Quando ogni contestazione diventa "squadrismo".
Torino (Festa PD) - Di anno in anno, le celebrazioni istituzionali e le feste di partito diventano sempre più occasione (soprattutto a sinistra) per misurare la distanza tra la base elettorale e i dirigenti di apparati ogniqualvolta più arroccati nella propria difesa di casta.
Una nuova puntata è andata in onda oggi a Torino, nell'alveo della festa nazionale del Partito Democratico che da fine agosto e fino alla fine della prossima settimana occupa un pezzo considerevole di centro città.
Una cinquantina di aderenti al collettivo Resistenza Viola e altri cittadini si recano nell'area dibattiti per dire la loro sulla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, ovviamente considerato "impresentabile" da questo gruppo per le sue appartenenze politiche.
Forze dell'ordine e security della festa non li fanno entrare e quindi i Viola optano per una sonora contestazione che interrompe a più riprese il dibattito al grido di "colluso, mafioso", «vergogna, vergogna», «la mafia fuori dallo Stato».
Poi sono stati fermati due ragazzi dagli uomini della sicurezza del Pd, che, con qualche spintone, li hanno portati fuori. «Ci hanno messo le mani addosso. Abbiamo chiesto a Fassino di poter fare una domanda, ma lui ci ha zittiti e allora ci siamo alzati a gridare, sono arrivato gli uomini della sicurezza del Pd, ci hanno messo le mani, stretto i polsi, presi di forza e spinti fuori».
Aldilà delle ricostruzioni di rito, l'aspetto più interessante da commentare è la sequela insopportabile di "solidarietà" e condanne senza appello ogni volta reciprocamente assicuratesi tra i due schieramenti di governo e opposizione, suggellate dalle solite benedizioni dall'alto del Presidente della Repubblica che parla di "intimidatoria gazzarra". Per Schifani è la riprova di "un atteggiamento antidemocratico" mentre Fassino arriva addirittura a definire la contestazione di suoi probabili ex elettori ad un avversario politico "azione squadrista".
E dire che si tratta in fondo di normale e sanissimo spirito di contrapposizione politico e rabbia che necessita di essere espressa.
Ben altro ci vorrebbe... anche se ogni sussulto di disgusto per la classe politica che ci governa non può che essere salutato con gran simpatia.
Nel teatrino delle dichiarazioni intanto, le uniche forze politiche che hanno saputo intercettare qualcosa di questo disgusto diffuso non mancano di far sentire la propria vicinanza ai contestatori. Beppe grillo che assicura "è solo l'inizio"; e Di Pietro: "E' ora di dire basta a questa ipocrisia imperante".
Sarà mica un caso che sono gli unici a vincere tra le file dell'opposizione ?!?
Torino (Festa PD) - Di anno in anno, le celebrazioni istituzionali e le feste di partito diventano sempre più occasione (soprattutto a sinistra) per misurare la distanza tra la base elettorale e i dirigenti di apparati ogniqualvolta più arroccati nella propria difesa di casta.Una nuova puntata è andata in onda oggi a Torino, nell'alveo della festa nazionale del Partito Democratico che da fine agosto e fino alla fine della prossima settimana occupa un pezzo considerevole di centro città.
Una cinquantina di aderenti al collettivo Resistenza Viola e altri cittadini si recano nell'area dibattiti per dire la loro sulla presenza del presidente del Senato Renato Schifani, ovviamente considerato "impresentabile" da questo gruppo per le sue appartenenze politiche.
Forze dell'ordine e security della festa non li fanno entrare e quindi i Viola optano per una sonora contestazione che interrompe a più riprese il dibattito al grido di "colluso, mafioso", «vergogna, vergogna», «la mafia fuori dallo Stato».
Poi sono stati fermati due ragazzi dagli uomini della sicurezza del Pd, che, con qualche spintone, li hanno portati fuori. «Ci hanno messo le mani addosso. Abbiamo chiesto a Fassino di poter fare una domanda, ma lui ci ha zittiti e allora ci siamo alzati a gridare, sono arrivato gli uomini della sicurezza del Pd, ci hanno messo le mani, stretto i polsi, presi di forza e spinti fuori».
Aldilà delle ricostruzioni di rito, l'aspetto più interessante da commentare è la sequela insopportabile di "solidarietà" e condanne senza appello ogni volta reciprocamente assicuratesi tra i due schieramenti di governo e opposizione, suggellate dalle solite benedizioni dall'alto del Presidente della Repubblica che parla di "intimidatoria gazzarra". Per Schifani è la riprova di "un atteggiamento antidemocratico" mentre Fassino arriva addirittura a definire la contestazione di suoi probabili ex elettori ad un avversario politico "azione squadrista".
E dire che si tratta in fondo di normale e sanissimo spirito di contrapposizione politico e rabbia che necessita di essere espressa.
Ben altro ci vorrebbe... anche se ogni sussulto di disgusto per la classe politica che ci governa non può che essere salutato con gran simpatia.
Nel teatrino delle dichiarazioni intanto, le uniche forze politiche che hanno saputo intercettare qualcosa di questo disgusto diffuso non mancano di far sentire la propria vicinanza ai contestatori. Beppe grillo che assicura "è solo l'inizio"; e Di Pietro: "E' ora di dire basta a questa ipocrisia imperante".
Sarà mica un caso che sono gli unici a vincere tra le file dell'opposizione ?!?
tratto da www.infoaut.org
4 settembre 2010
| < Prec. | Succ. > |
|---|
















