MD: “Scapigliato e il terremoto sui rifiuti”

Oggi (21 dicembre) si riunisce a Firenze una nuova conferenza dei servizi (tutti i soggetti istituzionali coinvolti) sul progetto di  industrializzazione di Scapigliato, presentato da REA, dopo appena 21 giorni dalla riunione e dal verbale dell’ 1.12.17 in cui il progetto veniva definito “speculativo”, “Le integrazioni (di REA, ndr)  non hanno fornito l’approfondimento richiesto” ed altre considerazioni negative sul progetto.

Che cosa è successo di nuovo tra il primo dicembre ed oggi ? “Soltanto” il benefico terremoto dell’inchiesta della magistratura, con la sospensione per un anno del Direttore Monti e della gestrice della discarica Del Seppia, nonché l’avviso di garanzia all’amministratore unico Giari: insomma tutto il vertice di REA è nel mirino della magistratura, che pertanto – a nostro avviso –  non è proprio credibile quando presenta un progetto a valere per la gestione dei rifiuti per un altro secolo, almeno.

Che cosa farà dunque la CdS di oggi a Firenze ? ipotesi A- rimanderà al mittente l’intero progetto, anche per manifesta incompatibilità con il permissivo Piano regionale dei rifiuti (giugno 2017) che pure lascia al “libero mercato” i rifiuti speciali; ipotesi B – chiederà un ridimensionamento del progetto, lasciando la gestione dell’80% di rifiuti speciali a questi signori (ricordiamo al proposito la ex Amministratrice delegata  di REA Lilia Benini , che almeno ebbe la dignità di dimettersi  –  dichiarando  che il pulp di cartiera era giunto a Scapigliato “a sua insaputa” – quando fu raggiunta da avviso di garanzia per l’inchiesta aperta dalla Guardia di Finanza appena nel settembre 2016) ; ipotesi C approverà il progetto così com’è anche avvalendosi dei sostegni politici che REA conta in regione e tra le correnti del PD.

Ovviamente Medicina democratica spera nell’ipotesi A, ma teme che si avveri l’ipotesi B, un progetto ridimensionato da presentare non appena i riflettori accesi dalla magistratura si saranno spenti, e comunque passato un anno, quando i dirigenti  di REA siano tornati in sella, magari senza condanne.

I sindaci Franchi e Nogarin fanno le verginelle  affermando che sarebbero parti lese nelle operazioni criminose di Lonzi e RARI, tipiche della camorra campana, ma dimenticano qualche aspetto scottante: Lonzi e RARI sono di fatto – se non di diritto – filiazioni di REA ed AAMPS, che se ne servono nella quotidianità da anni . Ad esempio REA ha con Lonzi appalti milionari per quanto segue: Spazzatrici, compattatori scarrabili, Cassoni scarrabili, Autocarro con Gru,  Autocarro con attrezzatura scarrabile, Spazzamento strade, Trasporto rifiuti, Trattamento rifiuti. Dal sito www.reaspa.it/wp-content/uploads/albo311216.xlsx

Anche con AAMPS la Lonzi ha avuto decine di appalti nel 2015 e nel 2014 per le più svariate voci: raccolta legno, noleggio e spazzamento stradale, stoccaggio di rifiuti organici (sfalci, potature), ritiro materiali ferrosi, ritiro indumenti di lavoro, smaltimento di bombole di acetilene, smaltimento materiali di demolizione,  ritiro carta e cartone, ritiro rifiuti di cucine, ecc.

La RA.RI ha ricevuto appalti milionari da AAMPS per lo smaltimento (dove ? A Scapigliato ?) delle ceneri pesanti e leggere dell’inceneritore, 1.676.000 euro nel 2015 e addirittura 5.058.000 euro nel 2014.

L’uomo di collegamento tra REA da una parte e Lonzi e RARI dall’altra è il sig Robi Morreale, rosignanese, amministratore unico delle due ditte con sede a Livorno (ora indagato), che spalleggiato da Stabile, Rotelli, Del Seppia ed altri dette vita nel 2013 al comitato pro-Renzi  di Rosignano. Politica e affari non sono mai stati così legati come nei rifiuti e nella loro mala gestione.

MEDICINA DEMOCRATICA – Sezione di Livorno e della val di Cecina

21.12.17

 

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