Nuova autorizzazione regionale per la Lonzi Metalli?

Il prossimo 30 Agosto la Regione Toscana convocherà una conferenza di servizi per esprimersi sul rinnovo delle autorizzazioni per la Lonzi Metalli. L'allarme lo lancia Monica Pecori, consigliera regionale eletta con il M5S ma ora nel gruppo misto in seguito alla sua uscita dal movimento. La consigliera denuncia anche lo stallo rispetto alla delocalizzazione dopo l'incontro dello scorso aprile fra il sindaco Nogarin e l'assessore regionale Fratoni. Ecco l'interrogazione e la risposta

Comunicazione in merito al rinnovo AIA per Lonzi srl

L’interrogazione della Pecori del maggio scorso riguardo alla delocalizzazione

Con Delibera della Giunta Regionale n. 1344 del 4/12/17 (BURT n. 51/17) è stata data la pronuncia positiva di compatibilità ambientale ai sensi dell’art. 26 del D.Lgs 152/06 e s.m.i. relativamente al progetto di riesame con valenza di rinnovo presentato dalla Lonzi Metalli Srl, prescrivendo, tra l’altro, la presentazione da parte del proponente, entro sessanta giorni dall’emanazione della pronuncia di compatibilità ambientale, del progetto di dettaglio degli interventi di adeguamento dell’impianto al fine della conformità alle BAT e al BREF di settore e alle previsioni di cui al paragrafo “ E.2.3Aspetti tecnici e tecnologici dei presidi ambientali” di cui al DM 29.01.2007.

Il  14/2/18 il Suap del Comune di Livorno ha trasmesso la documentazione progettuale presentata dalla soc. Lonzi Metalli Srl in ottemperanza a quanto previsto dalla Delibera di Giunta sopra citata.

Nell’intervallo temporale tra queste due date, esattamente pochi giorni dopo la delibera di Giunta, finiscono agli arresti domiciliari per traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata, gli stessi imprenditori e gestori dell’impianto in questione. Un giro di 200 mila tonnellate di rifiuti tossici che con trucchi amministrativi i suddetti riuscivano a smaltire come se fossero normale spazzatura cambiando codici e documenti. Un metodo definito dal pubblico ministero Squillace Greco simile a quello usato dalla camorra nella Terra dei fuochi.

Il business superava i 26 milioni di euro con una truffa per la Regione Toscana di almeno 4 milioni.

La stessa Regione Toscana che il prossimo 30 Agosto convocherà una conferenza di servizi per esprimersi sul rinnovo dell’autorizzazione di chi, intercettato, affermava:

“Ci mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale. Che muoiano, m’importa niente dei bambini che si sentano male. Io li scaricherei in mezzo di strada, i rifiuti”.

La risposta dell’assessore regionale all’ambiente Fratoni

Mi chiedo se, invece di andare avanti con le procedure di rinnovo, non sarebbe opportuno congelare il tutto fino alla conclusione dell’iter della Procura e dell’eventuale processo, anche alla luce delle numerose affermazioni di Regione e Comune sull’intenzione di delocalizzare l’attività in altri luoghi non a ridosso delle abitazioni civili.

Restano ancora senza risposta le interrogazioni da me presentate in merito alla delocalizzazione dell’attività, più volte annunciata sulla stampa e all’attività di Arpat svolta negli anni precedenti sulla ditta Lonzi.

Mancano ad oggi risposte ben più importanti, che gli abitanti della zona dove è presente l’attività di Lonzi srl e tutti i cittadini livornesi aspettano da anni: quanto è costato in termini di salute?

L’impegno da me richiesto alla Giunta con una mozione presentata in Consiglio Regionale il 30 Gennaio scorso, nella quale tra le altre richieste  chiedevo l’attivazione di indagini epidemiologiche per valutare lo stato di salute della popolazione, è stato respinto a maggioranza.

Monica Pecori, consigliera regionale Gruppo Misto (Toscana per Tutti)

23 agosto 2018

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