Questa foto, scattata domenica all'Olimpico in occasione di Lazio-Bari, dimostra tutta la cultura politica di una curva e di Mauro Zarate, attaccante della squadra biancoazzurra. Per Zarate non c'è nemmeno la scusante delle umili origini e magari di una bassa cultura. Il numero dieci della Lazio proviene infatti da una famiglia piuttosto ricca e, probabilmente, magari piena di nostalgie verso la dittatura di Videla (quella che i dissidenti li gettava in mare dall'elicottero). Illuminante il confronto tra le reazioni a questo gesto (nessuna) e quelle che sono seguite nei confronti di Balotelli quando ha manifestato insofferenza per i cori razzisti a Verona. Balotelli è stato colpevolizzato ed accusato di non saper fare il calciatore mentre, per Zarate, fare il saluto romano e contribuire a propagandare il fascismo in un luogo pubblico fa parte della più tranquilla normalità. Siccome un calciatore può essere squalificato anche per i gesti allo stadio, e non solo se sta giocando, il paragone con Paolo Di Canio è illuminante.
Cinque anni fa Di Canio, per un saluto romano dopo Livorno-Lazio, fu squalificato per una giornata. E al governo c'era il centrodestra. Oggi è tutto nella norma anzi, i media ritengono che non sia neanche opportuno sollevare l'attenzione su questo gesto. Questa naturalizzazione del fascismo dovrebbe far capire qualcosa al centrosinistra. Non è che omettendo di denunciare questi gesti pubblici che il fenomeno si sgonfia. Anzi, l'apologia del fascismo e dello squadrismo finisce per essere considerata naturale come se si trattasse di una conversazione durante una passeggiata. Del resto uno striscione enorme "Roma è fascista", in occasione di un Roma-Livorno, non trovò neanche un filo di critica presso l'allora sindaco della capitale Veltroni (che nello stesso anno intitolò una via al fascista Paolo Di Nella). Il centrosinistra, a furia di cercare di assorbire fenomeni, sta quindi giocando con un fuoco che rischia di bruciarlo (e noi con lui).
E che dire di quel genialoide di consigliere comunale del centrosinistra che a Livorno voleva ripristinare "la sovranità democratica in curva" contro la cultura di sinistra della nord ?
Lo vogliamo vedere subito al campo di allenamento della Lazio a chiedere il ripristino della sovranità democratica.
Il difensore della democrazia si vede nei momenti difficili.
(red) 16 marzo 2010
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