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Dopo Berlusconi ecco il nome del nuovo presidente del consiglio

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rehn_tremontiLa precipitazione, grave quanto annunciata, della crisi italiana impone di anticipare il nome del presidente del consiglio. Il successore di Silvio Berlusconi. Che sta prendendo confidenza con questa carica da settimane, se non da mesi, e ha anche fatto qualche errore, e qualche furberia, in un comportamento da tipico neofita.
Perché di neofita si tratta almeno per la politica della nostre latitudini. Coerentemente con il commissariamento dell’Italia, avvenuto quest’estate e notificato con la lettera Draghi-Trichet, il nuovo presidente del consiglio è finlandese e si chiama Olli Rehn. Lasciamo allo spettrale Napolitano il rito delle consultazioni per il nuovo governo, della nomina del presidente del consiglio. Soprattutto lasciamo alla stampa e ai media tutta l’inutile discussione su quale schieramento guadagna da un comportamento piuttosto che da un altro. La politica, ovvero finanza come fisco ed ecomomia, di questo paese è, dopo il crollo di Berlusconi, in mano a questo signore finlandese. Che sarà meglio imparare a conoscere, non solo come commissario agli affari economici dell’Ue, anche perché si tratta del presidente del consiglio di fatto di due paesi: Grecia ed Italia. Per quanto riguarda questo paese, basta leggere il lancio Ansa che pubblichiamo qui sotto per capire chi comanda in Italia. Già blandito da chi conosce il linguaggio del potere, Casini parla infatti di “autorità europee” non di partner, temuto dal centrosinistra come la voce della storia, Rehn governa, senza essere eletto, un paese senza neanche metterci piede. La road map del bagno di sangue imposto all’Italia, come appunto da lancio Ansa, prevede la presenza degli ispettori non del vero presidente del consiglio in persona.

Non si tratta però di felicitarsi. L’Italia non ha trovato un padrone e quindi, nel controllo, acquisito la sicurezza della vita assicurata al dominato. Sarebbe roba da filosofie dell’800. Quello che la stampa italiana non osa dire è infatti l’altro motivo per cui c’è una fuga dai titoli italiani. Quello interno ormai lo conoscono tutti: l’Italia non sarebbe compatibile con la gabbia d’acciaio, fatta di moneta e di bilancio pubblico, prevista per avere un euro forte e a bassa inflazione (come se la bassa inflazione sviluppasse le società e non fosse una convenzione monetaria regolabile. Ma vallo a dire a Napolitano..). Ma il motivo esterno all’Italia, conosciuto su tutte le piazze finanziarie, è che l’Europa in sé non esiste. Non ha una politica unitaria nemmeno di stampo ultraliberista. Per questi due motivi la speculazione attacca l’Italia, che vede debole all’interno e all’esterno, e gli investimenti fuggono dal nostro paese. Perché se il ceto politico italiano è ritardato di default, i severi commissari dell’Ue non hanno un percorso di uscita dalla crisi che sia uno. Fmi e Germania, e anche qui la stampa italiana minimizza e mette nelle pagine interne, hanno già ammesso pubblicamente che minimo ci vorranno dieci anni per uscire da questa situazione.

Olli Rehn governa quindi sull’Italia e sulla Grecia tenendo un timone senza avere una rotta nel breve e nel medio periodo. Ne lungo periodo chissà. Sui media appare meno ridicolo di Berlusconi solo per quella necessità antropologica, di affidarsi a una autorità nei momenti di crisi, che tutte le società hanno. Figuriamoci quelle mediali, che funzionano in tempo reale.
Intanto Napolitano sta scandagliando i recessi di una complessa crisi politica italiana per costruire quella convenzione simbolica detta “governo italiano”. Che serve al signor Rehn per governare in quanto autorità di controllo formale della Repubblica italiana. Entrambi, la repubblica italiana e il signor Rehn, non hanno una rotta certa e potrebbero davvero incontrare l’iceberg. Stavolta sotto forma di un doomsday finanziario dalle proporzioni epocali. Degna fine per l’Italia dei Cadorna, dei Mussolini, degli Andreotti, dei Berlusconi. Il problema è che in mezzo a questo ciclone, che non sarà breve, ci siamo noi umani. Auguri a tutti con la speranza che il signor Rehn in Italia si trovi male come è accaduto all’ultimo governatore straniero, Kesserling.

