Perché Solvay non porge mai le sue scuse?

I pesci trovati morti alle spiagge bianche hanno riacceso le polemiche sugli scarichi Solvay. A questo giro la causa è stata una concentrazione di ammoniaca nei pressi del "fosso bianco" Solvay, ma nessuno potrà mai essere certo delle cause perchè ancora una volta le istituzioni sono andate in soccorso alla multinazionale: non è possibile fare analisi perchè i pesci sono stati "conservati male"

La vecchia fabbrica di Rosignano che ha creato i Caraibi chimici e continua a scaricare in mare sostanze nocive ammesse dalle normative a cui aggiunge fuoriuscite occasionali a causa di cattivi funzionamenti o errori di gestione degli impianti, comunque, non chiede mai scusa. Le scuse mai pronunciate sono una piccola omissione, a cui nessuno sembra far caso, indicativa però di un grande potere che indica quale sia il vero rapporto di forza che ancora detiene questa fabbrica aristocratica belga. Vale la pena ricordare che esiste sempre un’aristocrazia belga con tanto di titoli nobiliari a comando del gruppo che guadagna grazie al consumo di territorio e allo sfruttamento di tante persone che per vivere sono disposte a morire. Non è un gioco di parole né una contraddizione ma la semplice realtà locale dove la fabbrica ha portato quella ricchezza che ha tolto tante persone dai campi e dalla povertà fino ad un certo punto però, quando da svolgere un ruolo di emancipazione fondato comunque sul duro lavoro e anche sulla sofferenza dei lavoratori si è trovata ad essere un distruttore di risorse preziose e vitali come il mare e tutto ciò che è collegato con l’attività estrattiva: il sistema idrico dei fiumi e la realtà delle cave. Vale la pena ricordare che Solvay prima che fabbrica chimica è estrattiva.

Il clamore mediatico nei confronti dei Caraibi chimici si è consumato puntualmente per tutta l’estate a livello nazionale oltreché locale dove alla fine il copia incolla ha dimostrato il livello giornalistico italiano. Solvay sta aggiungendo altre sostanze nocive ad un mare, Il Mediterraneo, già saturo e malato di sostanze e di plastiche che avvelenano la vita di tutti. L’attualità è questa ed è riscontrabile negli studi pubblicati dai soggetti riconosciuti e deputati a farlo, ma nessuno ne vuole parlare preferendo limitare ai Caraibi chimici lo scempio, che c’è, ma inserito in un sistema costiero regionale completamente alterato.

Anziché riportare la realtà della situazione e di lanciare gridi di allarme concreti magari con idee riguardanti il futuro e le bonifiche, si relega l’inquinamento ad un’area dove si vede bianco volendo affermare l’equazione bianco uguale inquinamento, mentre al contrario il resto sarebbe vivibile. PURTROPPO NON E’ COSI’, lo scriviamo a caratteri cubitali. Non è così anche se il disastro ambientale è stato fatto irrimediabilmente, perché le emissioni consentite dalle norme sono espresse in percentuali e non in volumi o pesi definiti, quindi se un flusso di scarico è elevato la quantità scaricata è elevata e nessuno sa se l’ambiente circostante può permettersi di riceverlo e tollerarlo. Il famoso bioaccumulo è una chimera su cui invece sarebbe anche l’ora che chi di dovere iniziasse a lavorarci mentre la vita rosignanese e in ogni altro territorio scorre come in un Truman Show dove il sistema mediatico aiuta a conservare le cose creando solo indignazione e mai inchieste che servano veramente a cambiare lo stato delle cose.

Per questo la fabbrica non si scusa mai e nessuno mai ne chiede pubblicamente le scuse.

Le istituzioni locali se vogliono rompere la tradizione di completa prostrazione dovrebbero spingere per far pubblicare nuove norme di tutela ambientale partendo proprio dalla insostenibilità del bioaccumulo e fare rete con tutti gli enti locali almeno della Toscana. Altrimenti passerà il concetto che essendo il luogo fortemente compromesso vale la pena stabilire uno dei vari rigassificatori che il piano strategico energetico nazionale SEN prevede per l’Italia. Nel caso Edison le cui obbligazioni sono state acquistate dal quantitative easing può permettersi di costruirlo e grazie al sostegno alla eventuale mancata vendita del gas garantita dallo Stato lo manterrà in esercizio. La mancata vendita coperta fino al 75% dallo Stato è finanziata direttamente dalle bollette energetiche delle famiglie alla voce stranded costs ossia costi costanti[1]. Quindi si chiude un cerchio perfetto che il mainstream nazionale non si sogna neanche di ipotizzare per poi indagare e raccontare. E anche quando i media informano c’è sempre qualcuno che va in soccorso a Solvay, come l’ultima storia delle “analisi impossibili” dimostra.

In fondo perché scusarsi se la popolazione accetta?

per Senza Soste, Jack RR

[1]Favolosi questi risvolti davvero illuminanti molto significativi per capire come potrebbe andare a finire: http://www.themeditelegraph.com/it/markets/oil-and-energy/2017/08/06/piu-sovvenzioni-pubbliche-rigassificatore-olt-caso-jSF9aH5h4A6BBSnFXwK48M/index.html

Moria di pesci alle Spiagge bianche, analisi con beffa

http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2017/09/08/news/pesci-spiaggiati-analisi-con-beffa-1.15821645

MD ha inoltrato un esposto denuncia contro Solvay al Procuratore della Repubblica per la moria di pesci

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