Potere al Popolo Livorno sui fatti di Piazza Garibaldi in occasione della visita di Giorgia Meloni

In tutta Italia migliaia di giovani e meno giovani, attivist* politici e semplici cittadin* hanno deciso di contestare la presenza di partiti e movimenti neofascisti in campagna elettorale.
A questi gruppi è permesso tutto. Istigazione all’odio, apologia del regime fascista e manifestazioni e comizi non autorizzati. E’ permesso rivendicare apertamente l’attentato di Macerata. E’ permesso picchiare selvaggiamente alcune donne durante un volantinaggio elettorale. Sono i responsabili morali di centinaia di pestaggi, aggressioni e omicidi a sfondo politico e razziale che continuano a susseguirsi da nord a sud della penisola.
Come a Bologna, Roma e Macerata anche Livorno, in maniera spontanea e popolare, ha deciso di scendere in piazza per difendere la democrazia e la nostra libertà contestando la presenza della candidata premier di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Abituata a strumentalizzare qualsiasi fatto di cronaca la Meloni aveva scelto Piazza Garibaldi per un breve comizio.
Vorremmo prima di tutto, mettere in discussione la versione riportata da molti organi di stampa locali e nazionali. Quel giorno non c’è stata nessuna aggressione fisica, nessuna violenza. Una contestazione dura e popolare che ha visto la partecipazione di oltre 200 cittadini, anche del quartiere.
Quali fosse l’approccio di Minniti nei confronti dell’estrema destra Italiana l’avevamo capito già dopo i fatti di Macerata. Casapound e Forza Nuova liberi di manifestare mentre ai movimenti antifascisti veniva, inizialmente, vietata ogni agibilità.
Le sue pressioni hanno portato ad un indagine a tempo record e alla denuncia di 21 antifascisti Livornesi. Giovani e meno giovani colpevoli di aver manifestato semplicemente il loro dissenso.
Ci auguriamo che la procura sappia valutare seriamente i fatti senza subire pressioni esterne e che si arrivi in tempi brevi all’archiviazione del procedimento penale nei loro confronti.

Mentre scriviamo abbiamo ricevuto la notizia che anche Salvini della Lega Nord sarà presente a Livorno il prossimo 23 febbraio. Lo stesso Salvini che ha paragonato l’anagrafe antifascista di Sant’Anna di Stazzema a quella canina e che ha proposto, in più di un’occasione una “pulizia di massa” nel nostro paese. Purtroppo sarà la Curia Livornese a concedergli una sala. Segno che neanche i numerosi appelli del Papa in merito all’accoglienza e alla non violenza, hanno convinto il nostro Vescovo a prendere nettamente le distanze da certe idee razziste.

Potere al Popolo Livorno

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