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PER NON DIMENTICARE

Chi ha sdoganato Casapound?

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casapound_logo_rovesciatoTanta visibilità in regalo a Casapound, chiamata per i camerati a partecipare in questi giorni a trasmissioni televisive nazionali e locali, le cui lettere e i cui comunicati circolano sulle pagine dei giornali a smentire, prendere le distanze, negare (da leggere il post di jumpingshark, soprattutto la parte in cui cita Saverio Ferrari da Il Manifesto che dice “Ieri notte da Roma è stata indirizzata a tutti i responsabili locali di Casa Pound la seguente email: «Comunicazione interna urgente e riservata. Fare quadrato ora significa: negare la sua appartenenza al movimento, cancellare ogni traccia, stare zitti e far parlare solo i dirigenti autorizzati» Troppo tardi!“).

Tanta visibilità, sulla pelle dei morti. Un’occasione come un’altra per farci sapere quanto sono bravi e umani, anzi umanitari, con il paio di iniziative sulla birmania, quelle sull’emergenza abitativa, e lì bisogna dire che le abitazioni rivendicate per le famiglie bisognose le malelingue dicono che siano finite in mano ad amici di Casapound che non ne avevano affatto bisogno, e poi senza contare la movida e le varie iniziative sul pensiero di evola e simili.

Strategia comunicativa dei fascisti del terzo millennio, quelli che “né rossi né neri ma liberi pensieri” e politica sociale presa dagli archivi del partito nazional socialista. Si interviene sul bisogno dei poveri, sulla rabbia dei disoccupati, su tutto quello che è possibile cavalcare, un po’ come la lega ma dal sapore tanto più noglobal, con le loro occupazioni e i gruppi studenteschi ammessi perfino a partecipare ai confronti interni nei licei e nelle università, con le loro iniziative “culturali” in cui si divulga il pensiero di estrema destra un po’ dappertutto, con l’occasione della presentazione di libri di vario tenore e il patrocinio di comuni, province, regioni, incluse quelle di sinistra. Sono bravi ragazzi, non c’è che dire. Un vero gruppo di boyscout.

Link: Ecco i nazisti di CasaPound: e ora provate a dire che non è antisemita e xenofoba

Vorremmo qui ricordare, e integrate se ne avete voglia e se avete più memoria di noi, quali giornalisti, intellettuali, personaggi libertari o presunti tali, di sinistra e simili, hanno sdoganato Casapound affinché arrivasse tranquilla a poter esigere di stare sulle piazze, ovunque, mentre gli antifascisti subiscono repressione e insulti.

Lo sdoganamento dei gruppi di destra, così come la “tolleranza” per i vari “spariamo agli immigrati” pronunciati da sindaci, politici, ministri leghisti (vedi il viceministro Castelli e il consigliere regionale veneto Daniele Stivai e il sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, tutti armati di mitra, fucili e pistole per sparare agli immigrati come “leprotti”), ammiccamenti, istigazione, scivoloni di cui talvolta registravamo delle rivendicazioni e per altre si attribuivano all’esasperazione sempre giustificata quando qualcuno prendeva a sprangate l’immigrato di turno, avviene da anni e noi l’abbiamo sempre avvertito, monitorato e messo in relazione alle tantissime aggressioni di stampo neofascista che hanno insanguinato l’Italia negli ultimi anni.

E la caccia al “negro” checchè se ne dica ha un’impronta innanzitutto istituzionale, con le varie polizie a pestare persone di colore, con la gente forcaiola a fare esecuzioni pubbliche per il sospetto di un furto per un pacco di biscotti, ve lo ricorderete, o altri inseguiti per le vie per varie ragioni, e poi ci sono tutte le persecuzioni formato ronda, ronde leghiste, ronde dei partiti di estrema destra, ronde di cittadini “volenterosi”, ronde di cittadini dediti al linciaggio di neri, rom, così come si è visto in varie occasioni e in vari roghi ai campi nomadi, baraccati e via così. Potete rinfrescarvi la memoria con il nostro Bestiario razzista, parte prima, seconda e terza.

