MD: “Imparare a vivere senza le entrate della discarica”

Lo scriviamo da anni, ma stavolta siamo ad una svolta vera: se la regione confermasse, come si spera, il diniego al Progetto di ampliamento di Scapigliato, il bilancio drogato del comune di Rosignano entrerebbe in crisi. Almeno così come è concepito, cioè male: con entrate straordinarie che dovevano essere considerate come tali, quindi non fisse ed “eterne”. Senza la discarica, il Comune di Rosignano tornerebbe ad essere un comune normale, come Cecina ad esempio o come tutti gli altri comuni che debbono fare i conti sui pochi fondi disponibili. Ma la nostra casta si è abituata male, e quel che è peggio, anche degli strati di popolazione si sono almeno assuefatti allo scempio di Scapigliato. Tra il 1985 e il 2011 il Comune di Rosignano ha introitato  oltre 330 milioni di euro (risposta a richiesta atti): dove sono finiti tutti questi soldi ? Opere faraoniche ed inutili (ultima la biblioteca da 6,5 milioni di Euro), consulenzifici come a più riprese anche altre forze hanno debolmente evidenziato, interessi alle banche ed altri numerosi sprechi. Gli interessi alle banche meritano un approfondimento. Già nel 2009 notavamo che, “nonostante il fiume di denaro che affluisce dalla discarica (22 milioni di euro previsti nel 2009) la Giunta Nenci/Franchi si è indebitata per 32.7 milioni di euro: 1000 euro per ogni abitante, compresi vecchi,bambini e disoccupati. E molti prestiti si perpetueranno fino al 2026. Il comune paga ogni anno due milioni solo di interessi  passivi.

Sono stati “rinegoziati” diversi mutui, applicando lo swap, cioè lo spalmare il peso dei mutui su più anni: un modo per far pesare sulle future generazioni gli errori attuali.”

Ma perché il comune di Rosignano si è indebitato così tanto, nonostante l’entrata enorme di fondi da Scapigliato ? Per raffronto, il comune di Cecina, molto simile per popolazione al nostro, ha un bilancio preventivo 2009 più basso di meno della metà di quello di Rosignano (28,5 milioni di euro il bilancio di Cecina,  72,5 milioni di euro quello di Rosignano), ed ha fatto l’esplicita scelta di non ricorrere all’indebitamento.

La megalomania ed i clientelismi, alimentati dalle entrate di Scapigliato, hanno spinto la giunta Nenci/Franchi all’insaziabilità e alla sensazione  di onnipotenza : ecco la spiegazione dello stupefacente indebitamento di un comune “ricco”. L’altra “sorpresa” arriva dal crollo degli oneri d’urbanizzazione, caduti nel 2009 dai 6 milioni di euro previsti a 1,5 entrati. La casta locale è dipendente anche dal cemento, come conferma l’inchiesta giudiziaria a carico della giunta Nenci (già, com’è finita ?).

Ora gli eredi  di Nenci (Giari e Franchi) scrivono alla Regione con tono ricattatorio: “lo sforzo finanziario che REAI ha affrontato, senza l’ampliamento dell’impianto di discarica, metterebbe sicuramente in seria difficoltà la tenuta economico-finanziaria di REAI, con forti dubbi sulla continuità aziendale e comunque sicuramente con ulteriori conseguenze di carattere occupazionale, sociale ed economico. Per altro verso, la drastica ed inevitabile riduzione del canone concessorio al Comune di Rosignano, che si produrrebbe in tempi estremamente brevi, metterebbe in crisi la tenuta stessa del bilancio del Comune con conseguente drastica riduzione delle attività e servizi ai cittadini.”.

Non potranno certo esser questi stessi uomini a condurci fuori da questo enorme guaio, d’altra parte altri gruppi di uomini non se ne intravedono: occorrerebbero uomini lucidi e decisi, per ricostruire con la popolazione un bilancio partecipato, che comporterà sicuramente comunque tagli duri, ma non sarà indifferente dove e come tagliare. Forse sarebbe bene che le persone più sagge si esprimessero sull’argomento fin d’ora.

Medicina Democratica 

11.3.18

 

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