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Alzate il culo! Perché è importante andare a Roma il 15 ottobre

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rabbia_silenzio_cartelloSiamo arrivati alla vigilia della manifestazione più attesa dell’autunno. I giornali del potere stanno già scrivendo, con assurdo allarmismo, che si rischia un’altra Genova, i movimenti stanno cercando di trovare un minimo di coesione su percorso e significato da dare alla manifestazione mentre una marea di cani sciolti cercherà di raggiungere Roma con ogni mezzo e rappresenterà una delle parti più consistenti del corteo. C’è molta attesa, quindi, ma anche molta incertezza perché nella tradizione politica italiana mai si era visto un corteo “di tutti”, senza un promotore specifico e qualcuno che cerchi nel bene o nel male di controllare la piazza.

Questo corteo è nato in primavera in Spagna, precisamente a Puerta del Sol a Madrid, dove il Movimento 15M (nome che proviene dalla grande manifestazione del 15 maggio scorso, detti anche Indignados) ha lanciato una grande mobilitazione europea contro la crisi e le istituzioni politiche e finanziarie che la vogliono far pagare a studenti, lavoratori, migranti e tutti quegli appartenenti alle lower-classes europee (i poveri e coloro che vivono del proprio lavoro) in termini di tagli a diritti, salari e servizi essenziali.

In Italia questo appello è stato ripreso da vari movimenti e rilanciato su scala nazionale. Nato come spinta dal basso degli indignados spagnoli ha mantenuto in questi 5 mesi questa caratteristica principale trasformandosi nel corteo “di tutti”, senza bandiere e senza cappelli, senza un’organizzazione specifica che ne detenga le redini. E questa è la cosa più importante che sta avvicinando a questo appuntamento migliaia di persone che non sono solite frequentare i cortei di protesta autunnali. Ma chi sono questi “tutti”? Sono i giovani senza futuro, morsi dalla precarietà e da un costo della vita che gli esclude da tutto, anche dall’avere una vita privata indipendente. Sono i lavoratori che si vedono erodere quotidianamente diritti conquistati dopo anni di lotte, con l’aggiramento dell’art.18 e l’ennesimo colpo alle pensioni. Sono tutti i cittadini che vedono operare tagli lineari su servizi come scuola e sanità che incidono quotidianamente sul peggioramento delle loro condizioni di vita. Sono i migranti attorcigliati quotidianamente nel perverso sistema di lavoro-permesso di soggiorno-sfruttamento che ogni giorno rischia di saltare e loro vedersi rispedire a casa. Sono tutti coloro che si sono resi conto che il sistema è saltato e il capitalismo e tutte le sue forme deteriori sono ormai alla frutta. Sono tutti coloro che hanno capito che pagheremo un debito infinito e pagheremo tassi di interessi infiniti a banche che poi dovremo anche salvare con i nostri soldi.

Il 15 a Roma la volontà comune è quella di assediare i luoghi del potere e rimanerci fino a quando non cambia qualcosa. Le polemiche su scontri, percorsi, accordi con la questura o velleità elettorali di qualcuno sono roba del passato, da qualunque punto di vista si guardino. A Roma bisogna essere tanti e decisi. Decisi a far vedere che non si scherza e qui è in gioco il futuro di tutti.

Naturalmente l’evento 15 ottobre non conclude niente se non viene interpretato come un possibile inizio da riproporre nella quotidianità e nei territori. Ma da qualche parte la scintilla dovrà pur partire e sabato a Roma potrebbe essere una giornata importante. Quantomeno è importante stare nei luoghi collettivi, guardarsi, vedere che siamo tanti e riabituarsi a confrontarsi in luoghi pubblici abbandonando per un giorno i discorsi da tastiera e tutti quegli strumenti (social network) utili per la comunicazione e la socializzazione, che però non riusciranno mai a sostituire una grande bolgia di piazza.

Alzate il culo! Sabato 15 ottobre appuntamento ore 7.30 stazione di Livorno

Non contate sul nostro silenzio ma solo sulla nostra rabbia

Per Senza Soste, Franco Marino

13 ottobre 2011

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