Ad un certo punto il fascino fascista, per dirla alla Susan Sontag, ha contagiato un po’ di gente, anche insospettabili, tutti a citare voltaire, tutti a immolarsi pur di fare parlare un neofascista, tutti a dare lezioni di libertarismo agli antifascisti che sapevano quello che stava accadendo e avvisavano tutti del fatto che la legittimazione culturale a certa gente significa legittimazione alle orrende azioni che da quella cultura sono istigate e ispirate. Ovvero, i fascisti agiscono spinti dall’idea di avere ragione, dalle tante sollecitazioni di chi non ha fatto altro che scrivere un giorno si e un giorno no che l’emergenza” stranieri, e il “pericolo” straniero, e lo straniero stupratore, e lo straniero ladro, e lo straniero sporco, e lo straniero che fa schifo, e lo straniero invasore, e lo straniero barbaro, e lo straniero da affondare, rimandare a casa, ammazzare, perchè prima gli italiani e poi gli stranieri, prima la cultura locale e poi la vendita di kebab, perché il pericolo dell’islam, e l’emergenza musulmana, e la diversità come minaccia, e il terrore del diverso, e i regolamenti comunali, e le ronde, e i Cpt, poi i Cie, e il patto con quel criminale di Gheddafi, e i tanti morti nel mediterraneo, e le ordinanze leghiste nelle varie città del nord, e potremmo continuare all’infinito.

Insomma tutti presi a curiosare tra futurismo e tatuaggi con la celtica, a chiudere gli occhi sulle mani alzate all’elezione del sindaco di roma e poi a ignorare quella faccetta nera cantata in quel di genova g8 2001 e altri mille esempi che si potrebbero fare. Tutti a invocare la democrazia, perchè di destra e sinistra non aveva più senso parlare, perchè il fascismo non esisterebbe più, perché sarebbero cose superate, e badate che sto andando a memoria di tutte le cazzate che ho letto e mi sono state dette in tutti questi anni.

E da lì a descrivere quegli straccioni degli antifascisti come gentaglia senza appeal, sfigati fermi all’anteguerra, mentre li vedì i fasci, quelli lì son proiettati verso il futuro, oramai vanno di nazirock, sono roba del terzo millennio, fanno la cinghiamattanza, son per il sociale, come mussolini, e fanno revisionismi meglio che bruno vespa. Si appropriano di miti della sinistra, li vedi a dire cose su rino gaetano, scoprono che il che guevara in fondo era uno di loro, poi citano perfino peppino impastato, che i fasci li schifava essendo lui un libertario vero. Operazioni di marketing, azioni dimostrative e a roma tutti rincoglioniti da quelle quattro cose fatte e dette, perché che vuoi che sia, son brava gente, che importa se qualcuno dice di loro che sono un po’ aggressivi.

Il filone “fascio trendy”, quello sdoganato per le adolescenti, lo reperimmo su TopGirl. Parlava di Forza Nuova, che non è bravissima in queste cose ma ci provò.

Poi ci ful’articolo di Alessandra di Pietro su Gioia che parlava di Casapound.

Il correntone che spingeva verso uno sdoganamento di quell’area partiva da quel Sansonetti che ne scrisse su L’Altro.

Poi ci fu l’Onorevole Paola Concia che si appropinquò a sdoganare l’organizzazione.

E Il Fatto Quotidiano, il giornale di Travaglio, che applaudiva Casapound.

Poi ci fu il consiglio comunale di Roma che approvò, credo all’unanimità, una mozione sul “Tempo di essere madri“, che arriva dall’area femminile di Casapound. (tempo di essere uteri)

C’è unbell’articolo ammiccante de l’Espresso, stesso gruppo editoriale de la Repubblica, che parla di Casapound. Quella repubblica che annuncia gioiosa l’elezione del figlio di Alemanno nella consulta provinciale degli studenti a partire dalla lista di Casapound.

