Nel precedente editoriale dedicato alla bocciatura da parte della corte
costituzionale del Lodo Alfano sostenevamo
che con questa sentenza si era aperto, o meglio si era radicalizzato, il più
classico conflitto tra potere politico ed ordinamento giuridico. Siamo quindi
nella classica situazione in cui il potere politico si sente forte della
legittimità popolare, in questo caso le elezioni, mentre l'ordinamento giuridico
fa valere in ultima istanza il potere della legalità che discende dalla
costituzione. In questo caso però il funzionamento di un potere mette in crisi
la sopravvivenza dell'altro. Estremizzando il concetto: il potere politico si
riproduce secondo modalità non costituzionalmente regolate, l'ordinamento
giuridico risponde destrutturando la politica nel tentativo di ridurla a
norma.
Facendo una panoramica dei principali editoriali dei quotidiani italiani, quelli scritti dopo consultazione con grandi imprese e parti politiche, sembra proprio che di argomenti a favore Berlusconi ne abbia. Il Sole 24 Ore, quotidiano di Confindustria, ha detto chiaramente che al momento non esistono alternative al governo Berlusconi mentre il Corriere della Sera si è spinto più in là. Il quotidiano di via Solferino, terreno dove storicamente si registrano le quotazioni di una maggioranza, ha detto letteralmente che non solo Berlusconi è il punto di equilibrio del centrodestra ma anche (udite, udite) dell'intero sistema politico.
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