Nella conferenza stampa di fine anno sindaco e
stampa locale usano parole dure contro "l'area antagonista" ma
tollerano l'apologia di fascismo fatta da La Russa alla caserma Vannucci . Un altro
esempio che dimostra come ormai la politica sia un comitato d'affari che si vuole
liberare di storia e valori.
Non potevano mancare accenni alle polemiche di questo ultimo mese su fischi all'inno e cori pro-Tartaglia anche alla conferenza stampa di fine anno del sindaco Cosimi. Una conferenza stampa che ha spaziato a 360 gradi sul 2009 livornese, dalla situazione del porto, all'ospedale, al rigassificatore fino alla situazione degli ex Delphi. Molta retorica, molte promesse mai messe in discussione dalla stampa locale che tuttavia, continuando la loro guerra contro l'area antagonista livornese (da loro così definita), non ha potuto fare a meno di fare una domanda al sindaco che non era altro che una richiesta di condanna ai fatti accaduti in questo ultimo mese: dai cori pro-Tartaglia all'incidente diplomatico inventato da Il Tirreno per l'inno italiano all'incontro di boxe di Lenny Bottai.
Il Tirreno riporta le parole del sindaco in un virgolettato che naturalmente coglie solo il peggio delle sue parole: «Mi vergogno quando sento fischiare l'inno italiano durante le cerimonie ufficiali e non ho affinità con l'area antagonista». Frase uscita dalla bocca del sindaco dopo una lunga disquisizione e dopo aver rammentato un paio di volte anche Senza Soste, facendo intendere che alla fine, nonostante tutti i discorsi, quest'area è presente e fa parte del tessuto politico e sociale della città. E anche se qualcuno Senza Soste vorrebbe farlo chiudere, ormai esiste... Il sindaco ha poi detto di essere stato spesso attaccato pesantemente da Senza Soste: dipende dai punti di vista, per noi sono solo critiche poliche, niente di personale. Probabilmente ad essere abituati ai lustrini de Il Tirreno, tutto il resto appare pesante.
Nell'odio viscerale che la stampa locale ha sempre avuto verso questa "area", c'è sempre stata una descrizione distorta, quasi animalesca, delle persone e dei luoghi che ci fanno riferimento. Secondo la stampa locale, infatti, quest'area spazia dalla curva nord ai centri sociali (Refugio e Godzilla) fino anche alle attività sportive o lavorative di personaggi ritenuti contigui (bar o palestre). Poi a seconda delle occasioni in questo calderone ci finiscono anche sindacati di base e comitati. Naturalmente l'attenzione della stampa verso tutto questo è limitata a contestazioni, condanne di tipo politico o giudiziario o problemi di rumore o ordine pubblico.
Nella realtà invece, e il sindaco questo lo sa bene, quest'area (sempre nell'accezione e nella dimensione datale dalla stampa) negli ultimi 10 anni è diventata una realtà radicata in questa città. Nella sua quotidiana attività politica e sociale è arrivata a mettere a disposizione di tutti un teatro e una sala prove per gruppi musicali, un luogo per riunioni, iniziative e concerti, un centro di quartiere con doposcuola e un giornale di quartiere, oltre a una collaborazione quotidiana con sindacati di base, curva, lavoratori, studenti. Perché forse non è ancora ben chiaro che all'interno di quest'area non c'è lo stereotipo del militante da riserva indiana, ma ci sono studenti, lavoratori, rappresentanti Rsu, sindacalisti, intellettuali e banditi che in questa città sono ben conosciuti e che hanno tutte le informazioni e le conoscenze per poter aprire bocca. E se a Livorno a volte capita di vedere un po' di gente nelle piazze, abbandonate dalla politica "ufficiale", state pur certi che ce le porta questa area. Basta vedere ogni anno i numeri che porta in piazza la commemorazione del 21 gennaio per la nascita del Partito Comunista d'Italia a Livorno, data sempre più imbarazzante per un partito come il Pd.
Insomma, nonostante la campagna denigratoria verso "l'area antagonista" la realtà è un'altra: tutto quello appena descritto è stato tirato fuori da luoghi abbandonati ai tarponi e all'umidità da parte dell'amministrazione, da affitti pagati attraverso l'autofinanziamento, dall'impegno gratuito di decine di compagni che dedicano a queste strutture e queste organizzazioni.
Il tutto senza costare un euro alla collettività a differenza di tante altre realtà cittadine che con i soldi pubblici hanno un impatto sociale minore e che per mantenere i finanziamenti devono abbassare la testa alle volontà dell'amministrazione.
Forse viene il dubbio che in città questa sia diventa l'unica opposizione e a qualcuno questo dà noia. Poi c'è la questione Senza Soste che in questi anni ha provato, e in parte ci è riuscita, a smascherare delle prassi decennali fra stampa e potere. Un fatto epocale per questa città che ha fatto del blocco monolitico stampa-potere una prassi politica cinquantennale descrivendo ai livornesi una realtà che era solo quella che faceva comodo a loro.
E mentre loro facevano le lastre e condannavano
l'area antagonista, i fischi e i cori per Tartaglia, a pochi chilometri
c'era un ministro della Repubblica, anzi, il Ministro della Difesa che
nella Caserma Vannucci celebrava e omaggiava "l'indimenticata
Flottiglia Decima Mas" , fatto che a Il Tirreno non è sfuggito come
appare oggi nell'articolo: E a proposito di eccellenza, nel nominare il
Consubin della Marina, il ministro ha citato la «non dimenticata» X
Mas, il corpo d'assalto della Repubblica di Salò, che si distinse nella
collaborazione coi nazisti per la ferocia dei rastrellamenti di
partigiani.
Fatto gravissimo, molto più di fischi o cori fatti da gente che la
mattina si sveglia e va a lavorare e che non ha ruoli istituzionali. Ma
naturalmente nessuno si sentirà in dovere di chiedere
di condannare. D'altra parte La Russa rappresenta il potere e quindi
nella tradizione della stampa locale, è impossibile condannarlo.
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