Questa la proponiamo come risorsa ed è il file pdf con dentro un dossier sull’estrema destra a Pisa a cura di Rebeldia.

E si potrebbero contare a centinaia le occasioni in cui politici del pdl, di futuro e libertà, di altri gruppi affini, hanno appoggiato, legittimato e portato alla ribalta i casapoundini. [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12]

Così come potremmo descrivere le tante iniziative di Casapound patrocinate anche da amministrazioni di sinistra, come a Bari, con tanto di marchio del consiglio regionale pugliese. O gli appoggi a Casapound da liste come quelle dei grillini a Bolzano. Val la pena ricordare anche il voltafaccia di Capossela, perchè no.

Poi ci fu tutta la banda de Gli Altri, capeggiata ancora da Sansonetti, che divulgò e firmò un appello per lasciare la piazza al Blocco studentesco di Casapound.

L’appello diceva cose piene di poesia e parlava di libertà, la libertà per quelli di Casapound di dire quello che hanno da dire, così come la libertà per gente come Gianluca Casseri, lo stragista di Firenze, di dire quello che avrà detto e scritto in giro tra Pistoia e altri posti della toscana.

A supporto di Casapound si erano precipitati proprio in tanti, un vero cordone bipartisan, che da destra a sinistra è bene ricordare per intero, con tanto di nomi e cognomi. Iniziando da quelli di cosiddetta sinistra ai quali ora chiediamo:

- glielo andate a spiegare voi ai morti senegalesi, alle loro famiglie, alla comunità senegalese, perché siete stati così gentili con quelli di Casapound?

A chiedere la revoca del divieto a manifestare c’era TUTTA la redazione de Gli Altri e poi:

Ritanna Armeni – giornalista e scrittrice
Angela Azzaro – giornalista de Gli Altri
Massimo Bordin – direttore Radio Radicale
Andrea Colombo – giornalista e scrittore
Lanfranco Pace – giornalista La 7 e Il Foglio
Piero Sansonetti – direttore de Gli Altri
Gian Luca Minotti – scrittore
Massimo Ilardi – professore di sociologia urbana all’Università di
Camerino, direttore Gomorra
Paola Tavella – giornalista del settimanale femminile del Corriere Io Donna
Alberto Abruzzese – professore ordinario di sociologia dei processi
culturali e comunicativi presso l’Università IULM di Milano
Rita Bernardini – deputata Partito Democratico.
Paola Concia – deputata Partito Democratico
Carlo Grassi – professore Università Iuav di Venezia (nome che viene ancora riportato sul sito di Casapound ma per cui pare vi sia una smentita)

A chiedere la libertà di manifestazione per costoro c’erano anche:

