"Un boomerang. Il reato di clandestinità blocca i rimpatri volontari assistiti e chi si trova in Italia irregolarmente non riesce a usufruire dei benefici stanziati dall’Unione europea per tornare nel proprio paese e provare a ricostruirsi una vita. È il paradosso generato dal pacchetto sicurezza, che ha introdotto il reato di immigrazione clandestina. In pratica, gli stranieri che vogliono fare rientro in patria attraverso il progetto dei rimpatri assistiti si "autodenunciano" e vengono quindi accusati del reato di clandestinità, per il quale è previsto il fermo.
Il problema è noto al dipartimento libertà civili e immigrazione del Viminale (dove da mesi di cerca una soluzione) e anche al ministro dell’Interno Roberto Maroni, ma per ora tutto tace. "Siamo riusciti a rimandare a casa 120 persone tra agosto e settembre - racconta Flavio Di Giacomo, responsabile comunicazione dell’Oim (l’organizzazione internazionale per le migrazioni) - ma poi da ottobre abbiamo dovuto spiegare a chi faceva richiesta a quali rischi andava incontro". L’Oim ha, quindi, iniziato a sconsigliare agli irregolari di entrare nel programma dei rimpatri assistiti. "Noi ovviamente non li denunciamo - sottolinea Di Giacomo -, cosa che invece avviene se la richiesta arriva al ministero".
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