Nasce Kaleydoskop, la rivista che racconta la Turchia lontana dai riflettori

La Turchia negli ultimi anni ritorna con insistenza a occupare le pagine dei quotidiani suscitando un interesse sempre crescente nell’opinione pubblica. Oramai se ne parla molto anche in Italia. Bene o male, in modo confuso e impreciso spesso, con grande curiosità e tanti interrogativi. L’attenzione mediatica si ferma agli accadimenti politici e l’andamento delle informazioni segue l’urgenza delle cronache. Così emerge un’analisi esclusivamente politica del paese, legata al governo. La società, nella sua complessità, nelle sue espressioni diversificate rimane per lo più invisibile, come fosse immobile, inerte, impassibile.

Eppure esiste, al contrario, una vivacità e una vastità di forme di attivismo che si rivelano fondamentali per vigilare, monitorare e informare l’opinione pubblica. Una società civile multiforme che riesce a sottrarre spazi al pensiero unico che il conservatorismo e l’autoritarismo cercano di affermare, e a esprimere le istanze di minoranze, come gli armeni, i curdi, gli aleviti – e rivendicare non solo i loro diritti ma più generalmente il diritto a una società equa e plurale, realmente democratica, nel pieno rispetto di tutte le libertà civili. Grazie alle attività quotidiane di moltissime associazioni, fondazioni, organi di informazione indipendenti, nel corso degli anni è stato possibile aprire discorsi e mantenere viva l’attenzione su pagine oscure del passato, come il genocidio armeno, le torture, le sparizioni di militanti politici, stragi. Un modo di scoprire e riscoprire eventi traumatici, affrontare temi negati e nascosti ufficialmente affinché il lavoro sulla memoria collettiva potesse fornire le basi per superare distinzioni e fratture, tra gruppi, generazioni. Molto di queste attività ma anche più in generale di questo desiderio di costruire una società giusta, composita, plurale ha trovato espressione nell’ambito culturale, in una produzione che si distingue per la sua originalità, alta qualità e per la capacità di non perdere mai di vista, anche di fronte a serie politiche di repressione, il contatto con la quotidianità e la gente comune.

C’è traccia in Italia di questa controstoria? Solo qualche breve notizia. E da questa riflessione è partito il progetto di un gruppo composto da cinque donne, di un’età compresa tra i 29 e i 40 anni, che parlano correntemente il turco e trascorrono regolarmente periodi anche lunghi in Turchia. Insieme hanno deciso di fondare Kaleydoskop, una rivista che parli di Turchia che descriva in senso ampio, a tutto tondo, quello che succede nella vita culturale e sociale del paese, raccontando di mostre, di fenomeni culturali, di iniziative, di produzioni musicali, di film, letteratura, storie che raccontano il rapporto con il presente e con il passato, di esperimenti urbani che provano l’esistenza di una società dinamica, attiva, estremamente variegata. Kaleydoskop si presenta come una rivista online, con rubriche mensili, brevi notizie, articoli di approfondimento pubblicati con frequenza settimanale. Gli argomenti spaziano in ambiti molto ampi: letteratura, cinema, fotografia, satira, creazioni e documentari sonori, mobilitazioni sociali; manifestazioni culturali come festival letterari, musicali, cinematografici, mostre, performance; pratiche culturali: laboratori, riviste, seminari; programmi radio, esperimenti editoriali. Gli articoli e tutto il materiale testuale è in italiano, per contenuti di altro tipo – visivo, musicale, sonoro – si proporrà soprattutto materiale originale prodotto da soggetti e/o associazioni turche.

Un bel progetto…che ha bisogno di una spinta per partire. Kaleydoskop è un progetto indipendente e che si sviluppa principalmente su un lavoro redazionale di base volontario. Per la sua realizzazione sono state messe in cantiere numerose spese amministrative, la consulenza legale, i costi di produzione per il lancio, il lavoro dei grafici che hanno realizzato il logo e che strutturano il sito-web e i social network, il sostegno alle associazioni e ai gruppi che si trovano in Turchia che hanno deciso di inviare materiale alla redazione, l’organizzazione di iniziative culturali in Italia. Per questi motivi i fondatori hanno deciso di affidarsi alla piattaforma di raccolta fondi Produzioni dal basso, attraverso la quale è possibile sostenere il progetto a partire da piccoli contributi.

Per sostenere il progetto: https://www.produzionidalbasso.com/project/kaleydoskop-turchia-cultura-e-societa/

Redazione

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