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Analisi: Italia, scene di plusvalore assoluto

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Scritta sull'onda dei fatti di Rosarno, questa analisi non potrà materialmente essere completata che tra un mese. Pubblichiamo quindi quanto editato come prima puntata. (red)

rosarnotrasferimenti.jpgLeggendo le reazioni ai fatti di Rosarno vengono in mente le parole di Marx dedicate ai fornai londinesi dei primi decenni del XIX secolo. Marx nel Capitale sosteneva infatti che i fornai londinesi dell'epoca erano in grado di far scambiare l'apparenza per realtà meglio dei presocratici. L'apparenza era il pane fresco che nascondeva la realtà del pane adulterato con capacità mimetiche degne, secondo Marx, della fama degli Eleati che tra le loro fila contavano lo Zenone del paradosso di Achille e la tartaruga. Leggendo Maroni sull'immigrazione clandestina come causa degli scontri di Rosarno, e addirittura del degrado della Calabria, viene quindi a mente questa capacità dei fornai inglesi dei primi decenni dell'800. Il ministro dell'interno vende, ad una audience intossicata di rappresentazioni del terrore da usare come spiegazione di quanto accade, il pane adulterato della causa dell'immigrazione clandestina come se fosse il pane fresco dell'individuazione reale del problema da risolvere. E come commentare l'ennesimo zio Tom, stavolta vestito dei panni del parlamentare di colore del centrosinistra, che scende a Rosarno a predicare la concordia e la nonviolenza?

Inascoltato come lo stimatissimo reverendo Luther King durante la rivolta dei neri di Watts, lo zio Tom vestito casual con il blackberry scende così a predicare concordia nel disastro urbanistico e umano di Rosarno vendendo il pane adulterato della cessazione del conflitto come se fosse il pane fresco del primo passo verso la soluzione strutturale del problema. E che dire dei professionisti della regressione sociale della Cgil, inconsapevoli eredi dell'ala destra del movimento cartista della prima metà dell'800 che si impiccava ad ogni promessa di riforma sociale della corona d'Inghilterra? Come commentare quando la Cgil invoca l'approvazione di disegni di legge, a protezione del lavoro migrante, parcheggiati in parlamento quando non è nè in grado nè intenzionata a mobilitarsi per sostenerli?

 

Sempre ricordando la storia dell'adulterazione del pane londinese su di loro bisogna dire che, prendendo a fonte il Marx del Capitale, lunga è la storia delle commissioni che fissavano per legge la composizione del prodotto e l'orario di lavoro della categoria dei fornai nella capitale londinese. Ma è altrettanto lunga è la storia della forza del capitale che rende norme di questo genere semplicemente carta utile solo in commissioni dove si raggiungono faticosi compromessi: più potente è infatti la capacità di alimentarsi da parte dei demoni razionali della produzione di valore facendo così saltare in aria qualità degli ingredienti del pane, orari e ritmi di lavoro, la stessa vita nuda del lavoratore.

La spiegazione di questo fenomeno di disgregazione della norma con valore giuridico grazie alla forza primordiale della legge del valore in Marx è molto chiara e si applica, in maniera nuova e più devastante che nell'800, all’interpretazione della vicenda di Rosarno. Una vicenda che ci mostra come il demone razionale della produzione di valore che si è abbattuto in Calabria è di una potenza tale non solo da far evaporare qualsiasi limite all'assoggettamento al lavoro ma anche tutte le regole sociali, urbanistiche ed ecologiche del territorio prescelto come nido da questo demonio. E si tratta di un demone che conosce l'arte di produrre apparenza per non essere preso a bersaglio: spostando sul problema della convivenza etnica una questione generata dalla riedizione calabrese della bestialità delle leggi del valore.

Di fronte a questa edizione italiana delle dark Satanic Mills, le parole di William Blake simbolo della demolizione della natura e dei legami associativi a causa della rivoluzione industriale, si tratta di comprendere quale forza di estrazione del valore abbia generato il disastro di Rosarno. Un disastro che, come in altri territori italiani, non verrà sanato dagli appelli alla concordia. Che ovviamente sono molto più deboli di quelle norme di legge già brutalmente travolte dall'impetuosa e oscura forza della valorizzazione del capitale.

***

 

Ma cosa ha reso Rosarno un territorio in cui le condizioni di vita della forza lavoro immigrata sono assimilabili, secondo le testimonianze raccolte da Marx, a quelle degradate dei lavoratori del primo ottocento nei distretti ceramici di Stoke-upon-Trent o di Wolstanton? Cosa rende la condizione dei lavoratori immigrati di Rosarno tremenda come quella dei lavoratori inglesi del secolo decimonono? E soprattutto quale legge del valore interviene a riprodurre condizioni sociali che in prospettiva si rivelano persino peggiori di quell’epoca?

 

Marx nel Capitale ci aiuta a comprendere la dimensione e la potenza di questo fenomeno, che crea ricchezza materiale e degradazione materiale, proprio analizzando la vera forza sociale che favorisce la conclamata e diffusa adulterazione del pane. Questo fenomeno, la cui codificazione è stata sepolta da molti anni, si chiama plusvalore assoluto. E si tratta di un tipo di plusvalore comprensibile grazie alle analisi di Marx ma la cui riedizione mostra i caratteri di un rapporto sociale differente, intossicato dal logorarsi di lunghi decenni di accumulazione economica e di sedimentazione verticale dei legami associativi tenuti assieme dal collante della circolazione del potere e della ricchezza.

In Marx il fenomeno di adulterazione del pane è dettato dall’emergere di un rapporto sociale, quello capitalistico, che si nutre sommando valore economico a valore economico. Anche ai nostri giorni, persino in un’epoca in cui l’economicismo si è infiltrato ovunque ed è quindi tanto più comprensibile, si stenta a comprendere questo passaggio. Che significa semplicemente: nel capitalismo il rapporto sociale, di assoggettamento del lavoro al capitale, produce un valore economico che tanto più cresce tanto più tende a disgregare ciò che rimane di valore non economico nel rapporto sociale. E non si tratta di valori astratti: è il valore non economico della qualità del lievito, della farina e delle modalità dell’impasto del pane che in Marx saltano per aria di fronte alla forza del valore economico che tende a riprodursi in quanto tale producendo adulterazione del prodotto. E non finisce qui: una volta dissoltasi la qualità del cibo tocca a quella della vita dei lavoratori dei forni: le mansioni si moltiplicano, le ore di lavoro aumentano fino ad intaccare il tempo per mangiare, lavarsi, dormire come per le più elementari forme di riproduzione sociale. Questo è il plusvalore assoluto: un rapporto sociale, determinato dal dominio della necessità di riproduzione capitale, che produce ricchezza economica trasformando un prodotto come il pane in un orrore nutrizionale e una dimensione come il lavoro in un assoggettamento fino ai confini della dissoluzione.

(1.Continua)

Per Senza Soste, nique la police

 

17 gennaio 2010

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