Thursday, Feb 09th

Last update:09:48:00 PM GMT

You are here:

Via dei Mulini, fra vuoto politico e sciacalli

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 12
ScarsoOttimo 

sciacalli1Sono passati ormai 4 giorni dalla rissa di via dei Mulini e la conseguente reazione iniziata con una sorta di assedio e finita dopo 6 ore con l’arresto dei due rumeni rei di aver ferito a bastonate due vicini di casa dopo una discussione per una lavatrice lasciata al cassonetto.

Durante questi 4 giorni in cui i media locali e nazionali si sono sbizzarriti con titoli ad effetto, ricostruzioni romanzate e il solito campionario di frasi fatte, è passata in secondo piano una seria analisi sui comportamenti e le dichiarazioni dei cosiddetti soggetti istituzionali: amministratori, partiti e forze dell’ordine.

Innanzitutto il sindaco, arrivato sul posto solo dopo cena, che ha mostrato tutta la distanza politica fra istituzioni e cittadini. Per ore non si è visto un esponente politico a pagarlo oro ma la cosa che più impressiona è il vuoto politico sia nelle analisi che nelle proposte. Il sindaco ha omesso qualsiasi tipo di autocritica rispetto allo sfaldamento del tessuto sociale dovuto a una sempre maggiore mancanza di punti di riferimento aggregativi comuni nel quartiere e a una strategia urbanistica sempre più orientata verso le nuove periferie (Porta a mare, Porta a terra, Nuovo Centro e ora anche Nuovo ospedale) che desertifica progressivamente il centro.  Persino la sede del Pd che era fino a pochi mesi fa proprio davanti al portone dove sono successi i fatti, non c'è più. Una denuncia che col nostro giornale facciamo da anni e che piano piano inizia a manifestarsi. In una fase di crisi infatti l’edilizia è stata scelta come bene rifugio anche dall’amministrazione che rimpingua le casse con gli oneri urbanistici a carico dei costruttori, non rendendosi conto del disastro sociale e urbanistico creatosi a fronte dell'arricchimento di pochi. Senza contare i modelli di consumo che vengono proposti.

Ma il vuoto è soprattutto politico perché il sindaco nelle dichiarazioni del giorno dopo ha individuato nell’aspetto repressivo (polizia, telecamere e “linea dura”) l'unica soluzione. Se le soluzioni sono solo repressive, cosa ci sta a fare la politica? Secondo il suo ragionamento si potrebbe risparmiare un po’ di costi della politica partendo da stipendi e incarichi e darli alla polizia, tanto poi, sempre secondo il suo ragionamento, la soluzione dei problemi è affidata alla questura.

La stessa questura e carabinieri che hanno impiegato oltre 6 ore ad arrestare due persone che stavano attendendo in casa di essere portate via a fronte di non più di 100/150 persone (di cui la maggior parte ciaccioni e/o innocui) che li aspettava sotto. Il tempo giusto per trasformare una rissa per motivi di vicinato con reazione veemente di amici e parenti dei feriti in una puntata di “Porta a Porta” dal titolo “Si sta tutti peggio per colpa degli immigrati”. Una condotta che ha dato ai media nazionali un bel po’ di carne insanguinata su cui avventarsi (Libero ha intitolato “Anche la rossa Livorno odia i romeni”) e probabilmente ha anche riproposto il tema tanto caro alle forze dell’ordine sui tagli che il loro governo (“loro” istituzionalmente ma anche politicamente) ha operato sulle loro strutture. Infine appare chiaro come il decreto di espulsione a carico del rumeno sia solo una mossa populista da dare in pasto ai cittadini per dimostrare che le istituzioni funzionano e sono efficaci.

Da segnalare che su Libero c’è anche un bel virgolettato del segretario provinciale del Pd Marco Ruggeri: “Farsi giustizia da soli è sbagliato ma certe situazioni, spesso con persone di culture diverse che cozzano con le nostre buone maniere, covano sotto la paglia e questa ne è la dimostrazione. Non ho problema a dire che i miei concittadini hanno fatto bene e sto dalla loro parte”. Hanno fatto bene a fare cosa, il tentato linciaggio? Ma se ieri il suo partito ha definito squadristi 50 contestatori che fischiavano Schifani e urlavano “Fuori la mafia dallo stato”? Ancora più ridicolo il passaggio sulle culture che cozzano con le nostre buone maniere. Da livornese di nascita e di spirito, devo ammettere che in fatto di risse e roba lasciata al cassonetto non siamo inferiori a nessuno. Caro Ruggeri, c’erano tante cose da dire anche senza bisogno di perdere voti, ma per l’ennesima volta hai dimostrato che quando la politica è tanta seggiola e poca passione spesso non si trovano nemmeno le parole giuste.

Infine gli sciacalli. Questo è un genere di animale che non manca mai a questi banchetti. Il PdL infatti ha indetto per mercoledì 8 settembre una fiaccolata in partenza proprio da piazza XX settembre. Una provocazione chiara e tonda e uno sciacallaggio da parte di un partito che a Livorno non si vede mai (eccetto che quando c’è da commissariale il porto), che è diviso da anni al suo interno e che si muove solo per questi casi di cronaca, infatti l’unica altra presenza visiva che ha fatto in città è stata dopo i fatti di via Terrazzini di due anni fa (fra l'altro mascherata dietro l'organizzazione della parrocchia). Fra parentesi la fiaccolata terminerà (se sarà confermata) in piazza della Repubblica passando anche dal quartiere Sant’Andrea in modo tale da sciacallare anche quelle strade che hanno passato anni difficili ma che ora sembrano aver trovato un minimo di equilibrio.

Intanto sabato sera il Csa Godzilla ha organizzato una cena in Piazza XX settembre al prezzo popolare di 5 euro e a cui hanno partecipato anche alcune famiglie del quartiere. Il dibattito sul futuro di piazza XX è aperto e ora più che mai diventa prioritario. Nei prossimi giorni continueranno le iniziative di piazza.

Per Senza Soste, Franco Marino

6 settembre 2010

AddThis Social Bookmark Button