Anche se non si facessero le elezioni regionali del mese prossimo sarebbe lo stesso. Tutti sanno chi le vincerà, cioè Enrico “Karin B” Rossi, e nessuno si preoccupa di disturbarne l’ascesa alla carica (come la chiamano loro) di “Governatore”.
Non se ne preoccupa la destra, che gli ha messo di fronte una vacua signora bionda che per la verità aveva cominciato a impegnarsi, in perfetto stile berlusconiano, in una campagna elettorale con le bollicine: qualche uscita demagogica e le critiche d’ordinanza alla sanità toscana, dato che Enrico Karin B è stato finora assessore alla sanità (voce che assorbe circa l’80% del bilancio regionale).
Ma la signora è stata subito ridimensionata, con tanto di commento ironico del Tirreno, da quelli che dovrebbero essere i suoi sponsor di maggior peso: durante la trasmissione Ballarò infatti Antonella Mansi, presidente della Confindustria Toscana, Giulio Tremonti e Maurizio Lupi del PdL hanno ha fatto una sviolinata alla sanità della nostra regione come modello virtuoso da seguire.
Berlusconi, nella stessa occasione, si è complimentato con il presidente uscente Martini per la gestione della tragedia di Viareggio.
E’ come dire: andate pure, il nostro candidato è carne da macello, a noi non interessa la Toscana. E del resto che tra il PD e il PDL ci fosse già un certo feeling per quanto riguarda i futuri assetti regionali si era capito già da qualche giorno, da quando cioè Regione e Governo si erano accordati per realizzare lavori per quasi dieci miliardi di euro nei prossimi sei anni. Tutti lavori ad impatto ambientale devastante, come l’alta velocità ferroviaria, l’autostrada tirrenica e la Grosseto-Fano. Martini ha ringraziato Berlusconi per la disponibilità e ha assicurato che verrà privilegiato lo strumento del project financing, già tristemente noto per il folle progetto del nuovo ospedale di Livorno, che comporta la svendita al privato delle opere che si realizzano.
Ed è facile capire che in questo clima di piena concordia tra “centro-destra” e “centrosinistra” non ci sarà attrito neanche nell’individuazione di questi soggetti privati...
Intanto Enrico “Karin B” Rossi prosegue i suoi tour elettorali con la ventiquattr’ore carica di soldi. A Livorno ha promesso finora diverse centinaia di milioni, tra nuovo ospedale e porto, con uno stile che ci ricorda più la vecchia destra colombiana che un moderno centrosinistra europeo.
Ma proprio sul porto, nella sua ultima uscita labronica, ha avuto il merito di chiarire in maniera esemplare le linee di sviluppo del suo prossimo mandato. A causa della pesante crisi economica che stiamo attraversando, “non possiamo più rinunciare a nessuna occasione di sviluppo”, quindi sì al rigassificatore di Rosignano, sì ai combustibili fossili, sì perfino alle navi dei veleni, con un elogio sperticato a chi nel passato promosse l’operazione “Karin B” e “Deep Sea Carrier”.
In poche parole, il futuro di Livorno secondo il nuovo “Governatore” sarà caratterizzato da un estremo sfascio ambientale combinato con una forte riduzione dei servizi sanitari territoriali e di prevenzione, in una realtà che già produce il 75% dell’energia di tutta la Regione pagando un tributo altissimo in termini di salute collettiva (malattie professionali, infortuni ecc.).
Alla faccia del rispetto del territorio, delle energie rinnovabili e di tutte le chiacchiere che i papaveri del PD ci avevano ammannito all’ultima festa livornese dell’estate scorsa.
In questo quadro allucinante ci si aspetterebbe una sinistra sul piede di guerra con slogan tipo “No pasaran”.
Invece la sinistruccia pavida dei funzionari inamovibili sta negoziando con Enrico “Karin B” Rossi l’entrata nella maggioranza. Non sarà superfluo ricordare che qualche mese fa PD e PDL si erano accordati anche sulla legge elettorale, decidendo uno sbarramento che potrebbe tener fuori la sinistra anche dal consiglio regionale dopo averla cacciata dal Parlamento.
Già questo sarebbe bastato per troncare qualsiasi possibilità di dialogo, ma i funzionari non potevano certo rischiare di tornare al lavoro in ufficio o in fabbrica...
Quindi circolano documenti che valutano positivamente l’operato del Rossi nella sanità, altri che propongono di chiedere al futuro presidente alcune leggere modifiche al suo programma in modo che la decisione di unirsi al centrosinistra sia il meno vergognosa possibile, altri, i più ridicoli, che pensano di proporre a Rossi un programma che è più a sinistra di quello di Chávez in Venezuela...
Infatti Rossi gli ha già escluso qualsiasi cedimento perché già sa che l’accordo ci sarà lo stesso, alle sue condizioni.
E ci piacerebbe capire come la sinistruccia giustificherà il fatto di essere all’opposizione in molti grandi comuni della Regione, e in maggioranza in Regione.
Facciamo l’esempio di Livorno: quale sarà l’atteggiamento di Rifondazione Comunista sul nuovo ospedale, dato che a Livorno è all’opposizione ma l’operazione è fortemente voluta da Enrico “Karin B”, nella cui maggioranza regionale ci sarà anche il PRC?
E’ chiaro che l’accordo potrà garantire un po’ di respiro e qualche posto di lavoro ai burocrati, ma porterà a un ulteriore discredito per questo partito e una veloce discesa in termini di consenso e di militanza. Così alle prossime elezioni la sinistruccia avrà aancora meno peso contrattuale. Beh, auguri...
Né si sente più parlare di una lista ecologista indipendente che qualcuno aveva detto di voler promuovere.
Morale della favola: Enrico “Karin B” può già festeggiare, essendo tutti d’accordo sul fatto che governi lui. Il popolo bue sarà contento del fatto che ancora una volta Berlusconi in Toscana non è passato e ci aspettano così altri cinque anni di berlusconismo e di berluscoidi di centrosinistra, come l’incredibile genia di direttori generali a cui Rossi ha consegnato la sanità.
A proposito, sembra che a Livorno siano già partite le procedure per cominciare a svendere il patrimonio immobiliare dell’ASL.
Ma su con la vita, siamo in una regione rossa, che diamine!
Per Senza Soste, Ciro Bilardi
13 febbraio 2010
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