MD: “Chiudere la discarica di Buriano”

rifiuti-discaricaDella sua chiusura si parla da almeno 5 anni, ora incredibilmente i sindaci – soci  di ASV (Volterra, Montecatini, Castelnuovo, Pomarance, Casale) chiedono addirittura di dotarla di un impianto di compostaggio, così da allungarne la vita.

Ma le mire sembrano anche peggiori: rifiuti speciali, mentre la discarica di Bulera è ampiamente esaurita. E mentre si avanza la RetiAmbiente spa, dove ogni affarista dei rifiuti vuole entrare con più forza possibile. Questo in estrema sintesi è il quadro degli ultimi anni.

Ma, la scandalosa discarica di Buriano, posta accanto alle miniere Solvay di salgemma, in un’area devastata in superficie e nel sottosuolo, non doveva mai essere autorizzata: invece marcia da oltre 30 anni (1985 l’inizio ufficiale), ha accolto molti più rifiuti urbani di quanti autorizzati, e recentemente l’Arpat ha rilevato ammoniaca e metalli pesanti nelle falde idriche dei suoi  dintorni. Intanto Solvay continua tranquillamente a cavare salgemma appena fuori dai confini della discarica, con pericoli di crolli disastrosi che potrebbero coinvolgere anche la massa di rifiuti  interrati. Un epilogo da mettere nel conto.

La logica vorrebbe che si chiudesse immediatamente la discarica, si mettesse in sicurezza da frane, smottamenti e percolazione. Invece i sindaci-soci  che fanno ? ne chiedono alla Regione il prolungamento, con la dotazione di un impianto di compostaggio, che stranamente suscita interesse in imprenditori locali, di solito indifferenti a simili iniziative. E’ facile supporre che dietro  tale interesse si celi in realtà l’interesse per lo smaltimento di rifiuti speciali, dato che l’altra discarica della zona, quella  di Bulera per tali rifiuti è ampiamente esaurita. Fanghi di trivellazione della geotermia e della Solvay, fanghi della SCL e della filiera del sale sono in cerca di un’altra destinazione, ovviamente a buon mercato.

E’ particolarmente inquietante che i sindaci, in particolare Buselli – sindaco di Volterra – associno spesso la discarica con un accordo generale sullo sfruttamento Solvay del salgemma, trovando orecchi  sensibili in Regione. Mentre nessuno in val di Cecina dimentica  le mire  dei conciatori di pellami, che avevano individuato la val di Cecina per lo smaltimento dei loro fanghi al cromo.

MD pone due domande ai sindaci-soci:

  • perché non si pubblicano le “manifestazioni di interesse” richieste ad  imprenditori locali?
  • Perché ci si ostina a far del terrorismo sulla popolazione, prospettando un incremento delle bollette, se non si allunga la vita alla discarica sulle caverne del salgemma?

E alla Regione MD rivolge una pressante richiesta:

  • chiuda subito a Solvay le estrazioni di sale nelle vicinanze della discarica.

Medicina Democratica/Movimento di lotta per la salute-Coordinamento val di Cecina

3 novembre 2016

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