La situazione economica, ma soprattutto politica del bel paese non risparmia più nessuno; neanche i bambini. Infatti mantenere un bambino all’asilo è divenuta un’impresa. Ennesima impresa che le famiglie devono accollarsi oltre a quelle ormai croniche e note come poter far fronte agli affitti, ai mutui, al pagamento dei servizi sanitari.
Da qui una semplice riflessione; non esiste più una pianificazione della vita sociale. Difronte all’emergenza lavoro, dove per vivere servono ben due stipendi, diventa però difficile se non addirittura impossibile per le famiglie con figli piccoli poter lavorare entrambi i genitori. Proprio perché non sempre “i nonni” possono essere in grado di badare ai nipoti per giornate intere. Perché spesso anche i nonni avrebbero bisogno di un assistenza che ironia della sorte ormai viene sempre meno. Insomma, uno scenario davvero inquietante se si considera che né i saggi né le nuove generazioni possono mantenersi e portare avanti la loro vita e la vita della comunità. Nel mezzo una generazione di uomini e donne, sempre più ricattate, precari, ultimi e destinati ad un futuro “non futuro”.
Andando a prendere alcuni dati estrapolati da “Cittadinanza Attiva” ecco quanto emerge:
I costi per mantenere un bambino all’asilo partono da 290 euro al mese e nell’arco di un anno scolastico gravano sui bilanci delle famiglie per circa €3.000.
Da regione a regione ci sono differenze sui prezzi, ma non cambiano il volto della situazione.
A Lecco la spesa per la retta mensile, di € 572,00, a Roma è di € 146,00, a Milano è di € 232,00.
A Savona €
L'analisi, svolta dall'Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanz attiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone (genitori e figlio 0-3 anni) con reddito lordo annuo di € 44.200 e relativo Isee di 19.000€.
I dati sulle rette sono elaborati a partire da fonti ufficiali rilevati dagli anni scolastici 2006/07 e 2007/08 delle Amministrazioni comunali interessate all'indagine (tutti i capoluoghi di provincia). Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.
I risultati di questa analisi sono facilmente comprensibili e pertanto fotografano l’inquietante situazione a cui le famiglie italiane devono far fronte per mantenere i bambini all’asilo:
incremento medio delle tariffe, +1,8% rispetto al 2006/07, 26 città che hanno ritoccato all'insù le rette di frequenza.
Si nota che in media il 23% dei richiedenti rimane in lista d'attesa
Giustino Trincia, vicesegretario di Cittadinanzattiva commenta così i dati dell’analisi:
"L'indagine evidenzia l'ennesimo ritardo accumulato dal nostro Paese e l'abisso che ci separa dall'Europa: a più di trent'anni dalla legge 1044/1971 che istituì gli asili nido comunali, quelli esistenti sono poco più di
Forse servirebbe un’attenzione maggiore a queste situazioni, perché questi bambini che ora sono fuori del loro asilo, significa che conoscono subito il significato della parola “esclusione”, arma che oggi è sventolata come soluzione e non riconosciuta come cancro dell’economia e dell’umanità.
Domani saranno uomini e donne con a loro volta bambini fuori di casa.
Per Senza Soste, Giuliano Turchi
18 marzo 2010
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