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Vertice Fmi per "salvare" l'Europa. Attenti al portafoglio...

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fmiSi stringe il cerchio mondiale per cambiare i connotati al "modello sociale europeo" e fare dal Vecchio e opulento Continente una base operativa per imprenditori corsari, intenzionati a pagare nulla la forza lavoro, lasciare sul terreno meno tasse possibile e vendere sempre più altrove la propria produzione.

Ma l'altrove, dov'è? Solo Cina e Brasile sembrano in grado di attirare e pagare una certa quota del "producibile". Ma il resto? A chi lo vendiamo, se restringiamo il monte salari dell'area più ricca - mediamente - del mondo? Prendiamo l'automobile. Marchionne - molto dopo Karl Marx - ha scoperto che siamo in sovraproduzione: c'è una capacità produtiva per 100 milioni di auto, ma un mercato (leggi: domanda solvibile, ndr) soltanto per 60-65". Aumentando la "competitività" avremo una capacità produttiva maggiore (forza lavoro con meno tempi di pausa, più turni, catene di montaggio più veloci e moderne, ecc) e una domanda solvibile europea (oltre che statunitense) minore. Certo, Cina e altri Brics potranno assorbire un po' più di prima, ma non quanto andranno diminuendo i consumi automobilistici dei due mercati "maturi" più ampi. Inoltre nei Brics (economie emergenti) ci sono stabilimenti autoobilistici moderni che sfornno modelli dal prezzo adeguato al contesto produttivo, un po' come la "500" storica nell'Italia degli anni '60. Ammesso anche che si venderanno in Cina, Brasile o Russia un po' più di Ferrari, Mercedes o Maserati, a chi diavolo venderemo le centinaia di migliaia di Panda troppo costose per gli "emergenti" e - in prospettiva - anche per il mercato locale?

Non importa, dicono molto in alto. Bisogna procedere in questa direzione, alleggerendo il settore pubblico, cancellando la previdenza e la sanità e l'istruzione pubblica, cancellando il diritto del lavoro.

Il problema ulteriore, tutto italiano, è che la gestione di questo processo è oggetto di "competizione" tra il governo attuale (considerato incapace a livello globale, ormai) e una pletora di soggetti che devono ancora "trovare la quadra" sul dopo-Berlusconi. Risultato: un programma di impoverimento di dimensioni ciclopiche viene "benedetto" dalle nostre "forze democratiche" perché al primo posto viene messa la defestrazione dello psiconano, mentre il merito diventa "necessaria tranquillizzzione dei mercati".

I resoconti e i commenti dei quotidiani di oggi e domani ci sembrano quasi trasparenti, nel descrivere l'aggresività messa in campo dai "decisori globali". A partire dal mega-piano ("a leva finanziaria", attenzione!) di salvataggio del sistema bacario europeo. 3.000 miliardi da utilizzare in caso di default greco, per impedire il "contagio" verso altri paesi. Doani sarà una buona giornata per le borse, ma per chi lavora sarà un passo avanti verso il disastro.

La rassegna stampa

Dante Barontini

tratto da www.contropiano.org

26 settembre 2011

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