Potere al Popolo: Bancarottieri e fallimenti, ecco cosa è la flat tax di Salvini

Una recente inchiesta de L’Espresso pone, in modo serio e documentato, un interrogativo forte. Il teorico della flat tax italiana, braccio destro di Matteo Salvini e capo della scuola di formazione politica della Lega, ha alle spalle un passatto da bancarottiere. Accertati i fatti, se sono, come pare, proprio quelli documentati dall’Espresso, ecco l’interrogativo: può reggere un impianto fiscale del genere con simile artefice?

Beh, non reggerebbe comunque. La flat-tax è un tipo di tassazione che spazza via quella prodotta dalla costituzione. Nella costituzione infatti le tasse devono essere proporzionali al reddito. I percettori maggiori di reddito pagano, in percentuale e in proporzione, più di coloro che percepiscono di meno. La flat-tax prevede invece l’abolizione della proporzionalità delle tasse in base al reddito. Una tassa unica per tutti, 15 per cento secondo alcuni, mentre 25 per altri. In sostanza un risparmio notevole per i redditi dei più ricchi, in proporzione maggiore rispetto ai poveri. La motivazione è che tale tassa rilancerebbe l’economia liberando nuove risorse economiche.

La flat-tax, per essere attivata dovrebbe quindi vedere la modifica della costituzione (2/3 dei voti in aula o maggioranza secca e referendum). Ma in definitiva la flat-tax comporta benefici? No, e ad affermarlo è addirittura Il Sole 24 Ore

La flat tax di oggi non fa ripartire l’economia ma ingrassa solo i redditi più alti. Liberi oltretutto di investire, magari in prodotti finanziari, all’estero. Oltrettuto alimenta il debito pubblico inducendo forti tagli ai servizi di ogni genere.

Per noi non non è una scoperta. Per quanto riguarda i 5 stelle durante la visita in USA da Trump, Di Maio sosteneva la flat tax, poi hanno fatto retromarcia. Ma di questo abbiamo già parlato.

Solo gli Usa di Reagan, a prezzo di un enorme debito pubblico, vera manna per la speculazione finanziaria, hanno veramente guadagnato dalla flat tax.

Possiamo solo dire: basta con queste stupidaggini.

La flat tax serve solo per far risparmiare chi ha redditi molto alti a discapito del ceto medio, dei precari e della gente normale. Oltretutto è una vera follia dopo il regalo del Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18, aggiungere un abbassamento delle tasse per chi guadagna già moltissimo. Abbiamo toccato con mano che in periodo di crisi chi ha soldi non li investe per creare posti di lavoro o innovazione, ma al massimo in investimenti finanziari, quindi non avviene nessuna redistribuzione o aumento dell’occupazione sensibile (oltretutto precaria e comunque senza articolo 18).

Con un esempio concreto:

Chi oggi ha un reddito annuo di 300.000 euro paga circa 112.170 euro lorde di tasse.

Chi oggi ha un reddito annuo di 40.000 euro paga circa 11.520 euro lorde di tasse.

Con una flat tax al 15% il primo caso andrà a pagare 45.000 euro, e il secondo 6.000 euro.

Quindi un reddito alto come nel nostro esempio risparmia circa 70.000 euro, un reddito medio risparmia 5.500 euro. Chiariamoci subito, oggi quei 70.000 euro di tasse in più del reddito alto, servono allo Stato per coprire le spese per tutta la popolazione, sono soldi da reinvestire in servizi, scuole, sanità, ospedali, welfare in generale che ricade su tutti. Con la flat tax gli resteranno in tasca anziché aiutare tutti gli altri e per quel mancato introito verranno tagliati servizi a disposizione di tutti.

In buona sostanza la Lega Nord e il centrodestra in generale sbandierano il “prima gli italiani” ma in realtà praticano il prima i ricchi, a volte declinato in: prima i ricchi italiani.

Potere al Popolo Livorno

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