Da tempo lo slogan del partito Du Pilu di Cetto Laqualunque, riassumibile nell’efficace formula “prima vota poi rifletti”, è stato evocato per parlare di realtà che nel caso italiano supera velocemente l’immaginazione. E’ anche ormai consolidata la convinzione che la performance di Scilipoti, immortalata su youtube http://www.youtube.com/watch?
E siccome la realtà, quando prende velocità, surclassa l’immaginazione ecco che il modello di democrazia Laqualunque viene adottato dalla più importante multinazionale italiana. Stiamo parlando del referendum sull’accordo tra Fiat e sindacati filoaziendali (tra cui Cisl e Uil) firmato il 23 dicembre. La cui data è stata fissata il 13-14 gennaio. Anticipando di una settimana le intenzioni, che già prevedevano un referendum rapido, di Fiat e sindacati filoaziendali. Tenendo conto che il grosso dei lavoratori di Mirafiori rientrerà al lavoro il 12, la consultazione referendaria si configura davvero secondo lo slogan “prima vota poi rifletti”. Nessuna assemblea sindacale, nessuna discussione nei dettagli di cosa effettivamente si vota ma una consultazione rapida secondo lo stile inaugurato da Rosi Mauro al senato per la controriforma universitaria (per chi si fosse perso o volesse rivedere lo spettacolo http://www.youtube.com/watch?
Unica campagna elettorale quindi i consigli di Fassino, di D’Alema e di Chiamparino su cosa votare, le campagne del Giornale sull’accordo, riprese dal Tg1 in stile Istituto Luce degli anni ’30, e gli schieratissimi (con Marchionne) giornali ad alta tiratura. Ripensandoci più che “prima vota e poi rifletti” qui siamo al “prima vota e se poi non rifletti è meglio”. L’immaginazione è ben poca cosa rispetto a quanto possono fare centrodestra e centrosinistra quando si uniscono nella lotta. Contro le condizioni di vita dei lavoratori, il loro salario e le loro libertà.
(red) 7 gennaio 2011
La fonte
ROMA (Reuters) - Il referendum sui nuovi contratti di lavoro per gli addetti degli stabilimenti Fiat di Mirafiori si terrà il 13 e il 14 gennaio.
Lo ha detto a Reuters il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo.
"Le urne verranno aperte alle 22 del 13 e si chiuderanno alle 17 del 14 gennaio", ha detto Di Maulo.
I lavoratori devono dare l'assenso ai nuovi contratti di lavoro che entreranno in vigore negli stabilimenti di Mirafiori e nella nuova joint-venture, Fiat-Chrysler, che produrrà suv con il marchio americano e Alfa Romeo.
Intanto la Fiom avverte di non aver intenzione di apporre una firma tecnica all'accordo anche qualora il referendum tra i lavoratori dovesse dare il via libera all'intesa. E chiede che si riuniscano le assemblee prima della consultazione per informare i lavoratori sui contenuti di un accordo che i metalmeccanici della Cgil, a differenza di Fim, Uilm, Fiscmic e Ugl, non hanno sottoscritto.
"Noi come Fiom le assemblee abbiamo assolutamente intenzione di andare a farle e siccome le possiamo ancora convocare, prima del voto dei lavoratori andremo a spiegare perché per noi quell'accordo non è accettabile e perché non intendiamo firmare e discutere con loro come si affronta una situazione del tutto inedita, perché non abbiamo intenzione di lasciare soli né i nostri iscritti né i lavoratori di Mirafiori", ha detto stamani a Napoli il segretario generale della Fiom Maurizio Landini.
A chi della Cigl chiede a Fiom di valutare una firma tecnica o di fare un passo in dietro, Landini ricorda che è lo statuto della Cgil a stabilire che "non si possono firmare accordi che ledono diritti fondamentali nemmeno se sono votati dai lavoratori, perché sono diritti indisponibili".
"La novità è che mentre tutti raccontavano che Pomigliano era una caso irripetibile ed eccezionale, siamo di fronte al fatto che non solo si è ripetuto a Mirafiori ma oggi è chiaro che Fiat non è più in Confindustria, non applica più i contratti nazionali e chiede di introdurre un metodo che in Italia non è mai stato applicato. Si torna a prima dell'800 e fuori dalle regole europee".
http://it.reuters.com/article/
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