Nuova ondata di denunce contro i movimenti per il diritto alla casa

Ancora repressione sul movimento di lotta per la casa livornese

giordano bruno murataIn questi giorni la procura di Livorno, attraverso il comando della polizia municipale, sta recapitando decine di avvisi di garanzia ad altrettanti appartenenti ai comitati per il diritto all’abitare e al sindacato inquilini Asia-Usb. Al centro di questa ennesima maxi-indagine la straordinaria esperienza di lotta portata avanti nel maggio 2014 nel quartiere  popolare della Guglia, nello specifico in via Giordano Bruno. Era il 29 marzo 2014 a pochi mesi dalle elezioni amministrative il comitato diritto alla casa insieme al collettivo dell’ex caserma occupata organizzarono un corteo cittadino in difesa degli spazi sociali per rispondere ai numerosi attacchi portati avanti dall’allora giunta PD. Il corteo, che vide la partecipazione di oltre un migliaio di Livornesi, partì da Piazza San Marco e si concluse in via Giordano Bruno con l’occupazione di un intero stabile di case popolari appena sgomberato ed in procinto di essere abbattuto. Dal quel giorno, per più di un mese, il tema dell’emergenza abitativa si impose al centro del dibattito cittadino intrecciandosi con la campagna elettorale in corso. Furono diversi i tentativi di sgombero da parte delle forze dell’ordine e di Casalp. Tentativi che innescarono una dura resistenza da parte dei comitati e degli abitanti del quartiere che organizzarono un presidio permanente. Il cantiere edile fu smantellato più volte e più volte i vertici dell’amministrazione comunale cercarono una mediazione per uscire da una situazione per loro ormai diventata insostenibile.  Sabato 4 aprile fu organizzato un dibattito serale alla quale parteciparono tutti i candidati a sindaco di Livorno (meno che Ruggeri del PD) alla presenza di oltre 150 persone. Il giorno successivo gli appartamenti furono nuovamente occupati.

L’epilogo arrivò dopo qualche settimana durante un incontro notturno presso la sede di Casalp tra alcuni rappresentanti dei comitati da una parte e gli assessori alla casa e al patrimonio dall’altra. L’amministrazione offriva una serie di strutture pubbliche da adibire ad emergenza abitativa in cambio della liberazione dello stabile di via Giordano Bruno. Il giorno successivo un’assemblea popolare, riunitasi nel piazzale dello stabile occupato, rifiutò a maggioranza l’accordo. Nonostante ciò le difficoltà tecniche (gli allacci di luce e acqua erano stati interrotti dall’esterno) costrinsero gli occupanti ad abbandonare la struttura.  Nei giorni successivi furono occupati 8 appartamenti sfitti e non assegnabili tra i quartieri la Guglia e Corea.

L’intero stabile fu abbattuto durante l’estate e, nonostante le dichiarazioni di una parte della stampa cittadina che si schierò a favore dell’abbattimento (“si oppongono alla demolizione di un palazzo che sarà SUBITO ricostruito…”) a distanza di tre anni delle nuove case non si vede neanche l’ombra. Livorno perse in un solo colpo  22 preziosi alloggi popolari per accontentare le mire speculative  di qualche cooperativa legata al potere politico. L’allora candidato sindaco Nogarin condivise con noi, insieme ad altri candidati, un documento dove in maniera chiara e netta si condannavano le demolizioni di alloggi pubblici e si introduceva la necessità di un recupero del patrimonio esistente. Nonostante ciò le demolizioni vanno avanti, l’esempio della Chiccaia ne è purtroppo la dimostrazione.

giordano_bruno poliziaA distanza di tre anni la procura ha deciso di vendicarsi recapitando una pioggia di denunce nei confronti di decine di attivisti e famiglie protagoniste di quella breve, ma intensa, stagione di lotta. Circa 30 procedimenti penali relativi a diversi reati. Occupazione, resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento i principali capi di imputazione.

Oggi possiamo dire che quella resistenza popolare fu legittima e necessaria.  La resistenza di chi voleva difendere un bene pubblico dalla devastazione. Ci difenderemo anche in tribunale e continueremo a lottare contro le demolizioni di alloggi popolari e contro le speculazioni edilizie a prescindere da quale partito sia al governo. Per questo motivo giovedì 30 marzo saremo davanti al comune per difendere gli Orti Urbani di via Goito.

Comitato diritto all’abitare 

Asia –Usb Livorno

28 marzo 2017

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