1. Pietrangelo Buttafuoco – giornalista di Panorama e Il Foglio
2. Luciano Lanna – vicedirettore de Il secolo d’Italia
3. Enzo Raisi – deputato del Pdl
4. Flavia Perina – deputato del Pdl (che è anche quella che viaggia dentro le Se non ora quando)
5. Francesco Aracri – deputato del Pdl
6. Mario Borghezio – parlamentare europeo Lega Nord
7. Paola Frassinetti – vicepresidente della Commissione Cultura e
Istruzione della Camera dei Deputati
8. Cristano De Eccher – senatore del Pdl
9. Giorgio Holzmann, deputato pdl e candidato sindaco di Bolzano
10. Ugo Maria Tassinari – saggista
11. Annalisa Terranova – giornalista de Il secolo d’Italia
12. Annamaria Gravino – giornalista de Il secolo d’Italia
13. Massimo Malpica – giornalista de Il Giornale
14. Mia Grassi – giornalista
15. Vitaldo Conte – critico d’arte
16. Carlo Gambescia – Saggista ed economista
17. Adriano Scianca – giornalista de Il secolo d’Italia
18. Raffaele Morani – giornalista
19. Daniele Petraroli – giornalista
20. Corrado Delfini – pittore
21. Antonio Pannullo – giornalista del Secolo d’Italia
22. Antonio Rapisarda – giornalista di FareFuturo webmagazine
23. Gabriele Adinolfi – Noreporter
24. Federico Brusadelli – giornalista di FareFuturo webmagazine
25. Marco Guerra – Ufficio Stampa Ministero Ambiente
26. Giovanni Damiano – scrittore
27. Domenico di Tullio – scrittore
28. Alfio Krancic – vignettista de Il Giornale
29. Maurizio Murelli – società editrice barbarossa
30. Augusto Grandi – giornalista de Il Sole 24 ore
31. Federico Zamboni – giornalista
32. Marco Battarra – Ritter Edizioni
33. Alberto Manca – Ritter Edizioni
34. Andrea Benzi – giornalista
35. Vito Orlando – caporedattore Ufficio stampa Regione Sicilia
36. Antonio Lodetti – giornalista de il Giornale
37. Adolfo Spezzaferro, giornalista de la Discussione
38. Giorgio Ballario, giornalista La Stampa
39. Fernando M. Adonia – redazione cataniapolitica.it
40. Roberto Alfatti Appetiti – giornalista
41. Maria Rosaria Nappa – pittrice
42. Miro Renzaglia – poeta e scrittore
43. Paolo Corsini – giornalista Rai
44. Luca Maurelli – scrittore e giornalista
45. Roberta Di Casimirro – regista
46. Gianfranco de Turris – scrittore e giornalista
47. Daniele Lazzeri – centro studi ‘Vox Populi’
48. Monica Mainardi – giornalista di “Chi”
49. Enzo Cirillo – direttore E-Polis
50. Giandomenico Casalino, scrittore e saggista
51. Luciano Zippi – Editore di viaroma100.net
52 – Stefano Pantini – www.lamoscabianca.eu
53 – Sandro Solinas – scrittore
54 – Vincenzo Maida – giornalista
55 – Alfonso Rossetti – vice presidente del consiglio Muncipio Roma VII (PdL)
56 – Alberto Lombardo – Presidente Centro Studi La Runa
57 – Paolo Caioli – Noreporter.org
58 – Andrea Lignani Marchesani – Consigliere Regionale Umbria PDL
59 – Matteo Mascia – Giornalista collaboratore de Il Secolo d’Italia
60 – Mario Michele Merlino – poeta e autore teatrale
61 – Antonella Serafini – censurati.it
62 – Enzo Cipriano – editore Settimo Sigillo
63 – Alexandra Javarone – giornalista
64 – Tonio Pino – Assessore Comune Novoli
65 – Domenico Naso – giornalista
66 – Ulderico Nisticò – scrittore
67 – Luigi Songa – Assessore Comune Omegna
68 – Marco Valle – giornalista
69 – Cecilia Moretti – giornalista ffwebmagazine
70 – Teresa Alquati – collaboratrice del quotidiano Linea
71 – Filippo De Ferrari – giornalista CronacaQui
72 – Ninni Dimichino – editore “L’Arco e la Corte”
73 – Francobaldo Chiocci – giornalista
74 – Christian Continelli – consigliere comunale PDL Ostuni
75 – Ugo Cassone – consigliere comunale PDL Roma
76 – Luca Gramazio – consigliere comunale PDL Roma
77 – Barbara Ricciuti – giornalista, portavoce assessore istruzione,
formazione e lavoro Regione Veneto
78 – Michele De Feudis – Giornalista di E polis
79 – Alessandro D’Agostini – artista
80 – Fernando Crociani Baglioni – presidente del centro studi Patria e libertà
81 – Maurizio Pio Rocchi – artista
82 – Roberto De Lorenxo Meo – artista
83 – Ema Omega – artista
84 – Maurizio Messina- giornalista
85 – Amedeo Renzulli, scrittore
86 – Francesco Filippo Marotta – editore consulente Editoriale
87 – Luca Loseto – artista
88 – Associazione Progetto Zero
89 – Raffaele Zanon – direzione nazionale Pdl
90 – Fabrizio Fabbri – giornalista free lance
91 – Luca Roseto – pittore
92 – Blokulla – musicista
93 – Cesare Ferri – scrittore
94 – Riccardo Ghezzi Antonioli – giornalista
95 – Eva Fontana Castelli – storica e saggista
96 – Pietro Cappellari – ricercatore storico
97 – Sandro Consolato – saggista, direttore de La Cittadella

