In migliaia entrano nel centro storico a rimuovere le macerie con le carriole nonostante il boicottaggio del sindaco. La città si sta scuotendo dallo shock e la favola berlusconiana comincia a svanire
E’ stata sicuramente una bella lezione di forza e di civiltà! Migliaia di cittadine e cittadini aquilani hanno risposto questa mattina all’appello lanciato dai comitati cittadini per rimuovere le macerie dal centro storico, nonostante l’ennesimo atto ostile del sindaco dell’Aquila che si è rifiutato di firmare l’ordinanza che avrebbe permesso l’accesso al centro storico.Ad undici mesi dal sisma dello scorso 6 aprile le macerie ancora ingombrano tutte le strade e le piazze della città dell’Aquila e di tutti i paesi del “cratere”, non essendo stato fatto assolutamente nulla dalla protezione Civile prima e dalle amministrazioni locali poi per la loro rimozione.
Muniti di pale, secchi e decine di carriole, gli oltre tremila manifestanti hanno lavorato per ore nella centrale Piazza Palazzo, sede del Municipio e uno dei principali luoghi d’incontro del centro prima del terremoto – soprattutto per i più giovani.
Una attenta opera di selezione delle macerie è stata effettuata anche grazie al contributo attivo di tanti giovani tecnici ed esperti.
Attraverso una duplice catena umana centinaia di secchi carichi di carta, vetro, plastica, legno, mattoni e pietre, sono stati trasportati da Piazza Palazzo fino alla Piazza del Duomo; da qui è partito poi il corteo di cariole cariche solo di terriccio che, provocatoriamente, è stato scaricato davanti alla sede della Giunta regionale il cui presidente è commissario straordinario alla ricostruzione dallo scorso 1 febbraio.
La determinazione dei cittadini e delle cittadine è parsa chiara fin dall’inizio della manifestazione, quando è stato oltrepassato con forza lo sbarramento delle transenne e delle forze dell’ordine che avrebbero voluto far entrare nella zona rossa solo un piccolo gruppo di manifestanti.
Con la stessa determinazione si continuerà nelle prossime settimane il lavoro iniziato domenica mattina, fino a quando non sarà verata l’ordinanza per la rimozione delle macerie, premessa importante per poter pensare alla ricostruzione della nostra città.
Stefano Frezza
tratto da www.ilmegafonoquotidiano.it
28 febbraio 2010
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