Potere al Popolo: Nogarin, di braccialetto ce n’era un altro a Lucca…

L’amministrazione comunale, tra Facebook e dichiarazioni di ogni genere, non ha ancora fatto vedere le specifiche tecniche del braccialetto elettronico della discordia. Eppure se si sostiene che il braccialetto non è un attacco ai diritti dei lavoratori basta far vedere foto, modello, caratteristiche tecniche, sistema. Che problema c’è…

Invece il Comune ed i suoi esponenti, al massimo rassicurano su Facebook. Non un modello, non un dato, non una caratteristica tecnica. Solo dichiarazioni.

Vediamo qualcuna di queste dichiarazioni. Ecco qui il sindaco Nogarin che dice a) dispositivi simili sono in uso a Lucca b) non servono per tracciare i lavoratori c) è stato scelto il bracciale invece di un tablet perché “ritenuto più comodo”
http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2018/04/14/news/polemiche-roventi-sul-braccialetto-controlla-spazzini-1.16712350

Sulla comodità, nessuno ha interpellato i lavoratori, che con questi strumenti devono farci i conti tutti i giorni, se fosse meglio un tablet o un bracciale. Oltre alla privacy ci sono le malattie professionali possibili di mezzo. Ma è il modello governo 5 stelle: fare qualcosa e poi provare a raccontarla su Facebook.

Poi c’è la questione se il bracciale elettronico serva per tracciare i lavoratori o meno. I dati a nostra disposizione smentiscono il sindaco (“Nessun sistema di geolocalizzazione, né di monitoraggio della produttività dei dipendenti”) e ci risulta che il braccialetto sia dotato di posizionamento GPS. Ma ci riserviamo presto una approfondita analisi tecnica del problema.

Infine la questione Lucca: come ha detto l’assessore all’ambiente lucchese i casi Livorno e Lucca sono differenti. Nel primo caso gli strumenti di rilevazione non sono su bidoni fissi ma solo su quelli messi in strada dai cittadini. E poi, cosa molto importante, il futuro sistema di tracciamento GPS è stato concordato coi sindacati
http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2018/04/15/news/braccialetti-elettronici-anche-in-lucchesia-1.16716525?ref=hftiluec-1

Altro che braccialetto scelto senza interpellare nessuno, qui i passaggi successivi sono concordati con i sindacati prima ancora che avvengano.

C’è poco da scherzare: scegliere senza concordare con i lavoratori può comportare cause in sede penale, condanne per violazione della privacy rendendo il sistema scelto inefficiente. Può provocare malattie professionali e, in definitiva, disservizi.

La tecnologia può essere al servizio del cittadino solo se in accordo con chi lavora, e nel rispetto delle norme di legge (che infatti prevedono il preventivo accordo con i sindacati, come recita l’articolo 4 – comma 1 e 2, della legge 300/1970 (come modificata dal Jobs Act):
“È vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori”
“Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali”.

Il resto sono post su Facebook.

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