(red) 9 novembre 2011

la fonte

(ANSA) - BRUXELLES, 9 NOV - L'Europa cerca di riportare ordine nel caos Italia: gli ispettori Ue-Bce, a sorpresa, anticipano la partenza per Roma per mettere all'angolo da domani le autorita' italiane, e Bruxelles da' tempo al governo fino a venerdi' per rispondere al questionario dettagliatissimo sulle misure, che chiede anche ''sforzi aggiuntivi'' considerando ormai irraggiungibile il pareggio di bilancio nel 2013. E le risposte dovranno arrivare, anche se il governo dovesse cambiare, perche' quello che ora importa alla Ue e' che l'Italia ''esca dall'impasse politica'' e ridia fiducia ai mercati.

''Le risposte sulle misure da attuare in Italia ci devono arrivare il prima possibile, con questo governo o con un altro'', dice il commissario agli Affari economici Olli Rehn al termine dell'Ecofin, dove il ministro Giulio Tremonti era un assente giustificato, visto che i suoi colleghi seguivano attentamente gli sviluppi della situazione politica a Roma.

Auspicando, come Rehn, che l'impasse politica sia superata in fretta e l'Italia la smetta di essere ''un bersaglio mobile'', dove gli sviluppi sono imprevedibili.

Perche' il ''fattore tempo'', spiega il commissario, e' indispensabile per un Paese che e' sotto la forte pressione dei mercati, dove ''gli spread preoccupano molto'' e occorre ristabilire la fiducia per non mettere a rischio ulteriormente le prospettive di crescita, gia' comunque minate secondo Bruxelles: ''Per raggiungere gli obiettivi fissati dall'Italia in materia di finanza pubblica per il 2012 e il 2013 ''saranno necessarie misure aggiuntive'', si legge nel 'questionario' inviato da Bruxelles a Roma venerdi' scorso.

Composto da 39 domande dettagliatissime, dalla riforma del lavoro a quella della giustizia, da quella della scuola all'utilizzo dei fondi strutturali, Bruxelles vuole sapere tutto degli impegni presentati da Berlusconi il 26 ottobre, e vuole averne esatto conto per venerdi'. Interrogativi talmente precisi che difficilmente troveranno risposta in un momento delicato come questo. Bruxelles, consapevole della difficolta', ha quindi gia' pronte le mosse successive per non lasciare all'Italia alcun margine per divagare.

La missione Ue-Bce ''sara' solo il primo passo'' della sorveglianza sull'Italia, ha avvertito Rehn, non lasciando piu' spazio di contrattazione al governo di Roma. Le tappe successive del controllo europeo prevedono ''un monitoraggio regolare'' per seguire le riforme passo dopo passo. Una ''vera anomalia'', secondo fonti comunitarie, perche' all'Italia, che non e' sotto programma di assistenza, viene pero' riservato lo stesso trattamento di Grecia, Irlanda e Portogallo, ovvero una sorveglianza strettissima. Ma per Rehn non c'e' nessuna anomalia, solo una novita': ''L'Europa sta testando sull'Italia i poteri della nuova governance economica rafforzata'', che costringe i Paesi a fare fino in fondo la loro parte sul risanamento dei conti.

La missione Ue-Bce, a cui sara' affiancata quella del Fondo monetario internazionale tra breve, come ha oggi confermato il direttore del Fmi Christine Lagarde, non parte con le condizioni migliori: dovranno visitare tutte le amministrazioni e diversi ministeri, con il rischio di non trovare interlocutori in grado di rassicurare sul futuro di misure che devono ancora passare al vaglio della politica.

Ma l'Europa non concede proroghe: gli ispettori di Bruxelles e Francoforte, impegnati in una missione senza scadenza, dovranno stendere un rapporto che Rehn presentera' all'Eurogruppo entro il 29 novembre. (ANSA)

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2011/11/09/visualizza_new.html_641974446.html

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