Saturday, Feb 11th

Last update:12:55:53 PM GMT

You are here:

Rutelli tuona contro il multiculturalismo. Cronache dalla Twilight Zone italiana

E-mailStampaPDF
Valutazione attuale: / 6
ScarsoOttimo 

rutelli_prete.jpgChi ricorda la campagna elettorale per l'elezione del sindaco di Roma dell'autunno 1993? Fu la più rovente dell'epoca: da una parte il centrodestra, guidato da Fini, che si fregiava ancora del simbolo del MSI tra i partiti che appoggiavano il candidato sindaco, e dall'altra il centrosinistra appoggiato da Rutelli. La vittoria di Rutelli fu il risultato di una forte mobilitazione a sinistra nel timore di una vittoria del partito della fiamma tricolore. Lo stesso Rutelli, nel comizio che celebrava la vittoria elettorale, parlò di una vittoria "dei democratici" che aveva impedito una deriva a destra nella capitale. Nello schema politico allora aureo, tenere assieme i "moderati" e la sinistra, si avviò una stagione nel governo di Roma che risucchiò nell'amministrazione locale sinistra radicale e spezzoni di centri sociali senza peraltro impedire nella metropoli uno sviluppo capitalistico immobiliare, sregolato e incline alla rendita e alla precarizzazione dei rapporti di lavoro. Rutelli allora si mise alla testa di uno schieramento che garantiva al centro, visto come moderato e consapevole, l'alleanza con una sinistra che temperava i propri comportamenti in nome del pericolo delle destre. Dietro la parola "centro" per Rutelli c'erano i maggiori interessi della capitale e in nome della tenuta dell'alleanza con questo centro la sinistra si estinse. A livello romano e nazionale.

Ma questa è un'altra storia. Quella di questi nostri giorni è l'intervista del Giornale di Feltri a Rutelli. Oggetto: l'attacco "a Fini e alla sinistra" (sic) sul quello che viene definito il fallimento del multiculturalismo in Italia. Come se in questo paese fiorissero istituzioni politiche, educative, amministrative che si sono date una coordinata strategia di integrazione multiculturale. Ma questo a Rutelli non interessa: neanche fosse il redattore capo della Padania comincia a parlare, sul giornale di Feltri, di legame tra immigrazione, immancabile Jihad islamica e rifiuto dei "nostri costumi e delle nostre leggi" da parte dei musulmani. Insomma i fenomeni migratori per Rutelli si leggono secondo la dottrina Borghezio: sono la testa di ponte della vendetta del feroce Saladino sull'Europa. Sul problema che questo non è il primo Haider ma un rappresentante dello schieramento che dovrebbe sconfiggere Berlusconi nessuno rifletterà mai. Rutelli è un rappresentante del centro (si fa per dire) moderato, vicino all'UDC, indispensabile per vincere e quindi viene assimilato nello schieramento progressista a prescindere dai contenuti. Secondo il dogma mistico del centrosinistra: per vincere ci si sposta al centro assumendo contenuti sempre più di destra. E dopo oltre 15 anni dalla discesa in campo di Berlusconi questa assunzione dei contenuti di destra sta cominciando ad assimilare il nucleo sostanziale dell'ideologia reazionaria. Dal mito securitario, cavalcato già a metà degli anni '90, siamo arrivati alla alla reazione isterica nei confronti dei fenomeni migratori. E meno male che chi lo fa si autoproclama moderato.

Ma non è finita qui: nello schieramento finiano ci si avvicina sempre di più ad un lessico di sinistra. Secondo il dogma mistico del centrodestra finiano: per essere legittimati a governare ci si sposta al centro assumendo contenuti di sinistra. Di qui le aperture al multiculturalismo, in versione da stato rigido e disciplinare, di Fini e ai diritti di cittadinanza per gli immigrati. La fondazione Farefuturo, che rappresenta l'ufficio stampa della corrente finiana di centrodestra, è arrivata persino ad accusare Feltri di essere "un fascista della prima ora" per le posizioni intolleranti del suo giornale. E se a destra è spuntata l'accusa di fascismo, come strumento per regolare i conti interni, ci attendiamo presto che a sinistra spunti quella di comunismo. Ecco quindi la situazione del sistema politico attuale: il centro del centrodestra tenta di assumere posizioni di sinistra, quello del centrosinistra tenta di assumere posizioni di destra. E questa vera e propria Twilight Zone, zona ai confini della realtà che è la politica ufficiale italiana spiega la propria esistenza piuttosto che con un sistema elettorale con una concezione che è alla radice di tutte queste metamorfosi: creare nel corpo elettorale una golden share, un nucleo di voti che conta più di tutti gli altri. E che è rappresentato dal mitico centro che altro non è che il voto
dell'establishment, dei ceti che lo formano e rappresentano.

I candidati di entrambi gli schieramenti devono quindi fare campagna verso il centro mostrando contenuti differenti rispetto ai temi originari. Quindi se un leader viene da destra deve saper oltrepassare i suoi temi classici facendo capire che non sarà di fatto la destra a governare, se viene da sinistra dovrà saper condurre lo stesso gioco. Perchè è il centro, ovvero l'establishment che deve sempre risultare decisivo, o comunque mantenere potere di veto, nella formazione delle politiche reali. E così questa Twilight Zone si mostra per quello che è: una zona ai confini della realtà che ha uno scopo realissimo e del tutto tradizionale. Permettere, sia nel centrosinistra che nel centrodestra, sempre il governo e il potere di pochi mentre di fatto votano in molti. E in questo senso Rutelli ha già pienamente assimilato il modello politico di molti paesi islamici, nello specifico tutti quelli dove si svolgono elezioni. Ma si sa, non tutti gli artisti rivelano le proprie fonti di ispirazione.


per Senza Soste, nique la police

6 gennaio 2010

AddThis Social Bookmark Button