Monte dei Paschi verso dove?

A gennaio Renzi disse che era risanata. Oggi la doccia fredda e la necessità di misure urgenti che pagheranno risparmiatori e contribuenti

renzi-mpsLa nota dell’Agi, dedicata agli scenari futuri del Monte dei Paschi, non è di quelle fatte male. Anzi, prende in considerazione diversi scenari. Il punto è che la situazione di MPS sta precipitando entro una delicata situazione istituzionale. E che i contenuti del possibile decreto salva-MPS, per farla sintetica, rischiano di essere pagati dai consumatori, come avvenuto per l’ormai mitica, per le farse che ha scatenato ai danni dei risparmiatori, vicenda di Banca Etruria e delle altre tre banche consorelle.

Certo, la sensazione, quando si sovrappongono crisi bancaria e crisi politica, è che qualcuno, i risparmiatori e le famiglie, finirà per farsi male. Anche perchè, legislazione europea alla mano, di certezze per famiglie e risparmiatori non ce ne sono.

La vicenda di MPS sarà poi sistemica, coinvolgendo altre banche, più grandi, come Unicredit? Non precorriamo i tempi e, in qualche caso, le fantasie. Vediamo i contenuti del decreto e del precipitoso, se ci sarà, “salvataggio” di MPS. Valutiamo se saranno contribuenti, risparmiatori e famiglie a pagarlo. Di lì, compresa la reazione delle borse, si capirà se ci sarà effetto, nella crisi MPS, contagio sulle altre banche. Certo, un Presidente del Consiglio che si dimette precipitosamente qualche ora prima della esplosione definitiva del caso MPS qualche retropensiero lo fa venire. Come dire: dopo aver straperso il referendum Renzi ha preferito farsi di lato sulla questione Mps.

E quella che viene chiamata convenzionalmente l’Europa ha aiutato in queste ore? Pare proprio di no, sollecitando una soluzione immediata, impedendo rinvii utili per la raccolta di capitale. E qui l’uso del “pare” non è prudenza curiale: in questa situazione, al momento in cui scriviamo, la Bce non ha ancora fatto comunicazioni ufficiali su MPS. Sicuramente Mps era vicina alla crisi finale, i rinvii sembravano essere solo tattici però è forte l’impressione che l'”Europa” voglia colpire il settore bancario italiano. Settore obsoleto, clientelare ma, come dire, una cosa è favorire l’innovazione un’altra il depauperamento degli strumenti bancari di un paese.

I media parlano di “nazionalizzazione” di Mps. Vedremo e non è una questione di spaccare il capello ma proprio l’incertezza degli eventi. Sul Guardian, qualche giorno fa campeggiava un’analisi che si vantava di dire che in Italia ci sono più banche che pizzerie. In un mondo bancario dove è lotta per la dura sopravvivenza se qualcuno cade, gli altri non sono dispiaciuti.

Ecco, in attesa dei provvedimenti su MPS gli scenari di Agi sono possibili, ma è presto per capire come evolverà la situazione. Vi terremo aggiornati.

Certo, nel frattempo, sul fronte renziano, non è mancato chi ha detto che tutto questo è colpa del “no”. Voto che avrebbe fatto crollare, nei mercati, la fiducia nell’Italia e quindi verso una soluzione di MPS. D’altronde in Italia non mancano ne il sole e il mare ne i ciarlatani. Come quell’ex Presidente del Ponsiglio che, pochi mesi fa, diceva che MPS era un affare e che bisogna acquistare azioni della banca senese. Di chi stiamo parlando? Ma di quello che si è dimesso con una cerimonia nazional popolare la mezzanotte di domenica 4 dicembre.

redazione, 9 dicembre 2016

 

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