Gli arresti di Pistoia hanno fatto emergere un fenomeno minoritario ma spesso tollerato e sostenuto dalle istituzioni della “rossa” Toscana: i fascisti
E’ servito un fatto eclatante come quello degli arresti di Pistoia dopo l’irruzione “antifascista” nella sede di CasaPound (vedi articolo sotto) per aprire un dibattito che fino ad oggi era quasi un tabù nella nostra regione. Quello dai fascisti è un problema che nell’immaginario popolare è sempre stato confinato alla sola Lucca, dove da una decina di anni imperversa, con continue aggressioni a sfondo politico, omofobico e razziale, Forza Nuova. Era il 25 aprile 2001 e il sindaco Fazzi (Forza Italia) concesse loro lo spazio pubblico per celebrare il gerarca fascista Pavolini nel giorno della Resistenza. Una chiara provocazione a cui seguirono scontri per tutta la giornata in una città blindata. Da quel giorno è stato un continuo tentativo da parte dei fascisti di sfondare in Toscana, vista come una delle ultime roccaforti in cui infiltrarsi. Ci sono riusciti? Al momento no, almeno dal punto di vista della “strada” e dei numeri, infatti ogni apertura di una nuova sede è sempre superblindata con centinaia di antifascisti a presidiare le strade ed a far notare che la nascita di una sede fascista non è un fatto neutro. Se una legittimazione invece l’hanno avuta, è quella delle istituzioni che non battono ciglio di fronte al fiorire di sedi o di fronte alla richiesta di spazi pubblici per convegni o iniziative.
I fatti. Domenica 11 ottobre una decina di persone a viso scoperto hanno fatto irruzione nella sede di CasaPound Pistoia, rompendo computer, tavoli e altri oggetti trovati all’interno. Dentro la sede c’erano due persone che non hanno riportato lesioni. Uno di questi due è un consigliere comunale del Partito delle Libertà (Cosa ci faceva lì?) che ha immediatamente smosso i dirigenti romani del suo partito. E qui è iniziata un’altra storia. La questura dopo una decina di minuti è arrivata sul luogo e senza pensarci tanto si è subito diretta verso un circolo a poche centinaia di metri dove si stava svolgendo un’assemblea per la nascita di un coordinamento anti-ronde, trovando una ventina di persone in assemblea a cui hanno chiesto i documenti, immediatamente consegnati. Dopo due ore (probabilmente in attesa di ordini dall’alto), la polizia è entrata nel circolo (senza mandato) per una perquisizione che non ha dato esito. Ma ormai anche da Roma la politica era allarmata e bisognava trovare dei colpevoli anche se presumibilmente non erano in quell’assemblea. Poco male, in ogni caso c’era quantomeno affinità politica fra chi a loro avviso aveva compiuto l’atto e chi stava facendo l’assemblea. Così queste persone hanno passato le successive 10 ore in questura, senza un avvocato, come persone informate sui fatti fino a tarda notte quando invece sono diventate improvvisamente indagati. Dalle prime testimonianze era emerso che l’irruzione fosse stata fatta da giovanissimi mentre fra quelli in questura l’età media era ampiamente sopra la trentina (i tre arrestati hanno 29, 32 e 34 anni). Ma anche questo è un dettaglio. Tre vengono arrestati e 8 denunciati, sulla base di vaghe testimonianze e riconoscimenti fatti addirittura sulle carte d’identità.
Le reazioni. A Pistoia, sull’onda delle dichiarazioni della questura e delle notizie dei media si apre la lotta a chi porta più solidarietà a CasaPound. Da destra a sinistra è un coro di solidarietà ai “fascisti del terzo millennio” (così ama definirsi CasaPound). Non bisogna essere scienziati della politica per tenere una linea che condanna l’atto ma allo stesso tempo ammette che è stato perpetrato un abuso ai danni di persone che non c’entrano niente, senza considerare che in ogni caso avere in città una sede di fascisti non è la stessa cosa che averci una qualsiasi associazione culturale (cosa che invece emerge dai comunicati del Pd). Le reazioni dunque hanno mostrato che c’è una totale continuità culturale con l’approccio tenuto nell’ultimo decennio in Toscana dalle istituzioni e dai partiti e che ha visto moltiplicarsi in modo esponenziale aggressioni ai danni di compagni, gay o immigrati in molte città della ex Regione “rossa”. Una di queste è proprio Pistoia, ma non sembra che questi episodi abbiano mobilitato istituzioni, partiti e questura come sul caso dei tre arrestati dell’11 ottobre.
