Lampedusa è uno degli approdi privilegiati delle rotte dei migranti del nord Africa. Un luogo entrato a forza nel nostro immaginario e che a seconda dell'intensità e della composizione degli sbarchi, agisce da termometro delle vicissitudini politico-sociali dei paesi di provenienza delle persone che continuamente vengono intercettate nel suo bacino d'acqua. In particolare, oggi Lampedusa è terreno di scontro che si anima sullo status da riconoscere ai migranti, sugli interessi economici alla base delle pratiche di accoglienza e dei respingimenti, sulle costanti e continuative violazioni dei diritti umani. E' un'area "pattugliata" dai media, in linea con le descrizioni ansiogene e cariche di senso comune solitamente associate al fenomeno migratorio e che sposano e accrescono l'atteggiamento di chiusura della società verso gli stranieri, trasformandoli in nemici sociali. Per questo è fondamentale raccogliere "altre voci" sugli arrivi a Lampedusa, che possano svelare i meccanismi di esclusione dei migranti da quella che oggi si definisce società globale. I report realizzati lo scorso agosto da Anna G. delle Brigate di Solidarietà Attiva, inviati in questi giorni a Senza Soste, sono il contributo ideale per intraprendere un percorso di consapevolezza su quello che succede a Lampedusa. Descrizioni, riflessioni e umori, annotati con grande lucidità, che Senza Soste presenterà in quattro puntate, una al giorno, a partire da domani.
(red.)
5 settembre 2011
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















