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Il Popolo dell’Acqua Pubblica manifesta: “La Res-Pubblica Siamo Noi”

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L’ormai ribattezzato “Popolo dell’Acqua Pubblica” è sceso in piazza ieri, 2 giugno, per ribadire con forza alle istituzioni, alle autorità preposte al controllo del servizio idrico ed alle stesse società che ne determinano le scelte, la volontà di far rispettare il volere popolare espresso nel referendum del 12 e 13 giugno scorso.

Acqua_manifestazione_2_giugnoE’ passato quasi un anno esatto dalla vittoria referendaria che ha visto più di 27 milioni di italiani recarsi alle urne per dire, con estrema chiarezza e decisione, i propri 2 “Si” all’abrogazione delle leggi che riguardavano rispettivamente:

- uno, le politiche lucrative delle società idriche che, con l’ormai famoso 7% di “remunerazione del capitale investito” che trovavamo in bolletta, effettuavano una vera e propria speculazione privata a discapito del capitale pubblico,

- due, alla possibilità delle amministrazione comunali e regionali di privatizzare fino al 40% di tutte le società pubbliche che riguardavano i cosiddetti “Beni Comuni” come, appunto, le società che gestiscono il servizio idrico, il ciclo del trattamento dei rifiuti, il trasporto pubblico locale e molti altri.

Intanto, alla cittadinanza, non è ancora stato riconosciuto il volere popolare espresso nel referendum e questi si sono dovuti organizzare come potevano (anche con buoni risultati!) con una campagna di “Obbedienza Civile”, dove da semplici cittadini, si espongono direttamente ad una auto-riduzione della bolletta dell’acqua.

E così, dopo l’ultima manifestazione nazionale del novembre scorso, il “Popolo dell’Acqua Pubblica” è sceso di nuovo in strada, nelle piazze, per le vie del centro della capitale romana in un giorno importante come quello di ieri, festa nazionale in ricordo di un’altra fondamentale giornata referendaria, quella del 2 giugno 1946, data in cui si costituiva la Repubblica Italiana.

In molti (istituzioni, partiti politici, sindacati ed anche semplici cittadini) avevano criticato la scelta di questa data, ed ancora di più, dopo gli ultimi tragici avvenimenti legati al terremoto in Emilia.

Ma il “Popolo dell’Acqua Pubblica” non si è lasciato traviare, convincere, depistare da questi squallidi giochi comunicativi (eccellente espressione dell’attuale politica italiana!) e, forse con ancora più convinzione, ha chiamato a raccolta tutti i comitati per l’AcquaBeneComune, i sindacati di base (Cobas, USB), le associazioni (Arci, Libera, Inquilini) e tanti altri movimenti di lotta sparsi in tutta Italia (No Tav, Stop Enel, No DalMolin), ma soprattutto la cittadinanza.

Tutti hanno risposto ed, intorno alle 15:30 da P.zza della Repubblica, il corteo a mossi i primi passi verso P.zza San Giovanni, contando più di 25 mila persone. Tante, tantissimi!

Dietro al retorico striscione di apertura “La Res-Pubblica Siamo Noi!”, il solito fiume di gente che vive questo movimento: grandi, piccoli, uomini e donne, famiglie intere con la proverbiale vivacità di chi veramente vuole “sfilare” divertendosi in un giorno di festa. Una marea “blu” come le loro bandiere (appunto, colore simbolo dell’acqua), bande musicali e ballerini, cartelli e striscioni impossibili da contare, ma soprattutto tanta, tanta voglia di dimostrare con la presenza e con i fatti lo slogan della manifestazione.

Si, perché dietro alla retorica espressa verso le istituzioni (tutte o quasi!), complici di aver tradito ad un anno di distanza il volere referendario, vi era anche la voglia di dimostrare concretezza, compattezza e volontà.

La concretezza dimostrata dal gran numero di presenze scese in piazza proprio nel giorno in cui si festeggiava la nascita della Repubblica Italiana e che, invece di spendere inutili milioni di euro per una “odiosa” parata militare snobbata dall’intero paese, il “Popolo dell’Acqua Pubblica” ha fatto vedere che si poteva comunque manifestare “sobriamente” armati solamente di colini per la pasta in testa e pistole giocattolo ad acqua (chiaramente pubblica!) nelle mani.

La compattezza dimostrata verso chi diceva che si doveva rispettare in rigoroso silenzio il dolore che stanno provando in questi giorni le popolazioni dell’Emilia perché, ieri in piazza, quello stesso popolo dell’Emilia devastata, c’era!

Da Ferrara a Bologna, da Parma a Reggio Emilia (senza dimenticare i comitati arrivati anche da L’Aquila e da tutto l’Abruzzo), quello stesso popolo che, se pur con notevoli difficoltà, ieri non è voluto mancare ed anzi, chi era presente, si è fatto portavoce della denuncia fatta dalla popolazione emiliana nei confronti di chi ha “abusato” della cementificazione selvaggia di quelle zone in questi ultimi anni, deturpando e danneggiando irrimediabilmente l’intero territorio e che ora piange, con lacrime di coccodrillo, i morti che loro stessi hanno sulla coscienza.

Infine, la volontà di salvaguardare il Bene Pubblico, il Bene Comune che è costantemente in pericolo.

Basti pensare allo stesso sindaco fascista Alemanno a Roma, che si appresta a vendere ai privati l’ATAC (l’azienda del trasporto pubblico romano), ma lo stesso lo si può vedere anche riflesso nella politica locale livornese che, con il sindaco Cosimi in prima fila (lui non è fascista, ma agisce comunque tale!), sta cercando in tutte le maniere di privatizzare l’ATL, così come fece già in tempi non sospetti con l’ASA.

Quindi, il “Popolo dell’Acqua Pubblica”, ieri è sceso in piazza anche per questo. Per dire a chi dovrebbe comandarci (!?) che il movimento non si è fermato, non si è addormentato, ma è vivo e vigile e vuole farsi sentire e vedere bene, compatto e forte.

Vuole mandare il messaggio che è “vicino” a tutti coloro che lottano per i Beni Comuni come l’acqua, i rifiuti, il trasporto pubblico, la scuola, la cultura, la salvaguardia del territorio e la drastica riduzione delle spese militari.

Ma soprattutto, che è “contro” questa classe politica fatta di palazzinari e truffatori e questo governo tecno-cratico pieno di banchieri e speculatori finanziari, “contro” questi impresentabili soggetti che ci stanno togliendo tutto, partendo dagli stipendi e dal lavoro, passando per i Beni Comuni e Pubblici, finendo con la presunzione anche di volerci togliere “la Nostra Res-Pubblica”!

Per Senza Soste, Licio Delle Colline

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