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Adolescenti nude sotto il Tirreno. L'eccitazione per lo schema masochistico della notizia in viale Alfieri

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tirreno_primapagina_04-04-2012_tagliatoDa tempo Senza Soste denuncia la concezione turbata della sessualità in cui versano i giornali del gruppo Espresso, in generale, e Il Tirreno in particolare. Un ruolo di denuncia da servizio pubblico che si rende tanto più importante nel momento in cui il sistema socio-sanitario livornese è regredito, quello formativo è in declino e le aggregazioni di massa stentano a produrre comportamenti diffusi sereni e liberatori.

Il danno all'ecologia della mente sul territorio, in questo scenario, è quindi enorme. In una città ansiosa rispetto alla crisi e impaurita nei confronti del futuro, il Tirreno svolge un ruolo di "regolatore" della parola pubblica sulla sessualità locale con una espressività indiscutibilmente perversa.

Tra gli schemi che il Tirreno abitualmente applica nelle notizie, per garantirsi questo ruolo, ce ne sono tre che sono emersi in articoli recenti. Si tratta dell'atteggiamento censorio e turbato nei confronti della sessualità degli adolescenti, del frasario ansiogeno sulla proliferazione di immagini autoprodotte riguardanti la sessualità, della riproposizione dello schema masochistico di eccitazione come codice di chiusura degli articoli.

Guardiamo un paio di produzioni recenti de Il Tirreno: prima pagina nazionale e locale e locandina dedicate alla produzione, diciamo non autorizzata, di immagini di adolescenti nude sotto la doccia. Segue ampia descrizione della preoccupazione delle famiglie delle adolescenti, e delle ragazze, per il fenomeno. Non manca la descrizione ansiogena dell'elemento tecnologico, la capacità di riprodurre immagini di nudo in ogni momento. Negli adolescenti di oggi, corpi e menti della società delle immagini, la riproduzione digitale della sessualità è però una prassi normale, consolidata e tecnologicamente pervasiva. Se poi si vogliono aiutare su questo piano gli adolescenti, a livello di discorso pubblico, la prima prassi da utilizzare è la distanza clinica unita alla sdrammatizzazione. Nella sessualità adolescenziale, ancor più che negli adulti, la sovrapposizione di elementi ansiogeni, è causa di ogni genere di disturbo più dello stesso fatto perturbativo. L'effetto eco, insomma.

Siccome al Tirreno sono geniali il fatto delle foto scattate alle ragazze viene invece elevato ad evento di primo rango come quando esplode una palazzina: prima pagina nazionale, locale e locandina. Immaginate l'effetto ansiogeno prodotto per queste ragazze, le famiglie, e le reti di parenti e amici vicine a questi soggetti. Si tratterà di un effetto dilatato come la pupilla di qualcuno in preda a droghe pesanti.
Ma guardiamo più in generale allo schema cognitivo complessivo che applica il Tirreno per la sovraesposizione di questo fatto. Si tratta di uno schema classicamente perverso. La perversione è infatti l'elevazione a chiave di attenzione irresistibile di un particolare, un dettaglio nel quale si stampano e si mescolano ansia, piacere ed esibizione (a vari livelli). Il particolare delle foto genere "adolescenti nude sotto la doccia" viene così trasformato in notizia proprio poggiando sull'attenzione provocata dal potenziale perverso del dettaglio facendo leva sulla pulsionalità emotiva che questo contiene. Proprio un bel servizio pubblico alle ragazze e alle famiglie. Ma è ancora peggio se si va a vedere lo schema generale di chiusura della notizia, quello che pretende di dettare un senso e uno schema di valori all'intero territorio. Immancabilmente nel Tirreno questo schema generale è dettato dal retroterra pulsionale dell'eccitazione tipico dello schema masochistico. Nel masochismo, che ha una pluralità di forme espressive non necessariamente violente, l'elemento di turbamento è infatti risolto, in un modo o in un altro, dall'intervento di una autorità. Nella trama pulsionale degli articoli del Tirreno, l'elemento di turbamento, minuziosamente descritto e dilatato secondo uno schema perverso di fissazione sul particolare, trova sempre immancabilmente un intervento risolutorio delle autorità. Paternali, camici, divise.

E che lo schema di formazione di questo genere di notizia sia masochistico, e non una nostra sovrapposizione di generi, ce lo rivela un altro articolo. Quello sull'arresto di un quarantenne che si masturbava in treno. La dettagliata descrizione della masturbazione del quarantenne sul sedile, interrotta dall'arresto in flagranza, rivela proprio il classico elemento masochistico in cui la rappresentazione del piacere è subordinata all'intervento dell'autorità. Che ha quindi il potere di prolungare il piacere o di interromperlo. Costruendo queste notizie ci si può anche nascondere dietro il diritto all'informazione, puntualmente negato su fatti vitali per il territorio, ma non si può omettere lo schema pulsionale che sta sotto la notizia e grazie al quale si spera di venderla ai lettori e agli inserzionisti pubblicitari.

Con questo non si intende negare la dimensione pulsionale presente nell'informazione (che esiste più di quanto si pensi comunemente). Ma sottolineare come l'uso di schemi ansiogeni, perversi, esibizionistici e masochistici sia ampio nella costruzione di questo tipo di informazione. Creando una dimensione amplificata di ansia nei soggetti interessati alla notizia e alterando l'ecologia della mente del discorso pubblico livornese con la costruzione di zone privilegiate di perversione.

Da tempo sosteniamo infine che il Tirreno è incompatibile con un sistema di comunicazione politica di un territorio che guarda al futuro. Il tempo ci rivela però che questa sorta di kombinat di luoghi comuni, in forma di notizia, tende anche a produrre potenziali e seri danni nella psiche collettiva dei livornesi. Mai infatti abbiamo parlato a caso del Tirreno come Chernobyl culturale di Viale Alfieri.

(red) 4 aprile 2012

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