Morgan svela la disumanità

La fuga di Morgan da Amici è stato un atto di denuncia contro quella tv del conflitto che ormai da troppi anni si rinnova nella stessa forma e con i medesimi contenuti

MorganIl divorzio avvenuto alla quarta puntata tra Morgan e la conduttrice De Filippi rappresenta un fatto molto particolare che non può essere derubricato tra le tante cose che accadono nel mondo della televisione commerciale, quella fondata sull’economia spicciola del servizio di intrattenimento. Un do ut des, offerta di intrattenimento contro audience, dove si studia il pubblico per soddisfarlo e spesso si scade su un livello molto poco qualificato di offerta televisiva per il semplice fatto che il pubblico è fondamentalmente distratto oppure non ha necessità né voglia di capire come i messaggi vengano costruiti e promossi.

La diretta streaming che ieri sera Morgan ha attivato sul suo profilo Facebook [https://www.facebook.com/InArteMorgan/?fref=tsforse] è la prima denuncia pubblica scagliata contro un programma di intrattenimento di massa che si sia mai vista e ascoltata.

Morgan ha detto un sacco di cose bellissime e voglio iniziare dando un giudizio di valore prima di elencarle e spiegarle, perché la percezione di come vanno le cose dietro le quinte di certi programmi, trova delle conferme ad ogni puntata e da molti anni. Percezioni che ti fanno preferire altro, e al cospetto di milioni di spettatori ti fanno sentire quasi un diverso, nonostante alla fine il tuo sia un vero sentimento di umanità che non trova corrispondenza negli atti né nei contenuti, un sentimento tradito.

Morgan ci ha raccontato la sua orribile esperienza dentro stanze chiuse senza finestre, dove non c’erano strumenti musicali e dove i ragazzi sono merce, burattini impiegati per finalità commerciali. Ragazzi anche talentuosi che potrebbero esser formati vengono invece buttati in un’arena come i gladiatori di un tempo, impauriti di fronte ad un pubblico che urla e che fa rumore, situazioni caotiche che generano panico nelle coscienze di chi tenta di interpretare precisi testi graditi dalla regia del programma. Ragazzi deportati e non affiancati da educatori che li aiutino a gestire le tensioni e a diventare migliori.

Morgan addirittura ha ricevuto una preventiva validazione sulla scaletta dei testi che aveva proposto ai ragazzi, da parte della regia. Testi negati e censurati. E’ stata soprattutto quella limitazione a metterlo in guardia spingendolo a razionalizzare le sue brutte percezioni e a far crescere la voglia in lui di scappare dal programma.

Durante lo streaming Morgan ne ha detta una davvero grandiosa e spero che venga colta da tutti. Ad un certo punto si è soffermato sul “successo” e non lo ha esorcizzato, ha fatto di meglio: lo ha derubricato a conseguenza, togliendolo dalla posizione reificata di valore in sé. Il successo, ha spiegato il musicista, è una conseguenza del buon apprendimento che avviene perché amando la musica, amando la recitazione magari trovandosi in dote delle spiccate capacità, poi un giorno quando diventeremo grandi, qualcuno dirà che siamo capaci di grandi cose e sosterrà la nostra celebrità. Morgan ha detto chiaramente che dentro Amici la situazione è opposta ed ha sparato una sequenza di aggettivi negativi dove ha menzionato la competizione, l’odio e la violenza.

Fa davvero piacere che Morgan abbia avuto il coraggio di denunciare e, spero, di interrompere la tradizione nefasta della promozione di certi valori inseriti nella fase dell’intrattenimento di massa dove canto e recitazione sono quasi una copertura della diffusione di messaggi fasulli e contenuti perversi. Sono anni che questa storia va avanti, e vale menzionare i famosi RVM presentati costantemente dalla De Filippi durante le prime puntate, dai quali si faceva partire una sorta di conflitto tra squadre mettendo in onda le critiche, le antipatie personali e le maldicenze tra concorrenti appartenenti a squadre diverse. Amici è uno spettacolo dove spesso si piange, una contraddizione in sé insopportabile. Un giorno forse verrà quella televisione di massa dove si impara partecipando e dove si insegna a chi ascolta nella speranza che tutto ciò possa soddisfare l’intrattenimento di un telespettatore distratto. Una trasmissione dove tutti i ragazzi usciranno gratificati dagli insegnamenti ricevuti ed esprimeranno al mondo i loro personali talenti.

per Senza Soste, Jack RR

13 aprile 2017

Previous Nuovo ospedale: continua la telenovela?
Next Genealogia della governance

You might also like

Letture

E’ uscito Senza Soste n.127

E’ in edicola e nei punti di distribuzione il numero ​127 di Senza Soste. Ecco la locandina, l’indice del giornale e i punti di distribuzione​.​ Pagina 1 -​ Ministero della Verità.

Visioni Suoni Letture

È uscito Senza Soste n. 124

Pagina 1 – Robotax. Mentre il Pd implode chiuso in se stesso, fuori dai palazzi la realtà racconta dell’irruzione nell’agenda politica e sociale di tecnologie, robot, caporalato e disoccupazione. Con

Visioni Suoni Letture

Recensione: il nuovo libro di Alberto Prunetti, “108 Metri”

Arrivo alla lettura del nuovo libro di Alberto Prunetti poco dopo avere letto, in colpevole ritardo, l’epopea storica di PCSP e quasi in contemporanea con l’altrettanto appassionante lettura del libro