Continueremo a documentare su questa materia perché è fondamentale capire quanto l’estrema destra, in realtà, non esiste da sola ma è supportata da tante brave persone.

Continueremo a ricordare tutto a partire dall’intervista dell’Annunziata e Radiorock al presidente o coordinatore nazionale di Casapound, non so come definirlo.

tratto da http://femminismo-a-sud.noblogs.org

16 dicembre 2011

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Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 15:39

Cercate i complici? Eccoli

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compliciIn questi giorni abbiamo volutamente evitato di commentare la strage di Firenze, ogni frase che provavamo a buttare giù finiva col suonarci fastidiosamente retorica e poi comunque non avremmo aggiunto nulla a quanto già scritto anche efficacemente altrove. Così non ci siamo neanche accodati al coro di chi adesso chiede che Casapound venga messa fuori legge, e questo per due semplici ragioni. La prima è che aspettarsi che lo Stato sciolga l’organizzazione messa in piedi da Iannone e soci significa non averne capito la natura, i legami e la funzione, oltre che ignorare cosa sia lo Stato, a che cosa serva e quali interessi rappresenti. Per farsi un’idea di quello di cui stiamo parlando basterebbe leggersi il dossier dei rapporti tra Casapound Pistoia e la Questura (leggi). La seconda ragione è che questo è un compito che spetta solo e soltanto al movimento di classe e a cui, piaccia o non piaccia, non si può supplire nè con i proclami velleitari nè con gli appelli su facebook. Leggiamo però, sui giornali di oggi, che si starebbe valutando l’esistenza di eventuali complici “non solo sotto il profilo materiale ma anche in forma di concorso morale, sotto il profilo di eventuale istigazione o agevolazione dei reati stessi” e su questo, se permettete, due parole invece le spendiamo. Perchè di complici morali di Casapound e dunque del suo militante omicida ce ne sono eccome e li conosciamo tutti. Ci riferiamo all’ex Sindaco di Roma, Walter Veltroni, che con spirito bipartisan ha accettato di equiparare l’occupazione dello stabile di Via Napoleone III° con le occupazioni dei movimenti di lotta per la casa avviando l’iter per l’assegnazione del palazzo. Ci riferiamo all’attuale Sindaco Alemanno che, oltre ad assumere nelle municipalizzate diversi di questi signori, ha portato a termine a suon di milioni di euro il percorso iniziato dal suo predecessore. Ci riferiamo a tutti quei deputati, assessori e consiglieri del centrodestra sempre pronti a garantire loro l’accesso privilegiato ai bandi pubblici, a fornirgli copertura istituzionale e a firmare comunicati di solidarietà. Ci riferiamo a quella sinistra radical chic che in questi anni ha trovato tremendamente à la page cinguettare coi fascisti del terzo millennio prestandosi così alla loro legittimazione. Pensiamo a Sansonetti, alla Concia, a Telese, a Morucci e a tutti quelli che hanno provato a spiegarci che in politica non ci sono più nemici ma, al massimo, avversari. A quelli che sono andati a presentare libri o a partecipare a dibattiti. Per non parlare poi di quei sinistrati che in nome di un astratta quanto assurda concezione della democrazia sono arrivati a firmare appelli perchè venisse garantita ai fascisti la libertà di manifestare. Ritanna Armeni, Angela Azzaro,  Massimo Bordin, Andrea Colombo,  Lanfranco Pace,  Gian Luca Minotti, Massimo Ilardi,  Paola Tavella, Alberto Abruzzese, Rita Bernardini, Carlo Grassi, Guido Allegrezza. Sicuramente ce ne dimentichiamo qualcuno, ma se cercate i complici cominciate da questi.

