Premessa: sono uno di quelli che ieri sera è andato in piazza Cavallotti a guardarsi un'oretta di Raiperunanotte. Non tanto per guardare il programma, che era chiaro ripetesse cose che abbiamo già sentito parecchie volte (repetita iuvant in ogni caso), ma per dare un'occhiata sul livello di mobilitazione che c'è nella cittadinanza rispetto a questo tipo di eventi e come veniva percepito il pericolo di attacco a libertà e Costituzione che Berlusconi sta portando avanti. La prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata l'età media molto bassa delle oltre 500 persone che erano in piazza. La stragrande maggioranza aveva fra i 25 e i 35 anni, poi si passava direttamente agli ultrasessantenni. Si tratta di un dato molto interessante che tuttavia segue il trend che ormai da una decina di anni ha preso questa città: poca mobilitazione e più che altro fatta di giovani. Certamente il fatto che fosse organizzata da Radio Cage, cioè una web radio che ha nei giovani il soggetto di riferimento quasi esclusivo, ha condizionato l'"utenza", tuttavia è un dato di fatto che in questa città quarantenni, cinquantenni ed ex sessantottini rappresentano una generazione ormai bollita. Una generazione che in questa città fatta di porto, enti pubblici, fabbriche parastatali, pensioni ecc... ha sfruttato al massimo le lotte dei loro padri e ha lasciato le briciole ai figli. Precisiamo, non è che la trasmissione di Santoro sia un appuntamento irrinunciabile o prerivoluzionario ma per una città di moderati aggrappati alle mammelle del Pd si tratta in ogni caso di un fatto rilevante.
Ma torniamo alla trasmissione di Santoro. Se togliamo l'importante portata simbolica che questo evento ha avuto dopo la decisione di affossare qualunque tipo di dibattito o confronto sulle elezioni, è preoccupante che un'intera opposizione si aggrappi al consueto antiberlusconismo televisivo per mobilitare una nazione allo sfascio. Quello che è stato detto è tutto vero e anche noi sulle pagine del nostro sito e del nostro gionale lo diciamo da anni: in Italia c'è un network televisivo al potere (Mediaset), Berlusconi affossa la televisione pubblica per favorire il proprio network televisivo al potere, All Iberian, fondi neri, P2, Mills, leggi ad personam....
Tutto vero. Se fare opposizione si riducesse a questo, Travaglio, che considero un buon giornalista di cronaca giudiziaria e niente più, dovrebbe fare il capo dell'opposizione. Invece non lo fa, per fortuna. La sinistra e i suoi elettori ormai si sono appiattiti sul travaglismo e il santorismo, sono diventati esperti di cronaca giudiziaria, di giochi di potere e di intercettazioni ma hanno perso una visione sistemica della politica italiana e internazionale.
L'attacco capitalistico all'umanità sferrato a 360 gradi non è percepito come un pericolo, non c'è analisi sulla finanziarizzazione dell'economia che fagocita il fondo pensione del lavoratore come il bilancio di enti pubblici e stati, sui processi consumistici, sui processi di distruzione dell'ambiente, sugli stili di vita insostenibili in occidente, sul baratro che si è creato fra sistema economico e bisogni reali, sulla mercificazione della vita stessa e dei beni comuni, sulla disgregazione sociale e l'individualizzazione dei rapporti sociali e infine il grande attacco al perno della nostra Costituzione: il lavoro, i diritti e la loro difesa.
Insomma, lo spettatore di Santoro, elettore di tutte le sinistre telecomandato ha imparato a sapere a memoria la parte perdendo di vista il tutto. La sconfitta della sinistra parte da qui. Senza un dibattito su questi temi non c'è alternativa alla sconfitta, a Prodi e agli arcobaleni.
Per Senza Soste, Franco Marino
26 marzo 2010
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















