Ognisogno un viaggio

Prodotto da Nicola Fantozzi e dallo stesso Sambo, mixato e masterizzato, sempre da Fantozzi all’Overstudio di Cento, “Ognisogno” è il secondo album in italiano frutto della collaborazione con lo scrittore Lucio Tirinnanzi

“Perché l’amore è una strada/ di periferia, dove arrivan le onde e poi vanno via”

ognisognoOgni viaggio un suono, ogni suono un sogno, ogni sogno un viaggio, e così via. Sembra ritrovarsi in questo circolo infinito, messo in moto dalla curiosità e dalla ricerca ed alimentato dal ricordo e dal racconto, l’essenza della musica di Nico Sambo. Un moto perpetuo, un loop autorigenerativo che trova il suo momentaneo stato di sospensione e fusione nelle varie tracce incise in questi anni.

La spazialità del suono, la vertigine del sogno, la sospensione del viaggio ed il ricordo nostalgico e visionario, di ciò che si è lasciato (sia prima che dopo il viaggio, che prescinde dalla prossimità o realtà della meta, sia il Bar degli amici o un pianeta sconosciuto), sono infatti elementi ricorrenti nella sua produzione discografica, “Sofà elettrico” (2011), “Suspended” (2011), “Argonauta” (2014), fino a quest’ultimo “Ognisogno” (Cappuccino Records /Audioglobe). Elementi che ritroviamo nel videoclip del singolo “America isterica” (diretto da Martino Chiti e con protagonista l’ottimo “licaone” Guglielmo Favilla), che ha accompagnato il lancio del disco lo scorso 30 settembre.

Prodotto da Nicola Fantozzi e dallo stesso Sambo, mixato e masterizzato, sempre da Fantozzi all’Overstudio di Cento, “Ognisogno” è il secondo album in italiano frutto della collaborazione con lo scrittore Lucio Tirinnanzi, amico storico di Nico e già voce ed autore dei Pam, formazione labronica di folk rock cantautoriale attiva a Livorno nei primi anni 2000 nella quale suonavano sia Sambo, alla chitarra, che altri suoi compagni di viaggio come il fedelissimo bassista Alessandro Quaglierini, Luca Valdambrini, Jody Guetta. Come nel precedente “Argonauta”, il sodalizio artistico tra Nico Sambo e Lucio Tirinnanzi (del quale ci fa piacere ricordare il libro d’esordio “Crepi quel lupo! Come sopravvivere al capo quando si è giovani e precari”, edito da Robin nel 2013) funziona molto bene ed anzi qui in “Ognisogno” migliora e matura, nel contesto di un disco complessivamente più “tondo” e morbido, asciutto e raccolto (il pianoforte è di fatto lo strumento caratterizzante del disco), fino a raggiungere picchi d’eccellenza come in “Arrivederci mai” (un gran bella canzone, che suona al primo ascolto come un classico, che ricorda per atmosfera gli ultimi Virginiana Miller, e che si chiude in un crescendo in cui gli echi delle sonorità di Barret e dei Beatles sembrano per alcuni attimi incrociarsi e fondersi) o nella struggente “Santa Giulia”, il brano più poeticamente labronico di “Ognisogno”. Un sodalizio maturo che probabilmente stimola e spinge Nico Sambo a scrivere lui stesso in italiano firmando le altrettanto belle e significative “La stazione” e “Lo sai che..” e facendo così emergere la sua naturale inclinazione cantautoriale nel solco della tradizione labronica che va da Piero Ciampi, a Bobo Rondelli, a Simone Lenzi dei già citati Virginiana Miller. E forse anche per questo che rispetto ai dischi precedenti scompare dalle copertine il famoso trattino dopo l’iniziale (N_ Sambo) per lasciare spazio al più immediato e personale sambopaolocirielloNico Sambo.

“Ognisogno” è il classico disco che ascolti dall’inizio alla fine. Un disco che in pochi mesi ha raccolto infatti attenzione e consensi di critica e di pubblico. Un disco fatto della stessa sostanza del viaggio, non per niente caratterizzato dall’inserzione nelle varie tracce di field recording ripresi in strade, mercati, musei, appartamenti e metro in giro per il mondo (Parigi, Santiago del Cile, Atene, Varanasi e nell’isola di Ko Samui e Livorno naturalmente).

Un disco che si vuole presentare e far scoprire viaggiando, attraverso un tour di presentazioni live per tutto lo stivale, modulate in chiave energetica e rock , per club ed auditorium, come il The Cage Theatre, dove Nico & soci (Alessandro Quaglierini, Valerio Iannitto, Federico Melosi, Davide Morelli, ovvero il suo gruppo stabile sul palco e in studio) il 1° ottobre hanno inaugurato la nuova stagione esibendosi prima di uno strepitoso Francesco Motta, ed in chiave più riflessiva, con set semiacustici per ambienti più raccolti come café e librerie.

di Lucio Baoprati

Pubblicato sul n° 122 (Gennaio 2017) dell’edizione cartacea di Senza Soste


Info:

nsambo.net

audioglobe.it

cappuccinorecords.com


Leggi anche:

N_Sambo: elettrico, non solo sul Sofà.

Suono quindi Sono


 

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