Vedi anche: Evoluzione di stampo neonazista

tratto da http://www.militant-blog.org

15 dicembre 2011

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Comunità senegalese contro Casapound

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casa_pound_not_in_my_townROMA - Un corteo spontaneo di qualche centinaio di lavoratori migranti senegalesi ha gridato nella capitale "Stop al razzismo" solidarizzato con i connazionali uccisi da un estremista di destra appartenente a CasaPound.

Il corteo ha visto momenti di tensione quando è arrivato nei pressi di via Napoleone III nei pressi della sede di CasaPound. A quel punto c'è stato un tentativo di raggiungere la sede fascista, ma come accade solitamente in questi casi, la sede  di Iannone e compagnia era difesa dalla polizia, che con una carica ha impedito agli antirazzisti di raggiungere la sede.

L'associazione di estrema destra in cui militava il killer di Firenze è stata riconosciuta dalla comunita senegalese come conresponsabile degli omicidi e nel capoluogo toscano ha chiesto esplicitamente la chiusura delle sedi locali.

Infatti, nonostante i tentativi di dissociarsi dall'assassino, continuano ad uscire elementi che legano in modo stringente Casseri all'associazione di estrema destra, come la sua presenza a tutte le sedute che vedevano coinvolti in un processo antifascisti toscani e CasaPound Pistoia.

Per questo sabato a Firenze la comunità senegalese ha indetto una manifestazione per ricordare i due migranti uccisi da Gianluca Casseri e per solidarietà nei confronti dei tre feriti  del 13 dicembre. I due uccisi si chiamavano Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni. I feriti sono invece Sougou Mor (32 anni) colpito nel pomeriggio in Piazza del Mercato Centrale insieme al connazionale Mbenghe Cheike (42) e Moustapha Dieng (37).

Per Samb e Modou e contro ogni razzismo è giusto scendere in piazza Sabato.

tratto da www.infoaut.org

15 dicembre 2011

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15 dicembre 1969: la morte di Pinelli

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pinelliGiuseppe (Pino) Pinelli nacque il 21 ottobre del 1928. Terminate le scuole elementari, Pinelli dovette andare a lavorare, prima come garzone, poi come magazziniere. L''inizio della sua militanza politica risale al periodo della Resistenza: fu giovane staffetta partigiana.

Il 12 dicembre 1969 a Milano nella sede della banca nazionale dell'agricoltura in piazza Fontana, alle 16,37, scoppiò una bomba che causò la morte di 16 persone e il ferimento di altre 88. Nella stessa ora a Roma scoppiarono altre bombe. Infine, nella banca Commerciale di Milano venne trovata una borsa contenente una bomba che venne fatta esplodere in tutta fretta, eliminando una prova preziosa per le indagini.

Immediatamente, a dimostrazione di un disegno già preordinato, le indagini, pur senza alcun indizio, seguirono la pista anarchica. Il commissario Luigi Calabresi, già alle 19,30 (3 ore dopo la strage), fermò alcuni anarchici davanti al circolo di via Scaldasole.

Nella notte del 12/12/1969 vennero illegalmente fermate circa 84 persone, tra cui Giuseppe Pinelli.

La sera del 15, dopo 3 giorni di continui interrogatori, Giuseppe Pinelli morì volando dal 4° piano della questura.

