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Taormina sbarca a Livorno. Mancava solo lui

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carlo_taormina2_2.jpgL'intreccio tra crisi economica e politica del territorio livornese si vede da questi particolari: sbarca a Livorno, come legale per una vertenza sulla porta a Mare, l'avvocato Taormina.
Ex parlamentare forzista, in passato avvocato difensore di Priebke (sic), Craxi e Andreotti Carlo Taormina è al centro sia della giustizia spettacolo, difensore della Franzoni nel caso Cogne, che di numerose vicende oscure di questi anni.
Basti ricordare che si è dovuto dimettere da membro della commissione Telekom Serbia essendo sotto pressione con l'accusa di aver cercato di favorire la fabbricazione di prove di corruzione contro il centrosinistra. Taormina si è anche dimesso da sottosegretario agli Interni con delega "al coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura" per un semplice motivo: era in conflitto di interessi con l'esercizio della difesa legale a favore di un membro della Sacra Corona Unita imputato di contrabbando, in processi penali in cui lo Stato si era costituito parte civile.
 
I metodi di lavoro di Taormina sono noti per la sua spregiudicatezza, l'effetto spettacolo e la determinazione con cui vengono portati avanti. Se si impegnerà nell'incarico non è certo l'uomo giusto per far emergere la questione di Porta a Mare: causerà una chiusura a riccio della città nei suoi confronti come è sempre accaduto da queste parti in questi casi. Andrà avanti come un carro armato contro il centrosinistra per favorire gli interessi di centrodestra: la classica guerra sulle spoglie di una parte di città di cui nessuno, salvo chi la promuove, sente il bisogno.
Ma la calata, se confermata, di Taormina indica prima di tutto la crisi politica di un territorio incapace di risolvere i propri nodi. E' un panorama dove il centrosinistra blinda gli interessi (di pochi) a breve termine e il centrodestra cerca di farsi spazio magari cercando di far saltare parte del banco.
 
Siccome non bastava Taormina, in questa situazione di seria sofferenza per l'economia locale, ci si è anche messo il genio della produzione di ricchezza sul territorio ovvero Alessandro Cosimi. In un recente convegno si è messo a dire che "Livorno ha bisogno di attrarre capitali di rischio". Forse gli sfugge l'idea, specie se guarda ai modelli americani e inglesi di territori che attraggono capitali di quel genere, che l'unico vero rischio contemplato nell'attrazione di questi capitali è per le città che li accolgono.

Così tra Taormina e desiderio di capitali di rapina, Livorno si avvia verso l'inverno.

per senzasoste.it,

Bill Shankly

venerdì 6 novembre 2009

 

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