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Roma, studenti vs Alemanno. Cariche a Tiburtina

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polizia_roma_studenti_nov_11Tra oggi e domani, in molte città, le strade torneranno ad essere occupate dagli studenti e dalle studentesse delle scuole e delle università, sancendo il passaggio successivo per la mobilitazione autunnale contro la crisi e l'austerity dopo l'appuntamento delle scuole superiori del 7 ottobre, dopo il 15 ottobre romano. Roma è lo spazio metropolitano verso il quale tutt* stanno – volenti e nolenti - guardando per questo 3 novembre, perchè il teatro dello scontro tra l'ordinanza dei divieti del sindaco Alemanno e la determinazione studentesca di tornare per le strade. Il primo cittadino romano, utilizzando strumentalmente il caos mediatico costruito dalla rivolta di piazza San Giovanni del #15oct, vuole imporre la 'sua zona rossa' per il centro città, nel tentativo di limitare e comandare gli spazi di libertà e movimento per i cortei metropolitani, per schiacciare e domare le piazze dell'indignazione. Esercizi di tecnocrazia che però sbattono contro l'intelligenza soprattutto studentesca di non compiere alcun passo indietro, di non ridimensionare in nessun modo l'ambizione di imporre il conflitto tra un 99% che pretende libertà, movimento, parola e partecipazione, contro un 1% che invece prescrive autorità, divieto, silenzio, pace sociale. 

La giornata romana è iniziata nel segno dell'intimidazione, della minaccia contro studenti e studentesse. Polizia, carabinieri, camionette disposte per le strade, per impedire la direzione 'centro città', ma anche appostamenti attorno alle 'scuole calde' – così definite dalla stampa mainstream – forti dell'esperienza collettiva e della ricchezza dei collettivi autorganizzati. Davanti ed attorno il Virgilio ed il Mamiani le forze dell'ordine hanno presidiato fin dalla mattina presto. Ma il corteo, alle 8:30, dal liceo Virgilio di via Giulio, è partito! Di fatto violando violando il divieto imposto dal sindaco di Roma! Sul ponte di Castel Sant'Angelo gli studenti hanno marciato e bloccato corso Vittorio Emanuele, con il cordone dei book bloc alla testa. Uno studente del Mamiani è stato fermato ed identificato dalla polizia, poi rilasciato nel corso della mattinata. Da oltre venti licei romani i giovani si sono mossi, alla spicciolata, a piedi, e lo stesso hanno fatto dalle università; il concentramento indicato era piazzale Tiburtino, dove diverse centinaia di persone si sono ritrovate, contestando i divieti del sindaco, tornando a gridare 'Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città!'.

Nervosismo poliziesco vs determinazione studentesca. Gli studenti hanno dapprima bloccato gli autobus di fronte alla stazione ferrovieri Tiburtina, provando poi a muoversi ed a infrangere il cordone delle forze dell'ordine, che hanno distribuito una prima raffica di manganellate. I manifestanti hanno rotto l'impasse del blocco imposto a Tiburtina facendo irruzione nel cantiere della nuova stazione, aprendo le reti di metallo, quindi scavalcandole, superandole. La polizia ha inseguito i giovani, nel tentativo di bloccare l'ingresso nell'area cantieristica, trovandosi nella situazione di dover fare i conti non solamente con coloro che sono riusciti ad entrare ma anche con gli studenti fuori, impegnati a rompere le inferriate per ricongiungersi ai compagni. Lo spazio sottostante il ponte della tangenziale, affianco alla stazione Tiburtina, è stato il luogo della battaglia, con polizia e carabinieri che sono tornati a caricare studenti e studentesse.

Giovani che non si sono lasciati intimidire dall'ordine vietante, così come dallo schieramento di forze dell'ordine disposto per 'proteggere' il centro dall'irruzione studentesca. Quella del 3 novembre è stata una prima importante giornata, il primo tassello di un percorso nel quale studenti e precari vogliono riconquistarsi le strade che l'1% vorrebbe conservare nella pace e nell'ordine, nella potenzialità di essere un 99% avente l'ambizione di 'riprendersi tutto'!

tratto da www.infoaut.org

3 novembre 2011

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