Antifascismo oggi. Al di là dei fatti, serve una riflessione complessiva su cosa significa essere antifascisti oggi. E la prima interpretazione da cui bisogna culturalmente distaccarsi è che l’antifascismo sia una pratica che appartiene solo ad un’avanguardia che si reputa tale. L’antifascismo è una pratica quotidiana che ha successo laddove l’antifascista con la sua presenza nei quartieri, nelle lotte per la casa, il lavoro, la salute riesce a creare un tessuto politico e sociale coeso che sappia respingere la presenza fascista in modo automatico senza bisogno che ciò sia ogni volta onere o responsabilità di un gruppo ristretto di militanti. I fascisti portano violenza e intolleranza e rappresentano forze fresche al servizio dei potenti nei momenti di maggiore crisi o di conflittualità sociale. E’ un dato storico e politico che deve sempre essere chiaro.
Franco Marino
tratto da Senza Soste n.43 (novembre 2009)
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Viaggio nei gruppi fascisti
Non sono molti i militanti di estrema destra nella nostra regione e ripropongono a grandi linee i gruppi presenti sul resto del territorio nazionale. Cerchiamo di fare uno schema dei gruppi, delle loro “ideologie” e di come si organizzano.
Casa Pound: nasce dalla fondazione da parte del leader Gianluca Iannone di un'etichetta discografica (la Rupe Tarpea Produzioni) e di un gruppo musicale, gli Zetazeroalfa, attorno ai quali si radunano numerosi gruppi e cani sciolti di estrema destra romana. La prima occupazione (detta “non conforme”) risale al 26 dicembre 2003 quando esponenti fascisti delle ONC (Occupazioni Non Conformi) che provengono dall'esperienza di CasaMontag, (occupazione fascista alle porte di Roma ) danno vita all’occupazione Casa Pound. Il nome deriva da un intellettuale americano di nome Ezra Pound che si caratterizzò per la difesa ad oltranza del fascimo. Catturato dagli Americani fu rinchiuso nel campo di Coltano vicino Pisa. Casa Pound è un gruppo in rapida ascesa. A differenza di FN si dimostra laico e con una organizzazione mediatica attenta. Con il loro gruppo “Blocco Studentesco” raccolgono i più giovani e gli studenti mimetizzandosi all’interno dei movimenti e delle mobilitazioni studentesche. I simboli fascisti sono tenuti nascosti e la battaglia sul mutuo sociale ha attirato molti simpatizzanti. I metodi, nonostante il tentativo di apparire come una semplice associazione, sono gli stessi di sempre e si sono visti lo scorso anno quando un gruppo di Blocco studentesco, armato di bastoni con il tricolore ha attaccato un grande corteo di studenti medi molti dei quali sono stati feriti. Il tutto sotto gli occhi della polizia che li chiamava per nome.
Forza Nuova:il gruppo di Roberto Fiore è stato il primo a sfondare nella “rossa Toscana”: Lucca , Colle Val d’Elsa, Pisa (Pontedera-Buti). Si è formata all’interno di Fiamma tricolore come movimento di base capitanato da due personaggi noti durante gli anni di piombo: Roberto Fiore e Massimo Morsello. Il gruppo si caratterizza per la vocazione “movimentista”, per il forte richiamo al fascismo storico e ad un cattolicesimo integralista. Riesce ad attrarre inizialmente il dissenso giovanile interno alla fiamma tricolore e a coagulare su di se movimenti skinhead e nuclei autonomi. La loro componente fortemente teologica trova sponda e appoggio in frange della chiesa come i Lefevriani e noto è anche l’accordo con il gruppo Militia Christi. Abrogazione della legge sull’aborto, blocco dell’immigrazione, ossessione per la massoneria ripristino del concordato tra stato e chiesa del 1929 e ripristino delle corporazioni di stampo fascista sono tra i punti principali del programma di FN.
Altri gruppuscoli sono presenti in Toscana e alcune presenze di neofascisti sono registrate in alcune curve.
Altri gruppi fascisti da segnalare, ma inconsistenti numericamente, ricordiamo: La Destra comandata dal fuoriuscito di AN Storace e la Fiamma Tricolore di Romagnoli che tento una improbabile manifestazione a Livorno abortita ancora prima di essere organizzata.
Altre esperienze ambigue e strani personaggi sono presenti in Regione, Paolo Pecoriello è uno di questi e la sua carriera fatta di squadristi, inchieste per stragi e attentati sta a dimostrare che il cuore nero della Toscana è sempre attivo e che la guardia su questi personaggi non va mai abbassata
Altri gruppi fascisti da segnalare, ma inconsistenti numericamente, ricordiamo: La Destra comandata dal fuoriuscito di AN Storace e la Fiamma Tricolore di Romagnoli che tento una improbabile manifestazione a Livorno abortita ancora prima di essere organizzata.
Altre esperienze ambigue e strani personaggi sono presenti in Regione, Paolo Pecoriello è uno di questi e la sua carriera fatta di squadristi, inchieste per stragi e attentati sta a dimostrare che il cuore nero della Toscana è sempre attivo e che la guardia su questi personaggi non va mai abbassata
Ulisse Ognistrada
tratto da Senza Soste n.43 (novembre 2009)
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