Orti Urbani: “Non ci arrendiamo alla cementificazione. Giovedì 30 marzo manifestazione sotto il Comune di Livorno”

Il comunicato del collettivo degli orti urbani di via Goito sulla situazione dell'area alla vigilia di importanti decisioni che dovrà prendere l'amministrazione comunale

orti urbani ingressoSono ormai passati quasi tre anni dalla nascita degli “Orti urbani di Via Goito”. Tre anni che con alti e bassi hanno portato all’attenzione della città il problema della cementificazione urbana, della sostenibilità, della partecipazione delle persone alle scelte politiche cittadine.

La liberazione di quel terreno privato ed abbandonato da anni ed adibito a discarica a cielo aperto, ha permesso di ridare alla città ed ai suoi cittadini uno spazio, sei ettari miracolosamente ancora non cementificati, dove la natura ha ripreso il sopravvento ed un luogo di aggregazione per centinaia di persone, contribuendo alla ricostruzione di una coscienza collettiva capace di porsi con forza contro la cementificazione, il consumo del territorio, il diritto dei cittadini di decidere della propria vita, della propria città.
In questi 3 anni abbiamo resistito ai tentativi della CLC di farci passare come piccoli occupanti interessati solo al loro piccolo orticello abusivo. Noi abbiamo sempre detto e ribadiamo che questa liberazione è, pur con tutti i suoi limiti, una significativa esperienza di democrazia ed autogestione che vogliamo mantenere e potenziare. Gli abusivi sono al contrario gli speculatori, gli immobiliaristi, coloro che sovrappongono agli interessi della collettività i propri profitti e intrallazzi.
Dopo due tentativi respinti di entrata da parte della CLC, oggi ci ritroviamo nuovamente a difendere gli orti urbani dal progetto proposto dalla CLC ed accettato dalla giunta comunale. Il 30 marzo l’80% del treno tornerà di proprietà del Comune mentre su 20% la CLC potrà dare via al suo progetto edificativi.

Purtroppo l’amministrazione comunale M5S, complice di questo nuovo tentativo di cementificazione, non solo così tradisce il suo elettorato a cui aveva garantito in campagna elettorale il rifiuto di qualsiasi progetto che avesse comportato il pur minimo consumo di territorio, ma dimostra la sua incapacità di divenire reale alternativa al blocco di potere del PD che continua ad essere egemone sul territorio livornese.
Ribadiamo ancora una volta che il diritto di proprietà dei terreni non deve essere legato al diritto di edificare, che non deve essere rispettato alcun astratto diritto di proprietà fondiaria se i progetti ad essa legati non andranno nel senso di soddisfare i bisogni sociali primari (a partire dal verde, dai servizi pubblici, dall’edilizia popolare e dalla valorizzazione di questa esperienza autogestionaria democratica).
Pensiamo che, a partire dal basso, sia ancora possibile bloccare questo progetto, e per fare questo è necessario che gli orti urbani siano nuovamente “liberati” da tutti quelli che si oppongono alla cultura della cementificazione.

Sappiamo che il Comune ha instaurato un tavolo partecipativo che prevede un confronto sul progetto di parco da costruire sull‘area del 80% che la CLC sarà costretta a dare al Comune per poter costruire. Cioè su parte dell’area dove oggi sono presenti gli Orti Urbani. A questo tavolo siedono oggi alcune Associazioni, dalla Lipu al Museo di scienze naturali, che stanno cercando di imporre al Comune un progetto il più ecosostenibile possibile e migliore del progetto presentato dall’Architetto della CLC dove tutto viene ridotto a fredde elaborazioni astratte, secondo una idea di urbanistica sempre modellata su logiche basate sul consumo e la produzione, in ultima analisi sul profitto. Esattamente il contrario dello spazio recuperato dall’esperienza degli orti a cui si contrappone ancora una volta uno spazio regolato in modo autoritario e verticistico da parte di tecnici ed amministratori, senza anima e priva di qualsiasi aspetto eversivo che ha nella creatività, nel gioco, nella socialità libera e disinteressata il suo senso.

Noi come Orti non partecipiamo a quel tavolo, pur ritenendo le associazioni che vi partecipano del tutto legittime a confrontarsi con il Comune.
Tuttavia continuiamo a credere che la città di Livorno, con i suoi 4200 alloggi sfitti e con aree verdi accessibili sempre più rare, non abbia bisogno di altro cemento. Crediamo che il futuro degli orti urbani lo dovranno decidere anche i cittadin@ che in questi anni lo hanno vissuto, che ci hanno lavorato, che hanno pulito e lavorato questo spazio, nel modo che sceglieranno, in base alle forze e alla determinazione che esprimeranno democraticamente nelle proprie sedi di discussione.

Come orti dobbiamo mantenere come obiettivo politico primario, al di la delle iniziative di opposizione o dei compromessi/mediazioni, la difesa di un’idea di città che ha come obiettivo di contrastare ogni forma di cementificazione privata, non finalizzata alla soddisfazione dei bisogni primari della cittadinanza in modo particolare di quei strati sociali che maggiormente stanno subendo gli effetti della crisi e delle politiche di austerità.
Non accettiamo il ricatto dell’occupazione: il territorio e la nostra città hanno grandi possibilità per un intervento mirato alla difesa del territorio e alla salute.

Un percorso di rimessa al centro la questione degli orti è urgente e necessario

Dopo il pranzo sociale, a cui hanno partecipato centinaia di cittadini, e l’assemblea di sabato 18 marzo abbiamo deciso di convocare una manifestazione cittadina di fronte al comune di Livorno per giovedì 30 marzo dalle ore 17. Nessuna decida sulle le nostre teste.

Collettivo Orti Urbani

Comitato livornese Precari e Disoccupati 

20 marzo 2017

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