Olimpiadi sì o no? La risposta oltre la polemica politica

Oggi Virginia Raggi ha detto NO alle olimpiadi. Ripercorriamo con articoli attuali e passati cosa significa in termini economici e di ritorno organizzare un’olimpiade e le motivazioni di questa scelta.olimpiadi-roma-montezemolo-malago

Questo è un articolo del 2014: “Perché ospitare le Olimpiadi non conviene. Per le casse pubbliche è sempre una spesa. E sugli altri effetti, gli economisti si interrogano” http://www.linkiesta.it/it/article/2014/12/19/perche-ospitare-le-olimpiadi-non-conviene/23948/

Va oltre le stucchevoli polemiche fra PD e 5 stelle e oltre la misera propaganda del Coni. È un articolo di Linkiesta, sito di matrice politica e culturale liberale, in passato vicino a Renzi ora molto meno. Nel 2014 la Raggi era sempre in uno studio di avvocato e Renzi era da poco presidente del consiglio.  Ma qui potete leggere cosa dicono, dati, studi e ricerche rispetto alla convenienza delle olimpiadi, sia come ricavi che come ritorno nel lungo periodo. I dati sono chiari: nulla o debiti. Fanno parziale eccezione Los Angeles (ma li c’erano di mezzo privati e diritti TV che solo in quel contesto possono fare quei numeri) e Barcellona sul lungo periodo (ma sul breve i debiti furono altissimi). Emerge chiaramente come l’avventura olimpica presupponga un grosso esborso di soldi pubblici. Toronto riuscì a finire di pagare i debiti solo dopo 30 anni. Poi ci sono gli esempi dell’Italia su mondiali di calcio e nuoto (nel 2009). E lì bisogna stendere un velo pietoso. Senza pregiudizi o guerre sante.

Sempre Linkiesta oggi ha aperto il suo sito con un editroriale del direttore Canecellato dal titolo “Virginia Raggi ha fatto bene: le Olimpiadi a Roma sarebbero state un disastro” http://www.linkiesta.it/it/article/2016/09/22/virginia-raggi-ha-fatto-bene-le-olimpiadi-a-roma-sarebbero-state-un-di/31848/

Cancellato riporta tutti sulla terra facendo un discorso chiaro e razionale, prendendo la situazione di Roma e della sua classe dirigente allo sbando e comparandola con altri paesi facendo la tara con un’analisi puramente contabile:

“Barcellona 1992 perse 6 miliardi di dollari, Atene nel 2004 ne perse 10, Pechino nel 2008 addirittura 40. E se vogliamo andare ancora indietro nel tempo furono disastri economici anche le olimpiadi di Monaco 1972 e di Montreal 1976, Non è un caso che anche Boston e Amburgo, città che in confronto a Roma scoppiano di salute, abbiano ritirato la loro candidatura dopo un referendum popolare. Americani e tedeschi anti-patriotici? No, semplicemente razionali”

Di seguito invece l’articolo di Contropiano.org, sito vicino al sindacalismo di base ed ai movimenti romani, che segue da vicino le vicende olimpiche della loro città. E’ schierato con il NO alle Olimpiadi e in questo articolo spiega quali sarebbero i costi per Roma e quali i vantaggi per le varie cordate che appoggiano Malagò ed il Coni: “Olimpiadi a Roma. A chi convengono?” http://contropiano.org/interventi/2016/09/14/olimpiadi-roma-chi-convengono-083446

Infine oggi: “No alla candidatura olimpica”. La prima vera rottura di Raggi” http://contropiano.org/news/politica-news/2016/09/21/no-alla-candidatura-olimpica-la-vera-rottura-raggi-083820

Il NO di Virgiania Raggi in conferenza stampa, con motivazioni strutturate di cui pubblichiamo un estratto dall’articolo di Contropiano.org di questo pomeriggio:

«No alle Olimpiadi del mattone», è stato il cuore della sua sortita, in cui ha citato il noto studio dell’università di Oxford: «Il budget è stato sforato quasi sempre, almeno del 50%. E anche di più: a Montreal del 720%, a Barcellona del 266%». Cifre e dinamiche ben note, diverse da paese a paese solo per l’entità e non per la sostanza; tantomeno per gli interessi, ovunque rappresentati da quell’”eventismo” che usa qualsiasi tema, per quanto nobile e popolare (e lo sport lo è sicuramente), per trafficare sottobanco senza peraltro creare alcun posto di lavoro stabile. Gli eventi, infatti, sono un affare soltanto per i costruttori e l’indotto temporaneo legato alla celebrazione; dopo resta un deserto difficile persino da riciclare – basta guardare l’Expo di Milano – e a cui nessuno sembra più interessato.

Questa, invece, è la reazione di Malagò e del Pd.  http://www.huffingtonpost.it/2016/09/21/olimpiadi-raggi-renzi_n_12120624.html

Questa invece una critica di Internazionale al No della Raggi come segno di debolezza: Il no di Virginia Raggi alle Olimpiadi è un segno di debolezza

Infine un’analisi da Il fatto Quotidiano: Olimpiadi Roma 2024, la Raggi con lo scalpo del Malagò (come diversivo) http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/22/olimpiadi-roma-2024-la-raggi-con-lo-scalpo-del-malago-come-diversivo/3049395/

redazione, 21 settembre 2016

Previous Ambasciatori americani, agenzie di rating e referendum italiani: la nuova normalità
Next Forum Acqua: "Un piccolo passo in avanti per le tariffe. Ancora lontani dalla ripubblicizzazione. E i sindaci Pd remano al contrario"

You might also like

Calcio

Tor di Valle e la mandrakata di Parnasi

tratto da http://www.militant-blog.org Mentre le sorti dello stadio della Roma, anzi, di Pallotta, e del relativo business park da 800mila e rotti metri cubi di cemento sono ancora avvolti nella

Calcio

Pavia Calcio, storia di ordinario capitalismo

Articolo a cura di Yuri Capoccia – tratto da http://www.minutosettantotto.it 5 ottobre 2016, l’Associazione Calcio Pavia viene dichiarata fallita per la quarta volta nel corso della sua centenaria storia. Questa

Calcio

Speciale Bielsa: “A lo loco se vive mejor”

PERSONAGGI – (prima parte) Per molti suoi colleghi è il miglior allenatore al mondo contemporaneo malgrado non abbia vinto (quasi) nulla. Perché a renderlo grande e a proiettarlo di diritto