Subito la polizia, per bocca del questore Marcello Guida (nel 1942 uomo di fiducia di Benito Mussolini e direttore del confino politico di Ventotene), comunicò che Pinelli si era buttato di sotto perchè "l'alibi era crollato".

Qualche giorno dopo si scoprì che a mezzanotte meno due secondi (2 minuti prima della caduta di Pinelli) venne chiamata un'autoambulanza. Inoltre, la stanza dell'interrogatorio, larga 3,56x4,40 metri e contenente vari armadi e scrivania e la presenza di 6 persone, rendeva impossibile uno scatto di Pinelli verso la finestra. La stranezza fu che la finestra fosse aperta, trattandosi di dicembre e di notte. Pinelli cadde scivolando lungo i cornicioni. Non si dette quindi nessuno slancio; cadde senza un grido e senza portare le mani a protezione della testa, come se fosse già inanimato.

Tutti questi elementi raccolti in una controinchiesta portata avanti dai compagni e dalle compagne portarono poi alla luce la verità, e cioè che Pinelli fu assasinato.

"Noi accusiamo la polizia di essere responsabile della morte di Giuseppe Pinelli, arrestato violando per ben due volte gli stessi regolamenti del codice fascista. Accusiamo il questore e i dirigenti della polizia di Milano di aver dichiarato alla stampa che il suicidio di Pinelli era la prova della sua colpevolezza, e di aver volontariamente nascosto il suo alibi dichiarando che "era caduto". Gli stessi inquisitori hanno dichiarato di non aver redatto alcun verbale edi interrogatorio di Pinelli, pertanto ogni eventuale verbale che venisse in seguito tirato fuori è da considerarsi falso. Accusiamo la polizia italiana di aver deliberatamente impedito che l'inchiesta si svolgesse sotto il controllo di un magistrato con la partecipazione degli avvocati della difesa."

(da un comunicato del USI)

tratto da www.infoaut.org

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Da Subiaco a Roma: il 7 gennaio sfilano i fascisti

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Nel comune dell'alto Lazio la scorsa estate si è tenuto il raduno della destra radicale italiana che ha dato vita al "senato nero" dei gruppi neofascisti, pronti a sfilare il 7 gennaio prossimo nella Capitale. Tra loro anche esponenti di Avanguardia Nazionale o Terza Posizione, alcuni di questi protagonisti di alcune delle pagine più buie del nostro paese

fascistiL’adunata neofascista per dare vita ad un “senato nero” si è celebrata a fine luglio a Subiaco, a circa un ora di macchina da Roma. Qui nell’alto Lazio si è svolto il primo “Forum della Solidarietà Sociale”, una tre giorni sponsorizzata da alcuni vecchi militanti della destra radicale italiana in cui i gruppuscoli neofascisti, da sempre internamente competitivi e rissosi, si sono ritrovati dopo diversi anni a parlare assieme. Presenti tra gli altri, con i loro leader nazionali, le due maggiori organizzazioni del neofascismo italiano: Casa PoundItalia e Forza Nuova.

Il campeggio estivo non è stato solo un episodio, ma ha dato il via ad un nuovo spazio di discussione nell’estrema destra, un percorso che riannoda i fili del confronto non solo tra i gruppi organizzati, ma anche tra la diverse generazioni, dando vita ad un “senato nero” dove siedono vecchi saggi e nuovi dirigenti delle formazioni neofasciste.

Il “senato nero” si è insediato nella storica sede dell’Msi di via Acca Larentia che, nella diaspora a destra del partito di Almirante, non è stata presa da nessun gruppo o partitino, rimanendo luogo neutro e di confronto. Acca Larentia è uno degli spazi sacri del neofascismo italiano: il 7 gennaio del 1978, davanti la sede, furono assassinati due militanti missini, a cui seguirono violentissimi scontri con la polizia che causarono la morte di un terzo giovane. Ma chi sono i vecchi “senatori” di Acca Larentia? Assieme ai dirigenti di Casa Pound e Forza Nuova siedono molti personaggi storici del neo fascismo italiano, provenienti da Avanguardia Nazionale o Terza Posizione, alcuni di questi protagonisti di alcune delle pagine più buie del nostro paese.

