Nella serata di domenica 10, dopo il venerdì nero della borsa italiana, si erano già addensate nuove corpose nubi non tanto sulle banche e le principali corporation di questo paese ma proprio sulla consistenza del patrimonio nazionale e quindi dei beni pubblici italiani.
Il Financial Times aveva dato la notizia che i principali hedge funds, i fondi speculativi ad alto rischio, stavano vendendo titoli pubblici italiani per acquistare i famigerati Cds. Che altro non sono che polizze di copertura del rischio che garantiscono rendimenti alti, nel mercato dei titoli, in caso di sofferenza di titoli pubblici di un paese. Nelle stesse ore diversi commentatori sostenevano che la speculazione non era tanto interessata ai Cds, che sono maggiormente tassati rispetto al passato, ma ad operazioni a breve e che comunque il pericolo, dopo il venerdì nero, era di nuovo imminente per questo paese.
Nella stessa serata di domenica si è alzata subito la retorica dei Napolitano, dei Frattini, dei Bersani in difesa dell'orgoglio e del patrimonio nazionale. Il segretario del PD ha persino detto "l'Italia non si farà mettere in ginocchio". Bene, dopo una giornata di borsa possiamo dire che non è che l'Italia è stata messa in ginocchio, le ginocchia se le è fatte direttamente spezzare. Basti pensare che lo spread, il differenziale di rendimento, tra Bund tedeschi e BTP italiani ha sfondato il livello già altissimo del venerdì per arrivare al record storico del lunedì. In poche parole in qualche giorno l'Italia è arrivata a perdere, se i livelli di spread rimangono questi, 10 miliardi di euro l'anno. Insomma una seconda manovra Tremonti, per la gioia degli hedge fund che non mancheranno di passare all'incasso doppiamente: a causa di questi rialzi e dei cds legati agli stessi rialzi. E' il patrimonio pubblico ad essera attaccato in questi casi o meglio, ad essere esposto alla rapina dalla mistica patriottico-liberista dei Napolitano, dei Tremonti, dei Bersani.
La mattina del lunedì il sito del Sole 24 titola che la vendita dei titoli allo scoperto è stata parzialmente bloccata dalla Consob per la borsa di Milano. Contemporaneamente l'associazione dei venditori mobiliari, coloro che operano in borsa, commenta "ottimo compromesso". E' il segnale per gli squali che c'è il varco per entrare in piscina. La speculazione aggira il blocco parziale, quando ci fu Lehmann Brothers la vendita allo scoperto (che è altamente speculativa) fu bloccata tre giorni, e gli investitori istituzionali cominciano a vendere tutto ciò che è italiano. Alla faccia dell'adunata di Napolitano, delle considerazioni da ragazzo serio di Casini e di Bersani che non si vuol far mettere in ginocchio, l'Italia non è riuscita ad adottare un minimo di semplici misure antispeculazione alla borsa di Milano. C'è chi dice che è tecnicamente inutile o impossibile ma, questa è la realtà, al di là delle dichiarazioni di facciata l'Italia non ci ha nemmeno provato o non ce l'ha fatta neanche a provarci.
Gli investitori istituzionali vendono titoli italiani per un motivo semplicissimo. Nei mercati non regolamentati, che rappresentano i due terzi dei mercati finanziari mondiali, i titoli delle banche italiane vanno a picco. In quelle che vengono chiamate Dark Pool, mercati non regolamentati a trasparenza nulla, le banche italiane hanno perso cifre molto importanti assieme a Mediaset, Eni e Telecom. E le banche, che hanno perso nelle Dark Pool, sono piene di titoli pubblici italiani. E' evidente che nei mercati ufficiali prima o poi questa situazione viene ratificata. Così gli investitori istituzionali ne hanno preso atto e hanno venduto titoli di banche italiane, di obbligazioni pubbliche italiane e di aziende nazionali. Persino la Cir di De Benedetti, che aveva vinto il Lodo con Berlusconi, è stata sanzionata con pesanti perdite compresa sospensione per eccesso di ribasso.
Come andrà a finire?
Semplice, la Banca d'Italia studierà un ulteriore pesante taglio alla spesa sociale e pubblica e tutti i partiti se lo voteranno alla bersagliera. Ci rimetteremo noi fino alla prossima crisi.
Già ma chi è il presidente della Banca d'Italia, futuro presidente della Bce? Draghi, un tecnico d'altro bordo di Goldmann Sachs, proprietaria di Sigma X, una delle Dark Pool più importanti del pianeta. Dove le banche e le aziende italiane hanno lasciato capitali importanti, trasferendo poi la propria crisi sul mercato azionario regolamentato. E di chi farà gli interessi Draghi? Dell'Italia, di Goldmann Sachs, dei titoli o dei finanziatori forti del sistema della dark liquidity che vale più del doppio dei mercati regolamentati? Finanziatori che sono gli stessi che poi si dividono, a seconda della composizione del capitale, tra investitori istituzionali o speculazione.
Per questo quello che sta accadendo in Italia è un Inside Job. Un lavoro dall'interno, di uomini come di istituzioni e di capitali, che hanno lo scopo di tenere aperto il terzo mercato obbligazionario del mondo (l'Italia) per i grandi flussi internazionali di capitale. Dalla Consob, il cui presidente è stato nominato di fatto da Tremonti, a Draghi.
Sarà comunque impoverito il nostro patrimonio pubblico, i nostri beni pubblici e data la linea a dei miserabili (Tremonti, Bersani, Di Pietro) per impoverirlo ulteriormente in nome dei "conti in ordine". La metafora dell'ordine dei conti, ottima per l'immaginario delle massaie di una volta, non rende però l'idea di quello che sta accadendo. Le tempeste di capitali stanno risucchiando il patrimonio e i beni pubblici italiani verso il nulla. Grazie anche a un robusto sostegno interno, proprio quello che si maschera dietro lo slogan del "diamo una risposta di serietà ai mercati". Il resto è retorica da Vittorio Veneto incarnata al meglio dalla mummia dell'unità nazionale detta Giorgio Napolitano.
Link: Uragano in arrivo
Link: Attacchi speculativi contro l'Italia (e tutta l'Europa periferica)
Link: La crisi greca, ovvero il biopotere dei mercati finanziari
(red) 11 luglio 2011
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