Uno degli effetti collaterali del caso Fastweb-'ndrangheta è rappresentato dalla scoperta che Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, i Bonnie & Clyde del fascismo romano degli anni '70, lavorano per il comitato elettorale di Emma Bonino.Era stata infatti una intercettazione telefonica a rivelare il rapporto tra Gennaro Mokbel, fascista implicato nel caso Fastweb-'ndrangheta, Mambro e Fioravanti. Mokbel al telefono affermava infatti di aver dovuto tirar fuori "un milione e quattrocento mila euro" per la libertà di Francesca Mambro.
Interrogato dal Manifesto su questo fatto, Giusva Fioravanti ha (ovviamente) negato di conoscere Mokbel se non in modo episodico. Ed ha raccontato di lavorare per la campagna elettorale di Emma Bonino. Qualcuno sostiene con un ruolo marginale eppure le dichiarazioni pubbliche di Fioravanti in favore della Bonino non sono mancate. Del resto Giusva è un testimonial che conta nella Roma di destra. E Emma Bonino, candidata neoliberista, i voti li prende da qualsiasi parte provengano.
Il Pdci, probabilmente guardando alle reazioni dell'elettorato, ha emesso una nota di protesta.
Che è la classica nota alla Pdci. Tanta retorica e richieste che non spaventano nessuno. Infatti non è stata chiesta la rimozione dei due dal comitato elettorale della Bonino. Nè tantomeno, visto poi che siamo in campagna elettorale, è stato cercato un approfondimento del rapporto tra Mokbel, Fioravanti e Mambro. E così dopo l'accettazione dei Cie, delle privatizzazioni e degli impianti inquinanti in Toscana, la federazione della sinistra nel Lazio appoggia un candidato ultraliberista che oltretutto ha nel proprio staff gente di "prim'ordine".
Come svolta per risalire dal disastro della sinistra radicale del 2008, niente male davvero.
(red) 27 febbraio 2010
ps. Sui rapporti tra Bonino, Mambro e Fioravanti
http://comunistaquotidiano.
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