Oggi, come avevamo annunciato, il sindaco Cosimi incontrava il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi per un dibattito sulla sicurezza. Del personaggio sbarcato in città, conosciamo le posizioni: xenofobo, omofobo, "gemellato" con l'estrema destra. Non lo diciamo solo noi, ma anche una sentenza del tribunale che lo ha condannato per propaganda di idee razziste. L'incontro ha avuto luogo nel Palazzo della Provincia. Chi ha potuto recarsi in zona, è rimasto letteralmente allibito dal dispiegamento di forze dell'ordine e dall'incredibile blocco della viabilità che è stato messo a punto affinchè l'incontro sulla sicurezza avvenisse "in sicurezza". Un piano che ha generato la più totale confusione nel centro cittadino. Il palazzo della Provincia è stato blindato dalle transenne, così come tutta l'area nei dintorni. Via Avvalorati, che porta da piazza della Repubblica fino a Piazza del Municipio, chiusa al traffico e presidiata dalle forze dell’ordine.Uno scenario di guerra, forse un sunto anticipato dello scambio di opinioni tra sindaci. I cittadini che si trovavano a passeggiare in zona sono rimasti sconcertati dall'inatteso servizio d'ordine che ha militarizzato il centro cittadino. Un vero e proprio paradosso: per parlare di sicurezza urbana si manda in tilt una città. Da un lato questa situazione rivela un aspetto senza dubbio positivo: la paura di una reazione popolare all'apertura verso la Lega a Livorno e la necessità di blindarsi, nascondersi, "come i tarponi", come avevamo già scritto. Peccato che ciò sia fatto a spese delle città, a cui si tagliano i fondi per ogni aspetto della vita sociale per poi impiegarli, in teatrini di guerra.
Chissà cosa avrà da dire il PD, a tal proposito. Ci piacerebbe proprio sapere quanto è costato alla collettività il check-point installato questo pomeriggio per difendere il sindaco e il suo ospite, che altro non ha fatto che umiliare la città con questo incontro. Resta una certezza: la giornata di oggi è di quelle da segnare di rosso sul calendario. Da oggi, più che mai, ai problemi reali della città, casa, lavoro, istruzione, trasporti, settori in cui siamo in piena crisi, si risponderà cercando di mettere fumo negli occhi ai cittadini, alimentando lo sterminato patrimonio di retoriche su decoro, sicurezza e degrado.
Oggi i leghisti ( lo stesso giorno in cui abbandonano in Lombardia la sala del consiglio regionale perché si suona l'inno di Mameli) vengono invitati nei palazzi della politica per incontri non necessari a livello istituzionale, blindando il centro di Livorno, per non recar loro disturbo. Meglio così, meglio che questa corrente politica, sempre indecisa o poco chiara su tutto, si sia una volta per tutte rivelata. Ammettendo, se non ora quando, di tradire vigliaccamente un’idea, una città, i suoi abitanti.
Ancora una volta la questura di Livorno esce ridicolizzata dall’ennesimo utilizzo spropositato e del tutto irrazionale delle forze dell’ordine e dallo sperpero di risorse pubbliche. Bisogna abituarsi perché ormai anche l’ordine si gioca sulla mediaticità e la spettacolarizzazione del controllo della piazza, non sulle capacità di previsione e controllo concreto della stessa.
Un’altra giornata che mostra una classe dirigente allo sbando in una città sempre più confusa. Basta sentire l'intervista e a Tosi che esalta Verona come città modello "perchè sono stati fatti molti investimenti in sicurezza e ci sono vigili, poliziotti e telecamere in ogni angolo della città". E basta vedere la città blindata con il centro completamente chiuso e la polizia in assetto antisommossa per capire che è stato perso il senso di tutto. Questa è la società che loro creano, questa è la società che loro auspicano.
Video: L'intervista a Tosi
Video: La città blindata e gli sprechi della questura di Livorno
Link: Il sindaco di Verona Tosi a Livorno, nascosto come i tarponi
(red.) 15 marzo 2011
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COME I TARPONI. IL FASCISTA TOSI VIENE A LIVORNO
Oggi il sindaco Cosimi incontra il sindaco di Verona Tosi nel Palazzo della Provincia.
Flavio Tosi, è uno degli esponenti leghisti più legati alla destra neofascista e al tradizionalismo cattolico. Tosi è il sindaco che andò a trovare in carcere i fascisti che nel 2008 avevano assassinato Nicola Tommasoli, giovane veronese, colpevole di non aver loro offerto una sigaretta. Tosi è stato condannato per propaganda di idee razziste e per questo non può partecipare a manifestazioni pubbliche. Tosi partecipò nel 2005 ad una processione contro gli omosessuali. Tosi è anche quello che mise lo scorso anno un fascista a dirigere l'Istituto Storico della Resistenza e che fece la propaganda elettorale con i tifosi della curva dell'Hellas e con Fiamma Tricolore. Ci limitiamo a questo, ma ci sarebbe ancora molto da dire su questo personaggio.
L'incontro previsto per oggi alle 18 dovrebbe essere un momento di confronto sulle politiche delle amministrazioni in merito a sicurezza e viabilità. Non stupisce che un sindaco PD come il Cosimi, si incontri con uno dei modelli di sindaco sceriffo come Tosi che ha portato avanti a Verona provvedimenti razzisti e di negazione di ogni libertà. In molte città infatti Lega e PD vanno sempre più a braccetto nelle politiche “per la sicurezza”, politiche razziste e di militarizzazione del territorio.
Il problema quindi non è Tosi, il problema sta nel tentativo di deviare ogni malcontento popolare con la paura del diverso, con la paura dello straniero. E' il campo del delirio securitario quello sul quale si svolge l'incontro di oggi tra Cosimi e Tosi. Il campo in cui si decide come scaricare paura e violenza sui migranti, sui lavoratori, sui precari, su chi è sfruttato, in modo da disinnescare ogni conflitto sociale.
Questo incontro avrebbe dovuto svolgersi inizialmente il 28 gennaio, in seguito alla mobilitazione degli antifascisti livornesi l'incontro venne annullato. Oggi, alla zitta e senza pubblicità, di nascosto come i tarponi, si terrà l'incontro. Sono costretti a organizzare le cose in questo modo, con un esagerato spiegamento di forze, per gestire un semplice incontro tra due sindaci.
Nonostante la notizia dell'incontro sia giunta oggi all'improvviso, noi siamo comunque in piazza, come sempre, come lo saremo anche domani quando Tosi se ne sarà andato.
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