Qualcuno dovrebbe dire a Rossi, candidato a Governatore della Toscana, che quelle navi dei veleni a cui si riferisce, erano un problema e non certo una risorsa. Come sono un problema e non certo una risorsa le ferite inferte al territorio dalla presenza storica di grandi poli energetici e chimici. Le frasi riportate dal Tirreno sono tra virgolette e quindi attribuite a Rossi: "C’è stata una ferita ambientale, ma non possiamo rimarginarla dicendo sempre di no. Noi sosterremo gli investimenti che puntano sulla scienza e sulla produzione. Sviluppo delle fonti rinnovabili e delle biomasse, risanamento ambientale ma anche utilizzo dell’energia fossile." Poi, parlando del distretto energetico ha fatto riferimento alla Karin B e al vecchio presidente Bartolini che si prese carico del problema come commissario ad acta. Un problema nato e cresciuto in questo nostro bel paese dove i rifiuti industriali si preferivano esportare piuttosto che trattare e smaltire correttamente. In questo modo si abbattevano i costi di produzione scaricando il problema verso i paesi più poveri. Erano gli anni in cui si scopriva che quei rifiuti partivano proprio dalla Toscana, dalla Darsena Pisa, così come dal porto di Carrara con destinazione Nigeria, Angola, Benin, Congo, Etiopia, Gibuti etc.etc..
Un giornale allora titolò: "LIVORNO PENSACI TU" e Livorno lo fece. Fece arrivare quelle navi, malgrado vi fossero un sacco di contestazioni e contrari. Il partito, allora, impose senso di responsabilità e poi, diciamolo, i portuali ci videro un bel giochino dal quale si potevano fare i soldi e proporre il porto come piattaforma per la lavorazione dei rifiuti. Una idea che ha fruttato, per alcuni davvero tanti soldi, per i lavoratori portuali solo un po' di lavoro, qualche assunzione di figli, e qualche malattia in più. Ma non è certo un bel modello Assessore Rossi. Anche perché da quella esperienza l'Italia non ha imparato niente. I rifiuti continuano ad essere smaltiti dai soliti banditi (vedi Gomorra, vedi i recenti arresti nel Grossetano, vedi le navi sequestrate dai cosiddetti Pirati) la piattaforma in porto non c'è più e la società che la gestiva è sparita, mentre la mega struttura al Biscottino è abbandonata. Se queste sono le premesse per risanare le ferite ambientali del territorio con lo sviluppo di distretti energetici con tanto di rigasificatori, centrali energetiche a biomassa, olio di palma, o noccioline americane, caro futuro presidente Rossi, noi non ci stiamo. Non vogliamo fare la fine del signor Sunday Nana che permise a dei signori (che gli dettero ben 200 mila lire) di stoccare su un pezzo di terreno di sua proprietà alcune migliaia di tonnellate di rifiuti tossici. Dai retta, parliamone, prima che decidiate, sopratutto se vi venisse voglia di regalarci anche qualche centrale nucleare (quelle si che portano un mucchio di soldi sul territorio) potremo sempre sentire il signor Sunday Nana se per 100 euro ci fa smaltire le scorie. (red.)
13 febbraio 2010
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