A presiedere le riunioni c’è Serafino Di Luia, numero due di Avanguardia Nazionale e braccio destro di Stefano Delle Chiaie, tra i fondatori dell’organizzazione nazi-maoista Lotta di Popolo e, nel 1968, del circolo anarchico XXII marzo insieme a Mario Merlino; con lui anche il fratello Bruno, ex Avanguardia Nazionale e coinvolto in diversi episodi di violenza politica. C’è poi Stefano Caponetti, citato negli atti della commissione stragi perché nel suo appartamento si sarebbero svolte le riunioni per la ricostruzione di Avanguardia Nazionale dopo lo scioglimento, ed ora responsabile del gruppo Generazione L, associazione che ha incontrato Gianni Alemanno pochi mesi fa nell’ambito del dibattito pubblico “Movimenti per Roma Capitale”, promosso dal Popolo di Roma.

A comporre la truppa di Avanguardia Nazionale concorrono Vincenzo Nardulli, Luciano Paulon e Mimmo Magnetta, ex responsabile della struttura clandestina di Avanguardia Nazionale in Italia nonché capo delle “Guardie Runiche”, il corpo scelto di AN, che fu arrestato nell’81 insieme a Massimo Carminati (il famoso “Nero” della Banda della Magliana) per una serie di rapine, poi nuovamente fermato nel 2000 nell’ambito dell’inchiesta sull’esecuzione misteriosa del giovane militante di estrema destra milanese Alessandro Alvarez.

Da Terza Posizione provengono Cesare Massimo Ruggeri e Gabriele Adinolfi, indagato per la strage di Bologna, condannato per banda armata, rientrato in Italia ad avvenuta prescrizione nel 2000 dopo una lunga latitanza in Francia, attualmente ideologo ed ispiratore di Casa Pound, nonché curatore del portale internet noreporter.org. Dulcis in fundo troviamo Claudio Monacelli, ex paracaduista, fedelissimo del principe Junio Valerio Borghese, che nel dicembre 1970 partecipa al fallito golpe organizzato da quest’ultimo.

Per ora il Comitato sta “solo” organizzando per il 7 gennaio, anniversario della strage di Acca Larentia, un corteo nazionale che veda unita tutta la destra radicale italiana al di là delle diverse collocazioni organizzative. Viene da chiedersi: cosa ci facciano i “fascisti del terzo millennio” di Casa Pound? Che hanno provato a rompere (a parole) con il neofascismo stragista e colluso con lo stato, e di chiudere con il “reducismo” e il “minoritarismo” della destra radicale abbracciando l’alleanza con il Pdl e il populismo anticonformista e antiparlamentare rappresentato da Berlusconi. Cambiale prontamente ripagata dal Cavaliere, con la rottura della vecchia pregiudiziale antifascista di origine costituzionale. Probabilmente, il nero esprime diverse sfumature, ma sempre nero rimane.

In questo scenario non sorprende l’ammiccamento del sindaco Pdl Gianni Alemanno verso Casa Pound: alle ultime elezioni comunali la formazione neofascista ha dato esplicita indicazione di voto per alcuni candidati del Pdl. La giunta ha ricambiato il favore patrocinando con il logo del Comune di Roma diverse iniziative dell’associazione e acquistando, tramite una permuta di immobili pubblici per il valore di 13,5 milioni di euro, lo stabile occupato di via Napoleone III, sede nazionale dell’organizzazione.

Valerio Renzi

tratto da http://www.ilfattoquotidiano.it

9 dicembre 2011

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