noi lo avevamo scritto sul numero che è in tipografia e che sarà nelle edicole a giorni, ma con tutto il tatto possibile, sicuri che saremmo stati smentiti dal Presidente Gallanti. Invece sembra proprio che sia tutto vero, compreso l’aggiunta di 25 mila euro di oneri fiscali che portano i costi a 106 mila euro. Insomma, il buon Giorgio Gionfriddo, questo è il nome del segretario generale dell’Autorità portuale scaduto (eppure sempre in carica grazie alla proroga concessa dal presidente Gallanti) pare si sia difeso sostenendo di non aver potuto fare le ferie per il carico di lavoro piovuto sulla sua testa dopo gli anni del commissariamento e, aggiungiamo noi, per l’iperattività imposta dal presidente Piccini.
Tutto ciò, ne siamo certi, malgrado sia stato aiutato dall’Avvocato Paolo Bassano, da Guido Asti e da Michele Caturegli che fungevano da supporto (pagati anche loro ovviamente). Fatto sta che il segretario generale scaduto e che non riesce a fare le ferie, è diventato, sempre con nomina di Gallanti, anche dirigente finanziario dell’ente. Viene da chiedersi se la colpa di quelle ferie non godute e che (aimè) il buon Gionfriddo si è dovuto far pagare, non sia proprio del Presidente Gallanti che lo carica di lavoro fino all’impossibile.
Pensate che sempre lo stesso Gionfriddo è anche nel consiglio di amministrazione della Porto di Livorno 2000 (con un compenso di 20 mila euro) e, (udite, udite,) membro del consiglio di amministrazione della Porto immobiliare S.r.l. (la società che gestisce il patrimonio immobiliare della Porto 2000). Insomma, anche lei, presidente Gallanti, dovrebbe avere pietà di un lavoratore e provare a diluire anche su altri del suo staff le cose da fare. Anche perché, in questo modo, non solo impedisce a Gionfriddo di fare le ferie, ma rischia di avere dei dirigenti sottoutilizzati e annoiati ai quali non resta che andare a pescare.
Quanto a Gionfriddo, ha tutta la solidarietà di noi barcaioli, e se il ministero o la Bce o Brunetta, dovessero fare storie per quei quattro spiccioli, sappia che un posto in barca per lui c’è sempre.
per Senza Soste, Gino il barcaiolo
11 novembre 2011
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















