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APPELLO - Ma quali zone franche. Liberi/e di pensare, scrivere, criticare, obiettare

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censura_scimmieL’associazione culturale Senza Soste, proprietaria dell’omonima testata, lancia anche quest’anno l’invito ad associarsi e permettere così al progetto editoriale di poter andare avanti senza compromessi, di fatto autofinanziandosi. La campagna associativa 2010 è stata affissa in città, e ha come testimonial il sindaco Alessandro Cosimi che legge Senza Soste seduto sullo scranno dell’aula del consiglio comunale di Livorno. Dunque una foto pubblica e non certo lesiva della privacy e tantomeno della dignità del soggetto. Ben inteso, se avessimo pensato che i manifesti per la nostra campagna associativa non avrebbero attirato l’attenzione avremmo risparmiato quei pochi euro che ci sono costati. Certamente non potevamo immaginare una reazione tanto scomposta da parte del primo cittadino. E’ cronaca degli ultimi giorni il fatto che il sindaco abbia intenzione di chiederci un risarcimento di 30.000mila euro. Non sappiamo a quale titolo ci chieda questi soldi (che non abbiamo e non avremo). Ovviamente prima di lanciare la campagna e siamo stati rassicurati sulla legittimità della pubblicazione della foto.

La questione che ci preoccupa sul serio non è tanto questa improbabile querela quanto il deciso attacco che il sindaco, che formalmente rappresenta una comunità,  ha sferrato con questa mossa scomposta verso tutto ciò che non è asservito alle logiche di mediazione che egli stesso impone. Con le sue ultime esternazioni fatte sulle colonne del Corriere di Livorno siamo di fronte ad un vero e proprio attacco alla libertà di espressione e di agibilità politica in città.Cosimi dichiara guerra alla “zona franca” di Senza Soste, ovvero dichiara guerra a tutti coloro che non hanno voce sulla stampa locale, a tutti coloro che intendono portare avanti un’idea di organizzazione e realizzazione delle proprie esistenze mettendo davanti a se come valore costitutivo il principio della solidarietà e non quello del profitto e della speculazione.

Cosa infastidisce così tanto Cosimi, e che cosa intende per “zona franca”?  Si ha l’impressione che per il sindaco non sia accettabile la presenza in città di un media indipendente, con il quale non si può trattare in termini di scambio di favori e con i cui attivisti non si riesce a trovare alcun livello di mediazione. Senza Soste è “zona franca”, quindi, non certo rispetto agli obblighi di rispettare la legge, ma da quel miscuglio  gelatinoso tra media e politica a cui ormai siamo abituati.

Facciamo appello all’articolo 21 della Costituzione: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ravvisando un serio pericolo per la libertà di espressione e di dissenso in città, invitiamo tutte le realtà associative, i partiti della sinistra, i nostri lettori, le nostri lettrici ad inviare a noi e al resto della stampa locale lettere e/o comunicati per ribadire che la libertà di pensare, scrivere, criticare, obiettare è un diritto inalienabile di ogni cittadino. A meno che qualcuno i cittadini li preferisca sudditi.

Inviateci i vostri contributi e/o comunicati solidarietà a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

La redazione di Senza Soste, www.senzasoste.it

02/03/2010

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